Il 15 dicembre del 2008, a Baghdad, un giornalista iracheno, lanciò una dopo l’altra le sue scarpe al Presidente degli Stati Uniti, George Bush, per manifestare il suo dissenso. Fu eclatante perché richiamava alla mente un gesto antico, come per scacciare dal focolare domestico un animale, un molestatore, senza però voler far del male. Sta accadendo qualcosa di simile nel nostro paese, c’è una gran voglia di cambiare, i politici, il loro modo di esprimersi, l’economia ed i protagonisti sono soprattutto i giovani che vogliono un aggiornamento del sistema. Un malessere diffuso, un irritazione crescente sono il comun denominatore di questo stato d’animo che porterà le persone ad aver voglia di lanciare scarpe a chi oggi, malgoverna e sterilizza la speranza di una vita da adulti, a chi inquina l’aria, sottrae l’acqua, avvelena la terra, a chi mente alle persone e fa falsi proclami. Presto, nel nostro paese, pioveranno scarpe.
mercoledì 8 giugno 2011
Pioveranno scarpe
Il 15 dicembre del 2008, a Baghdad, un giornalista iracheno, lanciò una dopo l’altra le sue scarpe al Presidente degli Stati Uniti, George Bush, per manifestare il suo dissenso. Fu eclatante perché richiamava alla mente un gesto antico, come per scacciare dal focolare domestico un animale, un molestatore, senza però voler far del male. Sta accadendo qualcosa di simile nel nostro paese, c’è una gran voglia di cambiare, i politici, il loro modo di esprimersi, l’economia ed i protagonisti sono soprattutto i giovani che vogliono un aggiornamento del sistema. Un malessere diffuso, un irritazione crescente sono il comun denominatore di questo stato d’animo che porterà le persone ad aver voglia di lanciare scarpe a chi oggi, malgoverna e sterilizza la speranza di una vita da adulti, a chi inquina l’aria, sottrae l’acqua, avvelena la terra, a chi mente alle persone e fa falsi proclami. Presto, nel nostro paese, pioveranno scarpe.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


0 commenti:
Posta un commento