Un imprenditore italiano, illuminato e lungimirante dice sempre di stare attenti ai consulenti, perché fanno i loro interessi e non quelli dell’azienda. Non sempre è vero ma talvolta accade. Purtroppo, ogni tanto qualcuno inciampa nel tranello e non riesce a schivare la coltellata del consulente di turno che pur di fare più fatturato e conquistarsi una posizione di maggior visibilità in un azienda oppure in un ente non esita a praticare l' azione di killeraggio. Il consulente-serpente lo si riconosce facilmente: all’inizio è seducente ed accondiscendente, suggerisce, presenta soluzioni semplici ed accattivanti ma già trama per convincere il titolare od il capo di turno che la sua consulenza è essenziale, a volte indispensabile. Quando arriva, ha un aspetto dinoccolato, sorride ed è sempre prodigo di complimenti sia personali che professionali: “Che bella cravatta! Che bel maglioncino! Come hai fatto a trovare quelle scarpe?! Quindi, chiede sempre del capo, del titolare, per salutare ed ossequiare. Lasciarlo solo con lui od in giro per gli uffici gli consente di scatenarsi in battutine a sfondo delatorio del lavoro degli altri ed appena può rilascia il suo veleno e critica le attività, i processi organizzativi, di produzione e confonde, disorienta, insinua il dubbio ed incanta…come i serpenti.
lunedì 14 febbraio 2011
Consulenti serpenti
Un imprenditore italiano, illuminato e lungimirante dice sempre di stare attenti ai consulenti, perché fanno i loro interessi e non quelli dell’azienda. Non sempre è vero ma talvolta accade. Purtroppo, ogni tanto qualcuno inciampa nel tranello e non riesce a schivare la coltellata del consulente di turno che pur di fare più fatturato e conquistarsi una posizione di maggior visibilità in un azienda oppure in un ente non esita a praticare l' azione di killeraggio. Il consulente-serpente lo si riconosce facilmente: all’inizio è seducente ed accondiscendente, suggerisce, presenta soluzioni semplici ed accattivanti ma già trama per convincere il titolare od il capo di turno che la sua consulenza è essenziale, a volte indispensabile. Quando arriva, ha un aspetto dinoccolato, sorride ed è sempre prodigo di complimenti sia personali che professionali: “Che bella cravatta! Che bel maglioncino! Come hai fatto a trovare quelle scarpe?! Quindi, chiede sempre del capo, del titolare, per salutare ed ossequiare. Lasciarlo solo con lui od in giro per gli uffici gli consente di scatenarsi in battutine a sfondo delatorio del lavoro degli altri ed appena può rilascia il suo veleno e critica le attività, i processi organizzativi, di produzione e confonde, disorienta, insinua il dubbio ed incanta…come i serpenti.
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