La mattina andiamo al lavoro, prendiamo un treno, un autobus, un aereo, un auto e tra le prime cose che facciamo tiriamo fuori lo smartphone per vedere chi ci ha scritto un email. Ci fermiamo al bar per prendere un caffè e distrattamente diamo un’occhiata alla posta. In ufficio e durante le riunioni, non possiamo fare a meno di sbirciare il contenuto dell’icona con la busta. Siamo assillati dall’email, una sindrome compulsiva che sposta la nostra attenzione altrove e ci fa perdere concentrazione, profondità, serenità ed efficienza. L’email crea dipendenza, come alcol e sigarette, ci distrae perché diventiamo sordi mentre le persone ci parlano, tanto siamo presi dal leggere e capire chi scrive, perché e cosa poi risponderemo. Chiunque ha provato un senso di isolamento quando ha trovato l’ultimo messaggio vecchio di almeno otto ore: “Ma come, non mi ha scritto nessuno? Sarà qualcosa che non funziona”. Quante volte l’abbiamo pensato, eppure non ci rendiamo conto, ogni giorno che passa l'email ruba il nostro tempo e ci impedisce di vivere istanti fatti di piccole e grandi emozioni.
lunedì 6 giugno 2011
L’email ruba il tempo.
La mattina andiamo al lavoro, prendiamo un treno, un autobus, un aereo, un auto e tra le prime cose che facciamo tiriamo fuori lo smartphone per vedere chi ci ha scritto un email. Ci fermiamo al bar per prendere un caffè e distrattamente diamo un’occhiata alla posta. In ufficio e durante le riunioni, non possiamo fare a meno di sbirciare il contenuto dell’icona con la busta. Siamo assillati dall’email, una sindrome compulsiva che sposta la nostra attenzione altrove e ci fa perdere concentrazione, profondità, serenità ed efficienza. L’email crea dipendenza, come alcol e sigarette, ci distrae perché diventiamo sordi mentre le persone ci parlano, tanto siamo presi dal leggere e capire chi scrive, perché e cosa poi risponderemo. Chiunque ha provato un senso di isolamento quando ha trovato l’ultimo messaggio vecchio di almeno otto ore: “Ma come, non mi ha scritto nessuno? Sarà qualcosa che non funziona”. Quante volte l’abbiamo pensato, eppure non ci rendiamo conto, ogni giorno che passa l'email ruba il nostro tempo e ci impedisce di vivere istanti fatti di piccole e grandi emozioni.
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