venerdì 2 settembre 2011

Un paese di merda ma che profumo!


Dunque viviamo in un paese di merda. Lo dice la seconda carica dello stato alla faccia del ruolo istituzionale e di quei 50 milioni di italiani che ci vivono. E cosa dire dei nostri connazionali all'estero? Quelli che per trovare un lavoro, per vivere decorosamente, anche da generazioni, hanno lasciato il nostro paese e con esso gli affetti più cari, i luoghi dell'infanzia, gli odori delle proprie case, i sapori dei cibi nostrani. Dopo 17 anni di governo, il cui titolare è l'autore della dichiarazione puzzolente, l'Italia cade a pezzi, non ha più credito a livello internazionale e le borse mondiali lo confermano ogni giorno, non ha più la credibilità degli imprenditori e dei lavoratori, non ha più la stima dei suoi abitanti. Ma quale politico, governatore di uno stato occidentale ha mai parlato così del proprio paese, dei suoi cittadini, dei suoi elettori? Ecco, i suoi elettori, che diranno adesso? Sarebbe troppo facile chiedere scusa (non sembra nemmeno ne abbia intenzione) perché in un sol colpo ha insultato tutti, destra, centro e sinistra. Forse, oggi si comincia a sentire un profumo, quello della consapevolezza che risveglia le menti assopite, anche se proviene dalla merda.

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