E’ il momento di correre …sul tapis roulant. I primi caldi parlano al nostro ego e ci ricordano che dovremmo buttar giù la pancetta e le maniglie dell’amore per non farci sfottere dal simpatico di turno:uomini e donne corrono, da Maggio a Luglio, per rendersi presentabili, prima ad una società che giudica sempre e poi a se stessi. Il tapis roulant è uno strumento ben conosciuto da chi frequenta le palestre, sul quale è possibile praticare una corsa sul posto, simulando il gesto atletico con differenti carichi (in termini di pendenza e/o velocità minima da tenere). Insomma, serve per correre al chiuso invece che all’aperto e se non si sta attenti ci si può far pure del male (Es. tendine d’achille e ginocchia).
E’ l’attrezzo preferito da chi ha una coscienza sportiva molto blanda, perché si vuole evitare di correre quando fa troppo freddo, caldo o magari perché piove. Constatato che sono milioni le persone che corrono in questo modo perché non si prova a collegare un generatore che accumula energia e la restituisce al sistema? Potremmo avere acqua calda, luce e magari anche aria più pulita grazie a tutti coloro che corrono sul tapis roulant.
Un "pillolo" che sà di menta, si scioglie in bocca in un attimo ed è leggermente effervescente tanto da provocare una certa vivacità nella parte bassa dei maschietti, che cos’è? Una nuova versione del vardenafil, pillola antimpotenza che gli addetti ai lavori preferiscono chiamare più affettuosamente “mentina dell’amore”. Si tratta di una nuova micro pillola che può essere presa senz’acqua ed a stomaco pieno, agisce nel giro di mezz’ora, costa dai 30 ai 50 euro ed è già disponibile in Gran Bretagna (sembra che gli inglesi ne siano grandi consumatori). Quindi, un avvertenza alle donne, se il vostro lui ha l’alito che sa di menta, viene da Londra e non si è lavato i denti, è probabile che sia pronto per un incontro…effervescente.
Chi non comunica scompare è il titolo della campagna del Forum della Comunicazione 2011 (7-8 giugno, Roma): che fa eco al pensiero di McLuhan.
Oggi, comunicare, condividere, presentare, per far in modo da ricordare al mercato e talvolta a se stessi che l’azienda esiste è diventato indispensabile. La situazione di instabilità economica in cui ci troviamo rafforza l’esigenza di avere una visibilità costante sui mercati di riferimento ma la riduzione degli investimenti in comunicazione non fa altro che aggravare la situazione perché, è proprio vero, non comunicare significa scomparire dalla mente dei clienti o dei potenziali. Questo concetto elementare è valido per tutti, in particolare per quelle aziende che erogano servizi dove l’intangibilità di ciò che si produce necessita di “concept” costanti da riportare ai mercati di competenza. Un esempio, il settore dell’Information Tecnology: software, servizi, outsourcing, cloud computing. Chi c’è si deve far vedere e ...sentire.
Chi siete… cosa portate… si ma quanti siete…un euro! Davvero non ci resta che piangere perché per andare sulle spiagge del litorale romano i non residenti dovranno pagare una tassa di un euro ma è già caos. Infatti, i gestori dei lidi balneari dovranno chiedere i documenti ed apporre il timbro della città di Roma sulle ricevute. Tuttavia, per chiedere l'identità è necessaria una specifica autorizzazione della Prefettura che ancora non è arrivata, così ad Ostia si fanno tante domande tra cui una: Romani e turisti saranno distinti dall’accento?
Sotto una pioggerellina tipica dei paesi anglosassoni oggi le celebrazioni della Liberazione dall’occupazione nazifascista hanno visto vari eventi nella città di Roma e questa giornata verrà ricordata per i fischi al ministro La Russa e la dichiarazione di una signora che urla: “Ho novantanove anni e non voglio morire sotto il governo di Berlusconi”. Forse perché a Roma sono comparsi sui muri troppi manifesti fascisti con caratteri stile impero forse perché la popolarità del nostro premier è fortemente in calo. Certo è che il nostro Presidente della Repubblica ha faticato non poco per nascondere l’imbarazzo di quella raffica di fischi e per dichiarare:”Non prevalgano scontri accesi e ciechi”. Caro Presidente, è troppo tempo che richiama all’ordine i nostri politici ma sembrano puntualmente ignorarla. Perché non scioglie le Camere e li manda tutti a casa? Il Governo ed il Parlamento gestiscono solo fatti di ordinaria e straordinaria amministrazione ma non producono nulla per il futuro del Paese, che senso ha tutto questo?
Lei continua a dichiarare “le sfide che ci attendono per il futuro richiedono un nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza” ma si riferisce agli uomini che ci rappresentano oppure a quelli che ci rappresenteranno? Presidente, faccia qualcosa!
Oggi anche Google festeggia il Giorno della Terra meglio noto come Earth Day, l’evento mondiale dedicato all’ambiente ed alla salvaguardia del nostro pianeta.
Moltissime le celebrazioni anche in Italia volte a ricordare a tutti gli abitanti del mondo che è un diritto morale tutelare l’ambiente in cui viviamo, per noi e per le generazioni future.
Il doodle animato di Google presenta tanti animali, leoni, pinguini, panda che felici, si godono le meraviglie naturali dell’ambiente. Un immagine semplice che ci riporta all’infanzia forse per farci ricordare come guardare il nostro mondo.
Sono 192 le nazioni che festeggiano quest’evento che vede la partecipazione di quasi mezzo miliardo di persone. Nella mia amata Napoli, qualcuno festeggia?
Che all’estero l’Italia sia ancora il paese della pizza e mandolino non è un mistero. Che gli italiani convivono con mafia, camorra, drangheta e munnezza non è una sorpresa ma essere al diciassettesimo posto nell’Unione europea per l’innovazione ed al dodicesimo per la produzione artistica è proprio impietoso. Però è così è quanto emerge da uno studio della Commissione europea sulla produzione culturale degli stati membri e quanto pubblicato oggi da Il Sole 24 Ore.
Abbiamo quindi smesso di produrre idee convinti che il nostro passato glorioso sia più che sufficiente a sostenere la nostra immagine nel mondo. Un economista italiano affermò che solo innovando si può avere una visione attiva della cultura. Insomma, non facciamo nulla di nuovo ed i turisti vanno via dall’Italia portandosi le foto del Colosseo, la fontana di Trevi, il sole e gli spaghetti.
Forse, siamo stati molto bravi a conservare un passato illustre ma oggi abbiamo bisogno di creare il nuovo sul quale poterci esprimere. Michelangelo divenne un grande artista perché aveva un muro da affrescare, io, il mio muro non lo trovo e come me tanti italiani!
Questo blog ha superato le centomila pagine visitate. E’ una gran soddisfazione ed un bell’incoraggiamento per scrivere e …pensare di scrivere. Mi lusinga che i visitatori provengano dall'Italia ma anche da USA, Africa, Asia, Russia e da tanti altri posti del globo. Ai followers abituali, a quelli che atterrano per caso, ai navigatori del web:grazie, grazie, grazie.
Una volta i colletti bianchi erano quei lavoratori che svolgevano mansioni meno fisiche, ma spesso più remunerate rispetto ai colletti blu che svolgevano un lavoro manuale. In alcuni studi i manager sono considerati come appartenenti ai colletti bianchi, in altri invece non vengono considerati come tali. Il nome deriva dalla classica camicia bianca che veniva indossata da questo tipo di lavoratori perché le camicie bianche si sporcano facilmente e quindi distinguono i lavoratori che "non si sporcano le mani". Oggi, nelle aziende, questa definizione è diventata un aggettivo dispregiativo sia che la pronunci un operaio od un impiegato sia che venga sussurrata da un dirigente indirizzata ad altri suoi pari. Conosco diversi colletti bianchi appiattiti ancor prima di entrare in azienda o magari già dalla nascita. Provano, talvolta, timidamente ha formulare ipotesi diverse da quelle del loro capo ma solo per far percepire che stanno pensando a qualcosa di diverso, per far intendere che loro esplorano. Invece, fanno solo ciò che dice il capo, per accontentarlo, per lusingarlo, anche se in una parte del loro cervello qualcosa gli dice che è sbagliato per l’azienda ma giusto per il posto di lavoro. E questi sono i mediocri, coloro che imbrattano tutto quello che toccano corrompendo la passione degli altri fino ad inaridire l’azienda stessa. Colletti bianchi, puliti fuori sporchi dentro.
Sono stato a Napoli l’altro giorno e mentre mi gustavo uno splendido caffè, dopo una giornata molto pesante, da un punto di vista emotivo, vedo una dichiarazione scorrere in uno di quei televisori da bar: “ Mazzarri dichiara che almeno un sogno è stato realizzato, il ritorno dell’entusiasmo”. L’autore è l’allenatore del Napoli e l’entusiasmo dovrebbe essere per il calcio. Piuttosto poco per una città che continua ad essere mortificata prima dai suoi cittadini, poi dai loro stessi rappresentanti politici. Abbandono, fatiscenza e degrado lo si respira appena si esce dalla tangenziale al Vomero: strade piene di buche, immondizia sui marciapiedi, ragazzi ed adulti sugli scooter con i capelli al vento e quindi senza casco. Però, gli appassionati di calcio, si animano, sono intraprendenti, sorridono e vivono le partite come quegli eventi che dovrebbero cambiare la vita ma il loro entusiasmo da tifosi, dopo un’ora, torna ad essere un' indifferenza da cittadini.
Eccolo il rustico più ambito dai napoletani (e non solo): il casatiello, Il principe povero delle tavole pasquali perché, una volta, era fatto degli avanzi di ciò che veniva cucinato durante queste feste. Oggi comunque e' un rustico molto saporito, ecco la ricetta per un casatiello 'grande': 1 kg di farina-50 gr di lievito-100 gr di strutto-poco sale e molto pepe-400 gr di formaggi ( provolone piccante, emmental, fontina, grana)-400 gr di salame tipo Napoli-5 uova. Procedimento:sciogliere il lievito in poca acqua calda tiepida; disporre la farina a fontana e porre al centro lo strutto, il pepe, il sale ed il lievito con l'aiuto di altra acqua (circa 4 dl) quindi impastare a lungo fino ad ottenere un composto elastico. Porre in una terrina, coprire e far lievitare per circa 2 ore o finche' l'impasto non raddoppia non raddoppia il suo volume. Nel frattempo tagliare il salame ed i formaggi a dadini; stendere l'impasto in una sfoglia di circa mezzo cm, tenerne da parte una pagnottella, disporre uniformemente il ripieno ed arrotolare con delicatezza ma il più stretto possibile. Ungere di strutto un ruoto col buco centrale, disporre. Il rotolo di pasta a ciambella, attorcigliandolo su se stesso e rimetterlo a crescere coperto con un panno umido, facendo in modo che non si attacchi alla superficie del castello con tuorlo ed acqua, fermare le uova con delle striscioline di pasta ed inserire in un forno preriscaldato a 160 gradi per 10 minuti e 180 gradi per altri 45 minuti. Sfornarlo quando e' tiepido. Per concludere bisogna ricordare che a Napoli, la parola casatiello diventa un aggettivo quando e' rivolto a qualcuno con un carattere particolarmente pesante. Ciò fa intuire quanto poi sia difficile digerirlo!
Sono le persone che fanno le aziende e non il contrario. Questa elementare nozione spesso si perde nei meandri dei processi relativi alla certificazione di qualità dei prodotti, servizi e procedure. Quelli dell’ufficio del personale chiamano i loro colleghi: dipendenti oppure, quando va bene, risorse umane e sono talmente presi dalla voglia di azzerare le loro identità che perdono di vista la missione principale: prendersi cura del benessere della popolazione aziendale. Due anni fa, partecipai ad una riunione aziendale convocata da un direttore del personale che intitolava il suo intervento: "riunione degli impiegati", una dizione vecchia, usata negli anni ’60, come quanto chi la presentava. Ricordo spesso questo episodio quando osservo Direttori Commerciali o di Produzione perdersi nel loro stesso disorientamento, troppe volte provocato dall’incapacità d’ascoltare i pur evidenti segnali del mercato. Se le persone cadono in confusione lo fanno anche le aziende e quando ciò avviene è importante alzare la mano per avvertire l'imprenditore, sperando che lo capisca.
Nelle nostre aziende e nella pubblica amministrazione il lavoratore è un dipendente talvolta una persona, praticamente una creatura divisa in due:ragione e sentimento. Gli uffici del personale hanno la presunzione di saper parlare della prima ignorando la seconda. In pratica, significa che se sei una segretaria, il responsabile è in grado di spiegarti ciò che devi fare, come e quando ma non gli importa nulla se sei in pensiero per il figlio oppure se credi di poter fare qualcosa di diverso e più redditizio per l’organizzazione che paga. Una miopia che nelle nostre aziende ha una ricaduta su creatività e produttività con qualche conseguenza per lo sviluppo. Oggi, sarebbe importante tenere insieme le verità del realismo e quelle del sentimentalismo. Purtroppo non lo si fa quasi mai, perché le aziende sono prigioniere di una logica binaria che domina il mondo del lavoro, dove si privilegia la razionalità, in nome di un mondo fatto solo di elementi misurabili e di una visione riduttiva della persona.
Era un po’ di tempo che non parcheggiavo l’auto in aeroporto a Fiumicino e con sorpresa ho scoperto una novità: ci sono i parcheggi riservati alle donne segnalati dalle strisce rosa. Un iniziativa intelligente anche se forse un po’ discriminatoria. Infatti, dal cartello piazzato nel parcheggio del blocco “D” dell'aeroporto di Roma si può intuire che le signore, magari accompagnate da bambini o comunque in attesa, possono parcheggiare in corrispondenza dell’entrata che porta agli imbarchi posta appunto al quarto piano. Una facilitazione giusta e coerente con un approccio socialmente utile ma mi chiedo: possono parcheggiare anche i maschietti con bambini piccoli a bordo? Altrimenti, non vale ciò che ho detto!
Chi non conosce il lettore di musica digitale più famoso del mondo? La prima versione fu presentata sul mercato il 21 Ottobre 2001 ed iniziò la sua incredibile storia. In pochi però sanno perché fu chiamato iPod? Il nome venne proposto da Vinnie Chieco, un pubblicitario di San Francisco, ma all’inizio Steve Jobs lo bocciò. Chieco era stato ingaggiato dalla Apple per entrare a far parte di un piccolo team incaricato di pensare a come presentare il nuovo lettore MP3 al grande pubblico, non soltanto ai fanatici del computer. L’incarico comprendeva anche il compito di trovargli un nome e preparare la strategia di marketing ed il materiale informativo per presentare le caratteristiche. Il pubblicitario riuscì a capire che il computer Mac era un hub, il punto centrale di connessione per diversi dispositivi. L’hub poteva essere rappresentato da un astronave e questa poteva essere abbandonata a bordo di un pod, un modulo, ma per fare rifornimento di carburante e provviste bisognava sempre tornare alla nave madre. Trovato il nome fu sufficiente soltanto aggiungere il prefisso “i”come iMac. A proposito, “i” stava per “internet” oppure per “io”?
Sfogliando il giornale la mia attenzione è stata attirata da una notizia singolare: per la prima volta sarà una donna a rappresentare la Spagna presso la Santa Sede. Un esordio importante ma anche imbarazzante: un delicato incarico di ambasciatore è stato affidato a Maria Jesus Figa, 59 anni, che presenterà le sue credenziali a Benedetto XVI il prossimo 16 aprile. Mi viene da ridere, non perché sia una donna, ma per un cognome la cui fonia, al suo annuncio, potrà creare qualche emozione forte tra le sacre mura Vaticane. Maria Jesus Figa inizia il suo incarico a pochi mesi dalla terza visita di Benedetto XVI in Spagna. Il Papa sarà a Madrid fra il 18 e il 21 agosto in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Presso la Santa Sede ci sono in tutto 17 ambasciatori donna ma dal cognome…normale.
Da molti anni porto l'orologio al polso destro e da qualche giorno mi sto chiedendo perché. In effetti, non mi ricordo il motivo esatto di questa scelta forse perché un giorno, quando vivevo a Napoli, vidi uno scippo di un orologio ai danni di un turista nella centralissima Via Marina. Né rimasi impressionato, tentai di rincorrere i due scippatori a bordo di una moto mentre il malcapitato urlava spaventato ma non ottenni nulla. Forse fu allora che cambiai polso per evitare di portare un orologio a "favore di strada". Ma perché un orologio si porta a sinistra? Perché e' la mano meno impegnata che espone meno l'orologio a graffi od un urti. Ovviamente non e' solo questo il motivo, infatti, la mano più usata e' sicuramente la destra, sempre impicciata nello scrivere, guidare, mangiare, toccare. Portale l'orologio a destra e' sicuramente insolito, qualcuno scrive che e' un modo "da alternativi" ma non mi sento tale. A me crea solo un problema, particolarmente costoso: mi consuma i bordi delle tasche perché ho l' abitudine di infilarci le mani. Una postura talvolta piacevole ed altre volte meno, sopratutto quando cerco di nascondere i miei pugni in tasca.
Ma che fine hanno fatto le migliaia di africani che sarebbero scappati dalla Libia per cercare rifugio in Europa? Non ci sono, non sono arrivati. Eppure, il nostro ministro Maroni aveva parlato di esodo biblico sostenuto dai mezzi d'informazione, i quali, mostrando barconi pieni di migranti, hanno dato la percezione di uno tsunami migratorio. Poi, però, sono arrivati dal nordafrica, in prevalenza tunisini, disperati e mortificati dal proprio paese perchè laggiù, è vietato sognare un futuro migliore ma puntuale è arrivato il cinismo di stato, il peggiore, perchè prende tutti:migranti e cittadini italiani, come quelli di Lampedusa.Il dictat è stato: bisogna mostrare, sempre attraverso i media, che chi arriva in Italia trova qualcosa di peggio di quello che si è lasciato: che dormano all'aperto, facciano i loro bisogni per terra e siano chiusi in recinti come greggi. L'esodo biblico e libico comunque non c'è stato. Ed allora, mi sono chiesto: la creazione di una immaginaria invasione per generare paura dell'immigrazione e islamofobia, può essere una manovra per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dagli scandali sessuali del nostro intraprendente Premier?
La crisi economica che attanaglia il nostro paese ha provocato molte difficoltà in tutti i settori della nostra economia provocando un vero e proprio tsunami che ha scosso tutto e tutti. Le aziende falliscono o ricorrono alla cassa integrazione per cercare di sopravvivere quando va bene. L’Istat comunica che il tasso di disoccupazione è a quota 8,4% e ciò significa che in Italia ci sono 2.088.000 disoccupati mentre per i giovani le speranze di occupazione sono sempre scarse visto che il 28,1% di questi continua a girare a vuoto. Non tutti scrivono che dietro ogni posto di lavoro c’è una busta paga e dietro una busta paga c’è, prevalentemente, un Consulente del lavoro che la elabora. Chi è costui? E’ un professionista, che si occupa di gestire tutte le problematiche relative all’amministrazione del personale. Appartiene ad una categoria che sta registrando un significativo calo di attività proprio a causa della minor occupazione e della conseguente diminuzione di clienti. Quelli che restano, i clienti, pagano sempre più con ritardo ed i Consulenti si trovano, talvolta, nella posizione di finanziatori, pur di non perdere il loro stesso mandato. A tutto questo se si aggiunge che la concorrenza di centri di elaborazione dati ed associazioni di categoria sta provocando una corsa al prezzo più basso possiamo dire che piove sul bagnato o meglio sui Consulenti e molti di questi rischiano di restare senza lavoro!
Siamo abituati a valutare le persone basandoci solo sulla razionalità, sull’efficienza e sulla competenza professionale. Ma la storia dimostra che le società complesse hanno bisogni di criteri: bisogna tener conto delle relazioni tra le persone, delle loro aspirazioni, dei lori sentimenti, tentando di conciliare lo spirito d’iniziativa con le emozioni. Nuove idee, nuovi modi di pensare, contro vecchi schemi ed approcci obsoleti. Leggere solo i numeri sterilizza la capacità di “sentire”, di interpretare dove va il mondo perché ogni attività razionale è sempre accompagnata da una dimensione emotiva. Anche il più razionale dei contabili è animato dalla passione per la ragioneria, ecco perché dovremmo abituarci ad una razionalità aperta e non ottusa per cercare di comprendere ed integrare le emozioni. Oggi, l’ignoranza emotiva affligge gran parte delle persone (ma quante ne conosco!) nelle aziende, nelle istituzioni e nella società civile e rischia di appiattire la mente ed il cuore di tutti. Viviamo in una dittatura del calcolo pur vedendone i limiti e per questo che si sente l’esigenza di ritrovare la forza di credere nella dignità delle persone, come se fosse un nuovo umanesimo. Queste riflessioni, saranno comprensibili su un Roma-Milano? Mah!
Non è per il nostro premier che racconta barzellette “spinte” in un incontro a Palazzo Grazioli dove una corposa delegazione di Sindaci campani si è recata per consegnare una “supplica” scandalosa:fermare l’abbattimento degli edifici abusivi - quanto il comportamento di questi rappresentanti del popolo eletti per "programmi_promesse" elettorali che mi impressiona. Tutti ridono, tutti applaudono una stupida quanto vecchia barzelletta che parla di fica e di culo. Ipocrisia e sottomissione mescolata a richieste immorali sono gli elementi che prevalgono sulla scena delle nostre istituzioni e ciò che è peggio per me, napoletanoaroma, è constatare che si tratta di rappresentanti del popolo della mia regione che mostrano il loro lato B per ottenere appoggi da lato... A. Che vergogna!
E’ stato ritrovato il cobra che ha preoccupato, ma anche entusiasmato, New York. Il pericoloso serpente, un esemplare femmina, non ha mai lasciato lo zoo del Bronx da dove era scomparso circa una settimana fa, ma aveva messo in l’allarme la cittadinanza.Un allarme che ha subito attirato l’attenzione della stampa americana, perché prima di diventare un problema di ordine pubblico ha assunto le dimensioni di un grande fenomeno mediatico su Twitter. Il direttore dello zoo ha dichiarato che il simpatico serpente è vivo e sta bene. «Non è finita - ha scritto il serpente su BronxZoosCobra dopo l’annuncio del ritrovamento - tutto questo ha risvegliato la nazione dei cobra dello Zoo del Bronx che dormivano. Collegatevi anche domani e vedrete» Ecco l’ultimo messaggio: “Molti di voi stanno chiedendo i dettagli della mia cattura. Fondamentalmente sono rimasta schiacciata tra la luna e New York City”. Intanto, i followers sono arrivati a 234.993!
Il primo pesce d'Aprile è destinato alla famosa Panini produttrice delle famose figurine dei calciatori, Una news giunta all'ANSA alle 16.24 di ieri annuncia che le figurine Panini compiono 50 anni in concomitanza con i 150 anni dell’ Unità d’Italia e per celebrare l’ evento domattina sia alla Camera che al Senato sarà presentato questo particolare album con cui il mondo delle figurine vuole partecipare alla formazione civica dei giovani. Insomma, al posto dei giocatori ci saranno i parlamentari che come nelle squadre di calcio indosseranno una casacca per identificare il partito. Un'altra news giunge alle 19.12 che titola:"Panini, niente figurine per i parlamentari". Infatti, il direttore della società smentisce la paternità dell'annuncio e della relativa dichiarazione. Peccato,l'idea era interessante visto le figure che stanno facendo ministri e parlamentari.