Se è vero che ogni giorno siamo circondati dall’ipocrisia è anche vero che è possibile scoprire chi ti sta mentendo. Quando si dice una bugia si producono delle microespressioni (movimenti facciali molto rapidi) che rappresentano delle “fughe di notizie” non verbali relative al vero stato d’animo di chi la racconta. Gli studiosi hanno dimostrato che queste espressioni sono identiche indipendentemente dal fatto di chi o cosa le provoca e si manifestano quando la persona parla o semplicemente ascolta. Naturalmente, si valutano i segnali di un’emozione nella voce, nella postura, ed altri indizi di inganno basati sulla cognitività ovvero generati dal pensiero. Le emozioni influenzano il pensiero (per esempio la paura rende difficile pensare) ed il pensiero influenza le emozioni (pensare alle conseguenze di essere colti in fallo può ampliare la paura). Gli indizi cognitivi più palesi di una possibile menzogna sono le contraddizioni in cui una persona cade quando racconta le cose. Altro indizio (quasi ovvio) è l’esitazione con cui uno risponde ad una domanda. Poi ci sono i comportamenti, in particolare quando c’è un mutamento nell’oggetto di una conversazione. Attenzione, però alle maschere ovvero chi nasconde un emozione con un espressione anziché palesare un volto neutro. Il sorriso è la maschera più frequente perché le situazioni sociali richiedono una atteggiamento positivo e costringono a nascondere i sentimenti spiacevoli. Diffidiamo quindi di chi sorride, soprattutto quando sul suo viso non ci sono zampe di galline e le guance non sono sollevate dall’azione muscolare.
lunedì 28 febbraio 2011
Menzogne, Bugie e Maschere
Se è vero che ogni giorno siamo circondati dall’ipocrisia è anche vero che è possibile scoprire chi ti sta mentendo. Quando si dice una bugia si producono delle microespressioni (movimenti facciali molto rapidi) che rappresentano delle “fughe di notizie” non verbali relative al vero stato d’animo di chi la racconta. Gli studiosi hanno dimostrato che queste espressioni sono identiche indipendentemente dal fatto di chi o cosa le provoca e si manifestano quando la persona parla o semplicemente ascolta. Naturalmente, si valutano i segnali di un’emozione nella voce, nella postura, ed altri indizi di inganno basati sulla cognitività ovvero generati dal pensiero. Le emozioni influenzano il pensiero (per esempio la paura rende difficile pensare) ed il pensiero influenza le emozioni (pensare alle conseguenze di essere colti in fallo può ampliare la paura). Gli indizi cognitivi più palesi di una possibile menzogna sono le contraddizioni in cui una persona cade quando racconta le cose. Altro indizio (quasi ovvio) è l’esitazione con cui uno risponde ad una domanda. Poi ci sono i comportamenti, in particolare quando c’è un mutamento nell’oggetto di una conversazione. Attenzione, però alle maschere ovvero chi nasconde un emozione con un espressione anziché palesare un volto neutro. Il sorriso è la maschera più frequente perché le situazioni sociali richiedono una atteggiamento positivo e costringono a nascondere i sentimenti spiacevoli. Diffidiamo quindi di chi sorride, soprattutto quando sul suo viso non ci sono zampe di galline e le guance non sono sollevate dall’azione muscolare.
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