
Ho sviluppato un controllo ossessivo del tempo, verifico spesso l’ora, cerco sempre di essere puntuale, spesso arrivo agli appuntamenti in anticipo e considero una forma di libertà il ritardo. C’è un espressione che mi incuriosisce: “prendersi il tempo”. Sembra una parola d’arte contemporanea, una acrobazia dialettica. In realtà è un frammento di ricchezza interiore che pochi hanno. Ecco, oggi è un lusso controllare il tempo senza esserne controllati, una espressione di forza dello spirito.
Sembra facile non guardare l’ora ma ne siamo assillati: telefonini, fermate della metro, televisione, radio, autobus, cartelloni dell’autostrada, auto ed orologi. Tutto ci ricorda che ora è ma sappiamo che qualcosa comunque ci sfugge perché il tempo non si ferma, non rallenta e non si capisce perché trascorre mentre cerchiamo di decidere cosa fare.


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