
- Festeggiare Halloween fuori dagli Stati Uniti è una scelta al limite del buongusto.
- Se manderai tuo figlio a chiedere caramelle ai vicini, prima avverti e distribuiscile per il condominio.
- Halloween non è carnevale, lascia perdere il costume da coniglietta e vestiti da strega vecchia e brutta.
- Quando un bambino insiste per una zucca, avvertilo che poi mangerà risotto alla zucca per una settimana.
- Non sprecare energie ad essere contro Halloween, ricorda che il vero nemico è sempre e solo San Valentino.
Giustiziato e registrato dalle telecamere. Questa la terrificante sequenza di immagini dell'omicidio del pregiudicato Mariano Bacioterracino, specializzato in rapine di banca che fumava l'ultima sigaretta senza saperlo. Assassinato vigliaccamente, con colpi sparati alle spalle ed in testa come fosse una bestia. Questa la vita di strada in alcuni, ormai noti, quartieri di Napoli, dove, praticamente indisturbati, operano deliquenti di tutti i generi. Questa è la condizione in cui tanti cittadini napoletani sopravvivono ogni giorno sperando di tornare a casa senza esseri colpiti da proiettili vaganti. Questa è Napoli? Forse si, se immagini crude e realiste vengono rese pubbliche. In questo caso su autorizzazione della Procura della Repubblica per cercare di dare un volto al sicario ed al suo complice che si resero responsabili di questo omicidio l'11 Maggio di cinque mesi fa. Forse no, se si guarda a quante persone ogni giorno si comportano da cittadini perbene. Comunque, questa è Napoli. Foto Corriere della Sera.

Se c’è crisi questa certamente non è avvertita dai dentisti. Oggi ho chiesto un appuntamento allo studio della ormai famosa dott.ssa Krudelia che usa il trapano con preoccupante disinvoltura e diventa spericolata quando è supportata da un assistente che forse si chiama Viperia. Ebbene, il primo giorno libero è il 20 Novembre. Sono concesse minime anticipazioni solo per urgenze gravi! Comunque, il solo pensiero di sentirmi dire:” Sentirà un po’ di fastidio, se sente dolore alzi la mano sinistra che mi fermo subito!” mi fa già sudare anche se non fa più caldo.
Dal 10 al 22 novembre 2009 torna Biagio Izzo con il suo nuovo spettacolo: “UNA PILLOLA PER PIACERE”. Timido, affetto da una strana sindrome che gl’impedisce di comunicare con le donne, Michele le ha provate tutte. Ha consultato vari manuali di autostima e si è sottoposto ad ogni possibile terapia pur di superare il grave disturbo che lo rende infelice. Circondato com’è da splendide modelle e da collaboratrici avvenenti, il suo equilibrio è messo a dura prova continuamente per il posto che occupa nell’atelier di alta moda di cui è titolare. La timidezza è un’esperienza che interessa tutti, chi più, chi meno. Forse non è nemmeno una patologia ma una caratteristica della personalità, che può raggiungere, in certi casi, livelli inimmaginabili. Per una strana coincidenza, il protagonista della storia, viene in possesso di una confezione di pastiglie prodigiose che lo fanno apparire più bello e sicuro di sé….. Una cosa è certa, quella pillola che frizza cambierà la vita a Michel Gripot. dal martedì al venerdì:
intero p.issima € 29,50 p.ona/I gall. € 25,00 - II galleria € 21.00 - III galleria € 17.00
sabato e domenica:
intero p.issima € 34,50 p.ona/I gall. € 29,00 - II galleria € 24.00 - III galleria € 19.00
Orari spettacoli stagione 2009/2010 dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00
E' previsto uno sconto particolare per coloro che invieranno copia di questo post a promozione@teatrobrancaccio.it
E’ arrivata l’ora legale e tutto diventerà più grigio. Nuvole livide occuperanno il cielo azzurro, il freddo e l’umidità dell’autunno sostituiranno il tepore post estivo, gli abiti scuri mortificheranno la vivacità delle nostre maglie, il crepuscolo prevarrà sulla luce. Insomma, tutti ritorneremo in bianco e nero? No, non facciamoci abbuiare, manteniamo sempre le tinte dei nostri stati d’animo affinché rimangano di tutti i colori.
Molti si chiedono perché? Perché un noto giornalista televisivo, sposato con tre figlie, uomo impegnato sulla scena politica locale e nazionale commette uno sbaglio così grossolano? Episodi di noia, frustrazioni passeggere oppure debolezze ancestrali vive e sempre nutrite nell’ombra di una vita normale? Non si sa! Vita privata è vita pubblica, per chi ha incarichi politici ed istituzionali di rilevanza nazionale e Marrazzo, fa bene a lasciare tutto per tentare di raccogliere i pezzi di una dignità persa sulla strada dell’immoralità. Politica o personale? Decida il lettore.
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria ha dichiarato che non bisogna “scassare le istituzioni” a margine di un convegno promosso dalla Fondazione Farefuturo a Salerno. Anche se sono convinto che lei stessa sa bene chi ha “scassato” ovvero chi ha “rotto”, non solo le istituzioni nel governo, come donna e come imprenditrice tenta di riportare l’attenzione sullo stato della nostra economia dove la pressione fiscale è ancora altissima e la produzione deve recuperare più di dieci punti percentuali. Ma fa strane dichiarazioni sulla crisi. E’ passata o no? In settembre aveva detto che era tutto finito mentre ieri ha richiamato l’attenzione sul fatto che non siamo ancora fuori. Mi domando: chi è che deve fare pace con il cervello, la Marcegaglia o chi “scassa”?
Ho partecipato ad un convegno dove si parlava di nuovi modi di lavorare insieme. Mentre i relatori illustravano in maniera più o meno dotta i progetti e le esperienze condotte in team con le risorse umane delle loro aziende mi chiedevo dove erano le persone. Non erano per niente citate! Eppure, sono le persone che vengono coinvolte nelle attività aziendali. Sono le persone che soffrono o gioiscono per i risultati positivi o negativi. Invece, sembrava che fossero i programmi l’aspetto di maggiore interesse. Altri fatti mi hanno emozionato questa settimana: sentenza Mondatori, lodo Alfano bocciato dalla Corte Costituzionale, i soliti colleghi miopi e portatori sani di incompetenza.
Ma il fatto più curioso l’ho visto in un ristorante: una giovane signora olandese che mangiava gli spaghetti al pomodoro con forchetta e …coltello. Si, per mangiarli li tagliava come fossero una bistecca. Indubbiamente, una settimana intensa e ricca di episodi curiosi.
Giovedì scorso sono stato a Napoli per lavoro, via de Gasperi, via Marina, piazza Municipio, Porto. Traffico, parcheggi manco a pagarli, auto in doppia fila, suonate di clacson, qualche “chi te muort!” insomma il solito caos. Il parcheggio in un garage, costa quanto Roma o Milano, evidentemente l’auto è un bene prezioso forse ancor di più. Ero li, per un convegno nel palazzo Expo del Porto di Napoli, un bell’ edificio composto da tue torri orologio che svetta sulle banchine di attracco delle navi da crociera. Il varco di uscita dell’area considerata dogana, era presidiato da un nugolo di tassisti tuttofare, dall’aspetto trascurato e poco rassicurante, appostati per rimorchiare gli stranieri provenienti dalle navi. Mi sembrava di essere a Daquar, capitale del Senegal. Certo, per fortuna gli odori erano diversi ma non la confusione: quell’alzare la voce per attirare l’attenzione con una tonalità da nenia dialettale, il formicolare della folla, la calura settembrina mi hanno ricordato un precedente viaggio in Senegal.
Quando mi sono spostato in auto per recarmi al famoso Centro Direzionale, ho avuto un colpo al cuore: di nuovo la munnezza, cumuli di sacchetti adiacenti una fermata d’autobus, carte, buste, bottiglie di plastica e non solo disseminate per la strada che circumnaviga i parcheggi. Che peccato! Ma si può lasciare l’unico centro affari più grande del sud ad un incuria che mortifica? Visitato da tutti per lavoro quale ricordo si porteranno presso le loro residenze? Ah, povera Napoli.