lunedì 31 agosto 2009

Il direttore dell’Avvenire è gay o no?

Ho seguito la sparata di Feltri, i riscontri dei vescovi, l’arrembaggio di Repubblica e la cronaca del Corriere della Sera sulla questione del direttore del quotidiano l’Avvenire, Dino Boffo. Non entro nel merito delle grandi manovre tra Stato e Chiesa e quanto c’entri o no il Premier o addirittura i Servizi segreti ma non ho letto o ascoltato da nessuno una domanda chiave: "Signor direttore lei è omosessuale o no?”. Sia ben chiaro, non ho alcun pregiudizio nei confronti della categoria. Ma un chiarimento forse è necessario. Si parla di carte anonime o di emerita patacca, tuttavia, il decreto penale che condannava Dino Boffo ad un’ammenda di 516 euro esiste e quindi qualcosa c’è stato. Certo, l’interessato afferma che le telefonate ad un uomo, con il suo telefonino, erano fatte di nascosto da un amico, tossicodipendente anche se mi chiedo, oggi, quanti di noi e quante volte si separano dal telefonino, diventato oramai una vera e propria protuberanza personale? Una signora di Terni ha però sporto denuncia perché qualcuno infastidiva il marito con telefonate sconce ed il direttore dell’Avvenire è stato condannato. Ora, perché la domanda non viene formulata? Fatti personali? Stiamo mettendo in croce il nostro premier per questo, perché non dovremmo farlo con il direttore di un giornale della CEI ovvero della Santa Sede?

sabato 29 agosto 2009

Italiano? Berlusconi!

La denuncia depositata dal nostro premier contro Repubblica per le n. 10 domande che hanno fatto il giro del mondo ha suscitato un gran dibattito non solo sui massmedia ma anche nei bar e sulle spiagge. Con il vicino di ombrellone si discute se ha fatto bene oppure no e soprattutto sul perché. Il fatto di per sé è grave ma lo diventa ancora di più se si inquadra in un contesto che sembra una palese strategia di governare tutta l’informazione. Mi ha sorpreso come ieri, l’altro autorevole quotidiano, il Corriere della Sera, non abbia scritto proprio nulla. Eppure, si mette in discussione il diritto di fare domande da parte dei giornalisti (ma che dovrebbe fare un giornalista se non chiedere per informare?) come sottolineano anche molti quotidiani esteri. L’assalto ai programmi di Rai Tre, per censurarli o addirittura cancellarli è gravissimo perché testimonia la volontà di occupare i canali d’informazione e far arrivare solo notizie che rappresentano una parte delle verità. Sbaglio oppure era prerogativa dei regimi comunisti? Forse! Sicuramente era prerogativa di ciò che si chiama regime. Sono stato all’estero questa estate e tutti gli stranieri che ho incontrato, con ilarità, mi dicevano: "Italiano? Berlusconi!”. Qualche anno fa, gli stessi stranieri mi dicevano: "Italiano? Mafia!” Come cambiano le cose!

mercoledì 26 agosto 2009

L’isola d’Ischia e la raccolta dell’immondizia.

"Buonasera, mi può dire dove sono i cassonetti dell’immondizia?" Il tipo mi guarda, dà una boccata alla sigaretta e risponde:”Buonasera, ma voi dove andate con quella busta gialla?”. Alla mia domanda ha risposto con un'altra domanda, tuttavia, sorrido e replico “Sono arrivato da qualche giorno ad Ischia e non ho ancora capito come fate la raccolta differenziata, oggi è il turno della plastica?”. Il tipo sospira e con fare un po’ accigliato mi informa:” Egregio signore, stasera si raccoglie l’indifferenziata, che equivale alla busta nera o quella del supermercato”. Replico subito:” Si, ma che ci va dentro la busta nera?” E lui mi risponde preparato:” Non l’umido, non la plastica, la carta ed il vetro, e nemmeno pile e farmaci!”. La faccenda si complica, ma non faceva prima a dirmi ciò che si mette dentro? Non demordo e mi butto a pietà:”Scusi, vivo a Roma e non ho ben compreso: che si può depositare stasera e dove sono i contenitori dell’immondizia?”. Il mio interlocutore, un po’ seccato ma anche divertito (non si capisce!) mi spiega, come si fa ad un bambino:” Stasera si può buttare tutto ciò che è indifferenziato ovvero ciò che resta dopo le raccolte differenziate, ad esempio: carta e cartoni sporchi, carta oleata o per alimenti, plastiche non riciclabili come i bicchierini per lo yogurt, tubetti di dentifricio, pannolini, se tenete le creature, scarpe scassate, lamette usa e getta…insomma tutto quello che non si sa dove mettere!” Finalmente, “Ma i cassonetti? Dove lo metto il sacchetto?”. E sempre più sorridente, il tipo mi risponde:” Ad Ischia abbiamo eliminato i cassonetti da circa tre mesi! Lasci il suo sacchetto fuori la sua abitazione, sulla strada e la raccoglieranno. Stateva accuort’, che se lasciate la busta sbagliata non la pigliano, poi chi li sente gli altri condomini vostri! Mò, me ne devo andare, comunque, io mi chiamo Antonello e piacere di avervi conosciuto, anche se abbiamo parlato di munnezza!”. Sorridendo, lo saluto e torno a casa con il mio sacco di circa un metro, pieno di bottiglie di plastica, avvertendo intorno a me un alone di diffusa ilarità, tutta napoletana.

lunedì 10 agosto 2009

Oddio si va in vacanza!

Quando si va in vacanza, per chi può permetterselo, spesso l’umore precipita. Invece di essere felici, dedicarsi a se stessi, alla famiglia si avverte un disagio che spesso sfocia in nervosismo ed agitazione. Talvolta, sembra che ci manca il lavoro, l’ufficio, l’adrenalina derivante dalle attività quotidiane. E’ un paradosso, ma succede alla maggioranza dei lavoratori perché la vacanza, con il suo rovesciamento di abitudini, luoghi, ritmi, chiede alla psiche di affrontare una prova non semplice. Ci si chiede cosa fare, come impiegare il tempo, perché si perdono i ritmi delle giornate che viviamo durante tutto l’anno. Questo accade soprattutto nei casi in cui l’individuo si esprime nel proprio lavoro ed intimamente non accetta di separarsene. Curioso ma accade. Come fare? Lasciarsi andare e riprendersi la consapevolezza che i veri valori, quelli della propria vita, sono fuori dal mondo del lavoro, non il contrario.

domenica 9 agosto 2009

Vacanza, anche da posto di lavoro?

Troveremo il lavoro al rientro dalle ferie? Secondo una ricerca della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre saremmo in pochi. Infatti, si prevede un aumento del tasso di disoccupazione all’ 8,8 per cento. Drammatico. Molti lavoratori, sono partiti o stanno partendo per le vacanze consapevoli che al rientro potrebbero trovare qualche sgradita sorpresa. Spesso, la finta etica aziendale impone di consegnare le lettere di licenziamento dopo periodi più o meno ludici (vacanze estive, Natale, Capodanno). Forse perché si è meno stressati e quindi più disponibili ad accettare decisioni talvolta ingiustificate o apparentemente incomprensibili. Tutti, urlano che la crisi si è arrestata, nel senso che non progredirà, ma non è finita. Sono sempre più convinto che il 2009 è un anno dove vincerà chi non cadrà per primo!

sabato 8 agosto 2009

Italiani al volante:stupidi e cialtroni?

Pubblico una interessante email non presa in considerazione dai media istituzionali di Diego Franchi pendolare sulla Cassia tra Viterbo e Roma. Riflessioni che dovrebbero essere di pubblico dominio ed invece, forse, non gradite a chi controlla la comunicazione nel nostro paese.
Dopo avere provato a sottoporre un argomento a indirizzi di opinionisti a destra e a manca - senza mai un cenno di ricevuta , forse spaventando per la lunghezza del messaggio , che però ha sempre riportato la promessa che sarebbe stato l'unico, e lo ripeto anche qui - provo direttamente con questa finestra di "contatti". Ed è l'auto la base di un concetto sulla stupidità alla base di comportamenti sulle strade , che dovrebbe allarmare come allarmano le pandemìe .Vorrei vedere una campagna di stampa radio e tv congiunta e pesante. Oppure sapere da uno dei vostri opinionisti perchè la cosa non è poi così allarmante da meritare un allarme vero, ma solo saltuari corsivi in prossimità delle tragedie. La stupidità è di certo presente in noi umani come i batteri del raffreddore che si attivano ad ogni cedimento del sistema immunitario. E la storia dell'umanità lo dimostra ampiamente, e Darwin l'avrà pensato come batterio forse estinguibile solo quando l'evoluzione da lui descritta sarà completata , se lo sarà. Ma almeno in una delle sue manifestazioni più ampie, al volante sulle strade, non si può provare a combatterla anche con la messa alla berlina?
L'argomento è " noi popolo italiano al volante". E quello a cui si assiste ogni giorno sulle strade - invito a verificare le statali, provinciali, etc , perchè sulle autostrade è facile la autorefenzialità delle istituzioni " col Tutor il 50% di incidenti in meno". E sulle strade dove le pattuglie sono da decenni pateticamente poche e impotenti a dissuadere? Evidenzio col corsivo un verbo che offende l'intellingenza residua di un paese che non sbatte in prima pagina nome e foto del giudice che ha dimezzato la pena di Lucidi, uno che a Roma drogato e passando col rosso a 150 in città ha ammazzato i due fidanzati in scooter - e quello, dicevo, è un fenomeno che attiene alla cialtronaggine anarchica e strafottente che non è una novità da noi , ma soprattutto alla stupidità .
Più che gli inutili ululati alla luna sui difetti endemici del nostro (in)civile vivere comune, può forse almeno destare un pò di vergogna, in un popolo che è anche tra i più vanitosi e autoreferenziali , mettere in luce la stupidità con il giusto sarcasmo. E' rivolto soprattutto a noi maschietti, visto che i ( pochi )comportamenti assurdi beccati al volante , riguadano del resto per l'80% i maschi.
E dopo il sarcasmo del giornalista , ci vuole la consultazione di psichiatra e psicanalista . Perchè si nota alla base dei comportamenti cialtroni un'euforia patologica che è di certo più da cocaina che da alcool (a Roma la trovano ormai in quantità negli scarichi fognari , e voi ci avete fatto su un articolo molto azzeccato ) , ma fa anche molto pensare ad una rabbia da incazzature croniche verso la vita e gli altri , Che sono i sintomi da cui nascono tragedie assurde anche dentro le case . Rabbie tenute per lo più nascoste dietro risate sgangherate di un'allegria precostruita e bugiarda che si vede in tv. L'allegria della vita è un'altra cosa !
Euforìa. Da sorpasso a tutti i costi, con ritorno di corsia a sfiorare a dispetto l'auto che non ha dato strada sollecitamente , il tutto a velocità che - ripeto, sulle statali e proviciali e comunali - è sempre doppia dei limiti . E' vero che restano dei limiti spesso risalenti agli anni 50 , e dove trovi i 70 e i 90 sarebbero giustificabili i 100. Ma 9 su 10 vanno a 140 ! Ho detto 9 su 10 , non 2 su 3 che farebbe prevedere ancora un numero di gente che guidasse ancora in modo normale . Chi scrive non vive sul pulpito, e non va a 70 dove c'è quel limite, ma per lo più a 100. Ma subisce i comportamenti che descrivo .
Ma dicevo stupidità . Riporto tra le decine di comportamenti cialtroni , prevaricanti e pericolosi, quello che più dimostra la stupidità di fondo: l'incollarsi all'auto che precede in attesa del sorpasso , ma in particolare dove il sorpasso presenta problemi di curve continue e traffico contrario affollato.Ed a 100 all'ora. La stupidità ? Se tamponano, pagano i danni. Il problema è che a quelle velocità pagano di certo ospedale o funerale .
E' questa stupidità soprattutto che potrebbe essere scalfita dall'ironia di opinionisti , e forse messa in allarme da opinioni di psicolgi e psichiatri ( le cui risposte un pò le conosciamo , sia detto senza offesa, ma fa sempre bene sentirsele ripetere e soprattutto introdotte in tv a chi di sicuro non legge quasi niente ...)
Non inseguo alcuna pubblicazione del mio scritto, nè avvii di epistolari . Vorrei soltanto vedere campagne di stampa - di spinta anche alla tv che le riprenda - continuative e sferzanti. Anche verso la magistratura che non punisce e le istituzioni che lasciano impotenti le pattuglie stradali ( con paghe vergognose e senza mezzi più efficaci e dissuasori , come per es le auto senza contrassegno). Diego Franchi.

venerdì 7 agosto 2009

Investire al Sud: ma cosa dice Ronchey?

Alberto Ronchey sul Corriere della Sera di oggi scrive, in un interessante articolo di spalla, che “…investire al sud è troppo rischioso” e questo rappresenta uno dei motivi per cui il divario tra Nord e Sud difficilmente sarà sanabile. “Questo perché un imprenditore o un manager, come ripete chi preferisce investire nell’Andalusia o altrove, può rischiare denaro, ma non la vita per un appalto”. Forse è vero fin quando lo Stato non deciderà di farsi conduttore di un reale sviluppo sociale e civile. La questione meridionale è vero che risale al borbonico regno ma non perchè era “senza strade dal Garigliano fino alla Sicilia”. Infatti, come scrisse nel suo libro “Breve storia dell’Italia meridionale dall’Ottocento a oggi” il professor Piero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea all’ Università La Sapienza di Roma, tra il 1815 ed il 1860, secondo i dati forniti dagli ingegneri dell’amministrazione borbonica, erano stati costruiti 4585 km di strade. Ci si dimentica che uomini come Bartolomeo Grasso e Afan de Rivera, produssero una cultura territoriale e statale, che aveva pochi eguali nell’Italia di quel tempo. Ancora ci si dimentica che, con l’unificazione nazionale, nel 1860, prendeva il potere un gruppo dirigente piemontese la cui cultura liberista (e l’assoluta ignoranza delle condizioni ambientali meridionali) mal si conciliava con i vincoli, le logiche, le necessità della bonifica del Mezzogiorno. Per esempio, l’attività bonificatrice venne allora considerata come un fatto privato, da lasciare alla buona volontà ed alla libera iniziativa dei proprietari. Fu per questo motivo che l’attività di risanamento ambientale avviata con buona lena e sforzi non comuni dai tecnici del Decennio francese e della monarchia borbonica subì un arresto di oltre un cinquantennio, arrecando all’Italia meridionale danni e ritardi difficilmente misurabili. Per tornare a quanto scritto da Ronchey, è mia opinione che è dello Stato il compito di rimuovere gli ostacoli al reale sviluppo del meridione, non dettati dall’incapacità imprenditoriale ma dalla diffusione di mafie che appiattiscono l’emersione della libera iniziativa. Non dimenticherei che i maggiori beneficiari della vecchia Cassa del Mezzogiorno furono gli imprenditori del nord che installarono i loro stabilimenti, presero i soldi ed alla fine dei periodi di contribuzione scapparono. Se vogliamo parlare di Questione Meridionale è necessario guardare da dove proviene per capire dove andare, altrimenti anche Ronchey rimane un Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana non però del nostro meridione.

mercoledì 5 agosto 2009

L’inventore di Java Hotspot

Lars Bak , lo conoscono in pochi ed anche su internet lo si può confondere con un giocatore di calcio danese. Ma non è così, è il programmatore che ha sviluppato il nuovo browser di Google dalla sua casa in Danimarca. Di solito i colossi dell’informatica non si arricchiscono con i browser, ma Google ne voleva uno per accedere ad una grande risorsa: i programmi da usare via web. Infatti, la società produttrice del motore di ricerca più importante del mondo punta molto su Google Docs, un pacchetto di applicazioni online che ha funzioni simili a quelle di Microsoft Office. Bak ha lanciato la sfida tecnica perché Microsoft dovrà creare un prodotto migliore e gli esperti dubitano che potrà riuscirci a breve:stando ai testi effettuati, il V8, motore di questo innovativo browser, elabora JavaScript 56 volte più rapidamente rispetto alla versione più diffusa di Internet Explorer. L’artefice di Chrome ha recentemente spiegato il motivo: la progettazione è nata praticamente da zero, non si è trattato di un rifacimento e di un evoluzione di qualcosa già esistente. Vita dura per Microsoft?

martedì 4 agosto 2009

Internet in Cina

In Cina, lo scorso giugno, il ministro dell’industria e dell’informazione tecnologica ha annunciato che a decorrere dal 1 luglio tutti i produttori di computer devono installare nei pc venduti un filtro per il web chiamato “Diga verde” con l’obiettivo di “difendere la salute mentale dei giovani”. Il provvedimento ha scatenato una rivolta nel web con forti dissensi anche all’interno della stessa Repubblica Popolare, tanto che è stata prodotta una “Dichiarazione 2009 degli utenti anonimi” che sottolinea come la rete sia comunque una forza inarrestabile. Dopo le critiche, quindi, sia dall’interno che dall’estero, il 30 giugno il ministero ha annunciato che avrebbe rinviato il provvedimento. Il software conteneva una lista di parole da filtrare, tra cui duemila collegate alla pornografia e seimila alla politica. Una vittoria, temporanea, forse, ma che testimonia come internet stia muovendo qualcosa in Cina. Potrà internet diventare uno strumento per far nascere una nuova società civile?

lunedì 3 agosto 2009

Il conto al ristorante

Il giovane economista americano Tim Harford ha osservato che quando le persone sanno che il conto al ristorante sarà diviso in parti uguali, tendono ad ordinare i piatti più costosi per ottimizzare la spesa (diner’s dilemma), anche se si tratta di amici. Siamo così egoisti? Forse! Come sempre il comportamento può essere molto soggettivo. Tuttavia, la riflessione è attuale perché in questi tempi di crisi dovrebbe essere d’interesse comune far spendere meno agli altri, oltre che a se stessi, ma ciò avviene meno frequentemente di quello che si pensi. Personalmente dedico sempre attenzione a quelle che sono definite contabilmente spese di rappresentanza”, tuttavia, ho notato, in occasione di pranzi o cene, con amici e conoscenti, dove si pratica la divisione in parti eguali del conto, questa sobrietà, talvolta, manca, anzi! Noto una certa disinvoltura nelle ordinazioni più care: il vino particolare di quella cantina, i paccheri con l’astice, l’orata con patate o la frittura di gamberoni, dolce, caffè ed ammazzacaffè. Poi mi chiedo: quando si è tra amici, si è più generosi o più attenti all'immagine? E la crisi, dov’è?

sabato 1 agosto 2009

Mappatella beach: un morto ed un giornalista

L’articolo apparso oggi sul Corriere della Sera, intitolato “Sotto l’ombrellone accanto a un morto” ha del patetico come il suo autore. E’ si che fa caldo, ma approfittare di un episodio che ogni anno si verifica, purtroppo, su tutte le spiagge d’Italia per descrivere i napoletani come un popolo indifferente, cinico e menefreghista mi sembra troppo. E’ successo sul lungomare di Napoli, un lembo di spiaggia inquinata dove è vietatissima la balneazione:la chiamano Mappatella Beach, non è un opulenta spiaggia della Versilia! Un uomo di 73 anni è affogato. Portato a riva, in attesa della rimozione del corpo, sulla spiaggetta ed ecco che arriva il fotografo senza scrupoli. Passa lo scatto al primo giornalista in crisi di astinenza e poi il "pezzo". Magari non conosce nemmeno il motivo per cui quel lembo di terriccio che sembra un spiaggetta è chiamato Mappatella Beach: la mappatella in napoletano deriva dalla parola mappina che significa tovaglia o canovaccio quindi un insieme di poveri panni. Ecco, le persone che scendono dai quartieri di Chiaia, che s’arrangiano per vivere, d’estate vanno in questo lembo di mare inquinato a trovare un po’di ristoro dall’arsura estiva con le loro mappatelle. Ed il giornalista invece di comprendere il tragico contesto, scomoda Ungaretti per mortificare dei napoletani che nulla potevano fare se non guardare e riflettere su quale idiota avrebbe avuto l’idea di strumentalizzare una situazione così triste e malinconica. (foto pressphoto).

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