lunedì 20 giugno 2011

Ministeri al Nord e Macroinsulti al Sud

La proposta di spostare quattro ministeri al Nord: le Riforme e le Semplificazioni a Monza, l’Economia a Milano, l’Agricoltura a Mantova è l’ultima trovata che ha il sapore della solita propaganda volta ad imbonire i boscaioli delle valli bergamasche. “Padania libera” urlano i partecipanti al raduno, numeroso quanto quello dei boyscout italiani. Padania libera, da chi? Si chiede il lettore medio: “150 anni di infamia non possono cancellare millenni di storia di Padania libera” recitava uno dei più aggressivi, con evidente riferimento all'Unità d'Italia. Allora, si comincia a capire: vogliono la secessione per liberarsi di tutte quelle regioni che sono considerate una palla al piede. Ma torniamo ai Ministeri da spostare, potrebbe essere una buona idea anche se tutte le città sarebbero legittimate a chiederne uno. Per esempio, Napoli, potrebbe ospitare quello della Salute, constatato il costante ed imminente pericolo provocato dalla solita munnezza. Palermo, invece, potrebbe chiedere il Ministero di Grazia e Giustizia, per la presenza della mafia. Quello della Difesa lo vedo bene a Lampedusa, con La Russa che gracchia cannonate in mare per non far sbarcare gli africani. Come negare il Ministero della Pubblica Istruzione a Firenze, la patria della lingua mentre quello del Lavoro lo assegnerei all’Aquila, così quei rompiballe dei sindacati ci pensano due volte prima di andare a fare scioperi in una città non facile da raggiungere ed in zona sempre a rischio terremoto. La richiesta dei Ministeri è priva di misteri, la Lega era una novità interessante, oggi si è fatta contaminare dal “prendi e dai” di quel mondo fatto solo di compromessi. Tutto il mondo è paese o forse è meglio dire tutto il Nord è paese?!

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