martedì 28 luglio 2009

Travolta da Scientology

I giornali oggi parlano di John Travolta sul punto di lasciare Scientology. Sconvolto dalla recente morte del figlio, ingrassato ed isolato dal mondo per una profonda quanto dolorosa crisi sembra sia diventato l’ombra del grande attore da tutti noi conosciuto.
Qualche buona ragione sembra averla. Scientology più che una fede new age è davvero una setta pericolosa. Infatti, i suoi adepti non possono lasciarla eppure il protagonista della Febbre del sabato sera era iscritto da molti anni. La crisi di questo grande attore deriva, forse, dalla tardiva consapevolezza che i precetti di questa setta sono delle fandonie che hanno provocato la morte del caro figlio sofferente di autismo e della malattia di Kawasaki che causa l’infiammazione delle arterie e dei nodi linfatici. Soggetto ad attacchi epilettici, a causa di una convulsione ha battuto la testa ed è morto perché gli era stato impedito di prendere le medicine. Questa specie di Chiesa vieta in modo assoluto l’uso delle farmaci perché sostiene che le capacità dell’uomo comprendono la capacità di guarire dalle malattie con la sola forza del pensiero. Sarebbe bello, almeno le multinazionali dei farmaci potrebbero smettere di esistere, ma così non è. Non c’è limite alla assurdità.

lunedì 27 luglio 2009

Italia: la valle degli ignari

Nel nostro bel paese sembra che molti ignorano le registrazioni piccanti di quel marpione del nostro Presidente del Consiglio. La maggior parte dei tg delle reti, sia Rai, Mediaset che La 7 non ha dato notizia che il settimanale l’ Espresso ha pubblicato sul suo sito le trascrizioni delle registrazioni fedifraghe. Qualcuno potrebbe segnalare che, siccome, le registrazioni erano disponibili su internet e la stampa ne aveva già parlato, c’era poco da annunciare in un passaggio su un tg. Forse non è così. In Italia meno di un terzo della popolazione ha accesso alla rete ed anche quando è arrivata internet, solo un italiano su dieci compra abitualmente un quotidiano. Certo, qualche pettegolezzo è venuto fuori ma la maggioranza non conosce i particolari della vicenda.
Una cultura dell’informazione piuttosto scarsa, tipica forse di regimi autoritari dove si evidenzia ancora di più la diversità sociale tra ricchi e poveri. I primi leggono il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa e Il Messaggero e possono accedere ad internet. I poveri, molto più numerosi, guardano i tg, in qualche modo controllati direttamente o indirettamente, non solo dalla politica. Allora mi chiedo: siamo un paese davvero d-e-m-o-c-r-a-t-i-c-o? Prima della caduta del muro di Berlino, una parte della Germania est comunista, nella zona di Dresda, era chiamata “la valle degli ignari”, perché i suoi abitanti non riuscivano a ricevere il segnale delle tv occidentali e dovevano accontentarsi dell’informazione di regime. La loro visione del mondo era quella fabbricata dal governo. Corsi e ricorsi storici?

domenica 26 luglio 2009

Fregene beach

Oggi giornata calda ma calda davvero. Trentacinque gradi, Protezione Civile allertata nel Lazio che divulga comunicati inquietanti: “recatevi nei centri commerciali”. A Fregene beach, quando arrivi in spiaggia si svolge la solita liturgia: fai sistemare dal bagnino il prezioso lettino, ti guardi intorno per vedere chi sono i vicini, identifichi il tuo perimetro e mentre ti svesti, noti i soliti curiosi, uomini e donne, che fanno finta di leggere il quotidiano ma in realtà ti scrutano per vedere se hai la ciccia, se porti un costume di marca, insomma per capire chi sei. Il problema è che sono bianco come un pollo appena spennato e non ho nemmeno un tatuaggio, quindi, una volta in costume, voilà eccomi svelato. Mi guardo intorno, vigliacco se ci fosse qualcuno come me! Tutti hanno un tatuaggio, tribale, floreale, lemmatico. Io niente. Vabbè meglio così, il tipo strano sarò io che ha qualcosa che gli altri non hanno. Disteso ed incremato inizia la processione, arriva la cinese: “Massagio?” il marocchino “Tre euro,tre euro”, il senegalese “Orologgio, vu cumprà”, il vietnamita “Achilone”, il nigeriamo “CD, amico?”. Mi manca tanto il napoletano che urlava: “Coccoooo, coccobelloooo!”, ma che fine avrà fatto?
Giornata calda a Fregene beach, meno male che si è alzato il vento e con questo il mio stato d’animo.

lunedì 13 luglio 2009

Roma caput mundi, sono tutti qua!

Sabato 11 Luglio oltre quattrocentocinquanta Fonzie, della Harley-Davidson, mitica bicilindrica americana, ciascuno ovviamente in sella alla propria roboante icona personalizzata a dovere per l'occasione, hanno invaso il centro di Roma: dal Colosseo ai Fori Imperiali fino al Lungotevere e poi senza sosta né civiltà, via del Corso e piazza Colonna. Non bastava il G8, i capi di stato del mondo e le relative signore a bloccare la città eterna ci mancavano solo loro. Non c’è pace in questa città dove è di passaggio tutto il globo. Manifestazioni, cortei, sfilate dove si fanno? A Roma. Se né va Obama, diciamo addio al colonnello Gheddafi (per la seconda volta in un mese) ed ecco il frastuono del corteo di motociclette. Mica è finita! Oggi, lunedì 13 luglio tutti i Tir d’Italia si sono dati appuntamento nel Raccordo anulare per protestare contro il governo “che non intende assumere iniziative normative utili alla sopravvivenza delle imprese di trasporto”. Tutto ineccepibile, per carità ma i romani pagano il conto. Io, speriamo che me la cavo!

martedì 7 luglio 2009

L'incompetenza manageriale

Mancanza di autorità, capacità, cultura in un determinato settore. Così recita lo Zingarelli.E’ diffusa in molti settori:politico, economico, aziendale. Ovunque sia presente è un pericolo e coloro che ne sono portatori provocano danni. Dunque, l’incompetente è colui che è privo di cognizione nonché di preparazione e quindi inadatto a condurre, produrre e risolvere. Eppure, conosco persone nelle aziende che pur essendo preparati dimostrano incompetenza, in particolare quando è necessario cambiare. Perché? Le persone fanno molta fatica a capire il cambiamento in particolare a crederci. Temono di perdere controllo, provano insicurezza per quello che li aspetta, si sentono minacciate ed hanno paura di perdere qualcosa. Talvolta non se ne rendono conto e diventano portatori sani di incompetenza. Comprensibile. Può un’azienda permettersi di avere nel proprio management uomini di questo tipo? E’ un argomento complesso. Manager che sono depositari della storia di un azienda sono indubbiamente dei patrimoni da salvaguardare ma a che costo? Le aziende sono un insieme di beni, servizi e persone volte al raggiungimento di un fine e se lo scenario cambia i suoi manager, devono cambiare con esso. Il patrimonio di conoscenze e competenze da essi detenuto deve servire a modificare l’ approccio e la conduzione per raggiungere il fine e quindi onorare il mandato di una proprietà aziendale. Altrimenti, come tutti i patrimoni di interesse storico, meglio archiviarli.

venerdì 3 luglio 2009

Una mano allo sviluppo del digitale.

La Tremonti – ter , oltre alla detassazione degli utili, per le aziende che riusciranno a produrli, contiene molte altre misure, alcune più positive di ciò che potrebbe apparire da una prima lettura. Gli stanziamenti per la banda larga tendono a colmare il ritardo, tutto italiano, nelle tecnologie digitali dando, alle aziende del settore a questo collegato, uno stimolo ad innovare per crescere nell’offerta di prodotti e servizi, in particolare nell’informazione. Questa, in particolare, sarà costretta ad avere più contenuti che dovranno farsi trovare più facilmente. Cercare non è un semplice gesto, ma un atto creativo perché le persone consumano contenuti cercando. Se è vero che è in atto una grande guerra tra Pc, telefoni e tv, è pur vero che i telefoni cercano di assomigliare ai computer, come gli stessi televisori. Il Pc resta al centro dell’intera rivoluzione digitale ma gli strumenti si sono moltiplicati. Nessuna di queste macchine dominerà il mondo, ognuno sceglierà cosa è meglio per sé.

mercoledì 1 luglio 2009

Finalmente qualcosa si muove

Non speravo più di pensare ciò che stò per scrivere. Questo governo produce una novità seria e distrae, con una manovra interessante, la nazione dal gossip-parade in cui era piombata. La Tremonti – ter non è un provvedimento per i soliti noti. L’imprenditoria italiana più vivace, a prescindere dalle dimensioni delle aziende, potrà accelerare la propria riorganizzazione, ammodernare i propri apparati, revisionare i propri approcci. In una parola diventare più competitiva e mettersi in condizione di sfruttare le occasioni di uscita dalla crisi. Certo la detassazione degli utili è un provvedimento che funzionerà per chi li avrà ma, perlomeno, consentirà ai veri imprenditori, quelli che usano il proprio capitale, il proprio ingegno, di proseguire nello sviluppo e non nel consumo di risorse altrui (finanziamenti pubblici). Gli imprenditori, quelli con la “I” maiuscola, quelli illuminati, avranno la possibilità di continuare ad esprimere la propria capacità di guidare, animare, motivare i dipendenti, dare un senso alla loro fatica, in una parola potranno fare gli imprenditori. Finalmente qualcosa di muove.

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