martedì 15 febbraio 2011

Napoli e la sirena Partenope.

La mitologia vuole che la sirena Partenope dette il nome alla città di Napoli. Partenope faceva parte della leggendaria triade di Sirene (Leucosia, Ligea e Partenope) che, fra Punta Campanella e Capri, dagli scogli detti dei Galli tendevano i loro agguati ai naviganti, affascinandoli con il loro canto e facendoli naufragare. Beffate da Ulisse, le tre terribili incantatrici si suicidarono ed il mare portò i loro corpi a Leucosia presso Paestum, in Calabria ed a Napoli, dove approdò Partenope. Gli abitanti del luogo eressero un sepolcro alla Sirena, ed ogni anno le vergini celebravano sacrifici di buoi in suo onore. Bisogna precisare che la nostra sirena si arenò sull’isolotto di Megaride, dove oggi sorge il Castel del Ovo. Ma le Sirene erano buone o cattive? L’immagine classica più diffusa mostra le Sirene come degli esseri alati dal volto femminile, con un corpo di uccello a forma di fuso o di uovo (Ovo) e le zampe artigliate; per lo più dotate di seni e braccia, sono spesso raffigurate nelle sculture funerarie mentre suonano la lira o il flauto, forse per mitigare, con il loro canto, l’amarezza della morte. A volte, le si vede anche nelle pitture mentre artigliano e trasportano con sé delle piccole figure umane che rappresentano le anime degli uomini o anche solo i loro pensieri: sembrano molto simili alle Arpie, temibili “rapitrici” di esseri umani. Le Sirene erano quindi degli esseri pericolosi perché con il loro canto trascinavano gli uomini alla morte tanto da essere indicate come spiriti infernali perché trasportavano le anime dei morti nel Regno sotterraneo della loro Signora Persefone.

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