
Prima della scoperta dell’Australia gli abitanti del vecchio mondo erano convinti che tutti i cigni fossero bianchi:una convinzione inconfutabile, poiché sembrava pienamente confermata dall’evidenza. L’avvistamento del primo cigno nero può esser stato una sorpresa per alcuni ornitologi (e per altre persone interessate al colore degli uccelli), ma non è questo il punto. Il fatto evidenzia un grave limite nel nostro apprendimento basato sulle osservazioni e sull’esperienza, nonché la fragilità delle nostra conoscenza. Una sola osservazione può confutare un’ asserzione generale ricavata da millenni di avvistamenti di milioni di cigni bianchi. Basta un solo (ed a quanto pare, piuttosto brutto) uccello nero. Ecco, per natura impariamo dall’esperienza e dalla ripetizione, ci concentriamo su cose che sappiamo e trascuriamo sistematicamente ciò che non conosciamo diventando miopi nello spirito e nella mente. Il Cigno nero ci dovrebbe far capire che dobbiamo liberarci delle nostre convinzioni ed aprirci all’improbabile. Chi ne sarà capace sarà un vero spirito libero.


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