Ieri è andato in onda alle 21.10 su La7 un programma basato su un semplice meccanismo: c’è un’azienda, sempre diversa ogni puntata, che cerca una risorsa dopo un periodo di selezione, lontano dalle telecamere tre candidati approdano al programma. La trasmissione, segue da lontano, la delicata fase del periodo di prova per arrivare ad ospitare in studio il colloquio finale, fatto per valutare il prescelto se e come sia il più adatto al posto di lavoro a tempo indeterminato, firmando infine il contratto di lavoro in tv, davanti a tutti. Un format sicuramente originale dove i contenuti sono veri, cominciando dai candidati: finalmente si vedono persone e non veline, con tettine e culetti sotto gonne svolazzanti oppure tronisti che fanno della loro ignoranza un “must”. Il Contratto de La7 mostra la realtà: giovani con le loro difficoltà, ambizioni e stati d’animo. Ai più potrebbe non piacere la spettacolarizzazione di un processo di selezione, perché colpisce nell’intimo, sembra vedere noi stessi o i nostri figli che raccontano il modo in cui ogni giorno sono mortificati dai numerosi tentativi di trovare quel lavoro che …non si trova. La disoccupazione giovanile oggi è al 30%, perché non si dovrebbe dire come orientarsi? In studio ci sono esperti del settore, che commentano e consigliano per dare un orientamento, approfondimenti quindi che messi a fattor comune diventano un servizio per la comunità. Finalmente, qualcosa di nuovo, qualcosa di vero in televisione.
mercoledì 23 febbraio 2011
Il Contratto su La7
Ieri è andato in onda alle 21.10 su La7 un programma basato su un semplice meccanismo: c’è un’azienda, sempre diversa ogni puntata, che cerca una risorsa dopo un periodo di selezione, lontano dalle telecamere tre candidati approdano al programma. La trasmissione, segue da lontano, la delicata fase del periodo di prova per arrivare ad ospitare in studio il colloquio finale, fatto per valutare il prescelto se e come sia il più adatto al posto di lavoro a tempo indeterminato, firmando infine il contratto di lavoro in tv, davanti a tutti. Un format sicuramente originale dove i contenuti sono veri, cominciando dai candidati: finalmente si vedono persone e non veline, con tettine e culetti sotto gonne svolazzanti oppure tronisti che fanno della loro ignoranza un “must”. Il Contratto de La7 mostra la realtà: giovani con le loro difficoltà, ambizioni e stati d’animo. Ai più potrebbe non piacere la spettacolarizzazione di un processo di selezione, perché colpisce nell’intimo, sembra vedere noi stessi o i nostri figli che raccontano il modo in cui ogni giorno sono mortificati dai numerosi tentativi di trovare quel lavoro che …non si trova. La disoccupazione giovanile oggi è al 30%, perché non si dovrebbe dire come orientarsi? In studio ci sono esperti del settore, che commentano e consigliano per dare un orientamento, approfondimenti quindi che messi a fattor comune diventano un servizio per la comunità. Finalmente, qualcosa di nuovo, qualcosa di vero in televisione.
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2 commenti:
L'ho visto anch'io e mi è piaciuto. Forse la durata del programma è eccessiva ma i contenuti, al di là di qualche momento quasi strappalacrime (genitori che parlano dei figli), si poteva evitare.
Finalmente una tv che racconta in che modo noi giovani viviamo la ricerca di un lavoro!
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