martedì 19 aprile 2011

Colletti bianchi, puliti fuori sporchi dentro

Una volta i colletti bianchi erano quei lavoratori che svolgevano mansioni meno fisiche, ma spesso più remunerate rispetto ai colletti blu che svolgevano un lavoro manuale. In alcuni studi i manager sono considerati come appartenenti ai colletti bianchi, in altri invece non vengono considerati come tali. Il nome deriva dalla classica camicia bianca che veniva indossata da questo tipo di lavoratori perché le camicie bianche si sporcano facilmente e quindi distinguono i lavoratori che "non si sporcano le mani". Oggi, nelle aziende, questa definizione è diventata un aggettivo dispregiativo sia che la pronunci un operaio od un impiegato sia che venga sussurrata da un dirigente indirizzata ad altri suoi pari. Conosco diversi colletti bianchi appiattiti ancor prima di entrare in azienda o magari già dalla nascita. Provano, talvolta, timidamente ha formulare ipotesi diverse da quelle del loro capo ma solo per far percepire che stanno pensando a qualcosa di diverso, per far intendere che loro esplorano. Invece, fanno solo ciò che dice il capo, per accontentarlo, per lusingarlo, anche se in una parte del loro cervello qualcosa gli dice che è sbagliato per l’azienda ma giusto per il posto di lavoro. E questi sono i mediocri, coloro che imbrattano tutto quello che toccano corrompendo la passione degli altri fino ad inaridire l’azienda stessa. Colletti bianchi, puliti fuori sporchi dentro.

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