lunedì 29 giugno 2009

Il mal di Cuba.

Stamane, riordinando casa mi è capitata tra le mani una rivista che parlava di Cuba. Mi sono tornati alla mente le immagini del viaggio che feci a Marzo: gente che fa l’autostop, i bambini che giocano sul ciglio, i vecchi che se né stanno alla finestra, formicai interi di cubani che sciamano a piedi e si perdono nei vicoli di città e nei campi. Basta poco per capire che la caduta del Muro, qui ha significato più miseria, per la fine degli aiuti dai sovietici. Una spallata a Berlino ha quasi messo in ginocchio Cuba. Ricordare l’energia della musica dal vivo alla Casa della Musica nel quartiere Miramar, mi fa ritornare alla mente le immagini di dove si trova questo locale: una traversa buia e sconnessa dove le vecchie Cadillac e Pontiac anni Cinquanta arrancano persino più lentamente del solito a causa delle buche e delle gobbe. Ma il posto più bello che provoca questo “mal di Cuba”, a mio avviso, è la Città Vecchia con tutta la confusione, il sudiciume, gli edifici sventrati ed il piacere di perdersi tra le sue stradine.

sabato 27 giugno 2009

Signora Veronica dovè finito il suo decoro?

Stamane aprendo il Corriere della Sera, un giornale che mi piace sempre meno, ho letto la lettera della Signora Veronica Berlusconi che si lamenta, giustamente, dell’interferenza dei media sulle vicende private sue e di quel mattacchione del nostro premier. C’è l’ha con il signor Angelo Rizzoli e la moglie Melania perché sembra abbiano insultato “quattro amiche milanesi” e perchè tentano di “destabilizzare” (in che senso?) i suoi figli, in particolare il più piccolo. E’ sempre deprecabile quando sono coinvolti dei figli, (seppur potenti e miliardari) in vicende familiari dolorose, in particolare se questi sono minori. Mi chiedo, forse ingenuamente, perché questa lettera/denuncia, dai contenuti essenzialmente privati, è pubblicata sul prestigioso “Corriere della Sera”, addirittura, dalla prima pagina? Un semplice cittadino al massimo si potrebbe vedere pubblicata una lettera di protesta perché nel suo viale non raccolgono mai la munnezza. E' forse opportuno che la Signora Berlusconi ritrovi sobrietà e decoro e questa vicenda ritorni in un ambito essenzialmente privato?

venerdì 26 giugno 2009

Regole per le zanzare


  1. Tapparti in camera con l'aria condizionata è la soluzione ideale per sbarazzarti delle zanzare.

  2. Grattarsi o non grattarsi questo è il problema.

  3. Il vecchio trucco di infilarsi sotto le lenzuola dura poco.

  4. Va bene l'amore per gli animali ma la zanzara non merita pietà.

  5. La ciabatta è perfetta per i colpi di precisione, ma la maglietta rotante aumenta il raggio di azione.

mercoledì 24 giugno 2009

Anticorpi per i figli

Secondo alcuni studi le persone meno giovani sono parzialmente immuni dalla variante suina perchè sono state esposte tutta la vita a virus influenzali simili. Sembra illogico ma come genitore sono rimasto sorpreso. Ogni giorno che passa trovo nuove conferme che i giovani corrono rischi dai quali, grazie alla vaccinazione degli anni, io sono immune. A 13 anni i giudizi maligni degli altri ti feriscono profondamente, a 46 molto meno. A 17 la terribile ingiustizia della vita non è solo una realtà, ma una fonte continua di rabbia ed angoscia. Dopo i trenta, gli errori commessi durante il giorno ti tengono sveglio la notte per l'imbarazzo e l'umiliazione. Con il passare del tempo impari a mantenere l'equilibrio. Ciò che non puoi fare, purtroppo, è distillare tutto per farne un vaccino da somministrare ai tuoi figli. Svilupperanno gli anticorpi di cui hanno bisogno solo con i loro errori e le loro ansie. E' la cosa più difficile per un genitore:stare a guardare i figli che lottano e soffrono per imparare quello che lui sa già e che purtroppo non gli può trasmettere.

martedì 23 giugno 2009

La Fiat Cinquecento è sensuale!

Sembra che l’accordo tra Fiat e Chrysler possa mettere in crisi l’identità sessuale dei maschi statunitensi. Infatti, i maschi americani associano l’idea di virilità ai macchinoni cromati, con i loro motori dalla cilindrata iperbolica, le turgide decorazioni dei cofani ed i paraurti sporgenti come seni giganteschi. Messo a dura prova dal proliferare dei divorzi, l’uomo statunitense trova conforto nell’oggetto lungo e rigido che custodisce nel garage di casa. Oggi, però, a causa di una improvvisa ed evirante decisione della corte suprema viene decretata la fine di un epoca. Fiat era già presente negli USA senza però vantare una buona reputazione: fix it again, Tony (riparala di nuovo, Tony) era la battuta devastante sulle iniziali del marchio. Lo scenario è quindi cambiato, la microscopica Fiat Cinquecento potrà anche sembrare poco afrodisiaca ai maschi americani, ma per un intera generazione di italiani ha significato letteralmente sesso su quattro ruote. Forza topolino, forza Cinquecento!

lunedì 22 giugno 2009

Forte scossa di terremoto a Roma

Alle ore 23.00 si è avvertita una forte scossa di terremoto. Di breve durata ma intensa:due sussulti che sono stati avvertiti chiaramente dagli abitanti del quartiere San Paolo, zona EUR. Registrato dall'Osservatorio Vesuviano, non è ancora noto il grado della scala richter ma si parla del 4,6:epicentro a 10 Km dall'Aquila. Ritorna la paura.

L'indecisione

L’indeciso è colui che non vuole rinunciare o scegliere. Ha paura, teme di sbagliare e soffrire.
E’ colpa di un danneggiamento ad un circuito del cervello costituito dall'amigdala basolaterale e dalla corteccia orbito frontale? Non lo so, talvolta però, qualcuno maschera l’indecisione con la diplomazia ovviamente sbagliando perché questa è addirittura l’arte del decidere. Ho conosciuto qualche manager afflitto dall’indecisione pur presentato come virtuoso diplomatico: in realtà si comportava a seconda di come girava il vento ma senza sapere dove questo andava. Patologia questa che non può affliggere un uomo d'azienda ed è inutile spiegare perché. L'indecisione, anche fuori dal mondo del lavoro, regna comunque sovrana tra le persone che vedono scorrere la propria vita perdendo continuamente l’opportunità di migliorarla e, come l’asino di Buridano, muoiono nell’inazione. E’ certo quindi che non decidere è peggio che decidere male.

domenica 21 giugno 2009

Nazionali egiziani rapinati da prostitute


I giocatori egiziani dopo aver battuto l'Italia giovedì scorso nella Confederation Cup hanno organizzato un festino in albergo con escort e prostitute per poi, sembra, essere rapinati dalle stesse. Ma perchè quando si parla di Italia ed italiani, ultimamente, spesso si fa riferimento alle braghe calate dei maschietti?

venerdì 12 giugno 2009

Le regole dal dentista

  1. Prendi appuntamento per la mattina presto o l'attesa sarà un inferno.
  2. Il dentista non va mai maltrattato: ha il trapano dalla parte del manico.
  3. Se l'assistente è molto bella, non farti strane idee: è probabile che lui l'abbia notato prima di te.
  4. Quando il dentista comincia a sudare chiedi una pausa, o quelle gocce ti finiranno dritto in bocca.
  5. Per quanto possa far male un ascesso, la parcella del dentista ti farà sempre soffrire di più.

giovedì 11 giugno 2009

L'effetto nocebo

Persone uccise dal malocchio. Altre che si ammalano solo perché hanno visto una persona malata. Secondo alcuni scienziati la colpa è del gemello cattivo dell’effetto placebo. Sembra assurdo pensare che la semplice convinzione di essere malati possa farci ammalare per davvero. Tuttavia, secondo alcuni studi clinici rigorosi spesso succede il contrario. E’ il cosiddetto effetto placebo, non fa miracoli ma produce effetti fisici misurabili. Secondo molti scienziati, i placebo hanno un gemello cattivo:l’effetto nocebo, in base al quale le finte medicine e le aspettative negative possono risultare dannose. Il termine nocebo, deriva dal verbo nocere, cioè far male, ed è stato studiato pochissimo, sicuramente molto meno dell’effetto placebo. La morte in seguito ad una maledizione, se davvero esiste, potrebbe essere una forma estrema di nocebo, affermano gli antropologi. Proprio come con i placebo, sembra che gli effetti dei nocebo dipendano molto dal contesto. Le cattive notizie, per esempio, influiscono anche a livello fisiologico e sembra sia possibile convincere qualcuno che sta per morire e farlo succedere veramente. Attenzione, quindi, ascoltiamo sempre la nostra coscienza, i nostri istinti e non quello che ci dicono gli altri, magari con una buona dose di gesti scaramantici. Le persone che hanno un effetto nocebo purtroppo esistono ed anch'io nè conosco qualcuna.

mercoledì 10 giugno 2009

Twitter la rivoluzione culturale in 140 caratteri.

Twitter è il nome di un servizio on-line con il quale è possibile fare sapere, a tutto il mondo, cosa si sta facendo in un determinato momento. Nell’era della comunicazione istantanea di internet nessun messaggio viaggia più velocemente di quelli che corrono su Twitter. Al suo confronto Facebook è vecchio ed i blog sono preistoria. Il futuro sembra appartenere ai “tweett”, altrimenti detti microblog, ovvero ai messaggi contenuti in meno di 140 caratteri che, letti uno per uno su Twitter, rappresentano un vero e proprio flusso di coscienza della società globale. Su Facebook si diventa amici. Su Twitter, invece, ci si insegue. Tutti scrivono ciò che fanno, momento per momento: “Sto mangiando uno splendido piatto di cozze con una bionda” e chi riceve risponde “Attento alle cozze!”. Se qualcuno compilasse un diario meticoloso delle proprie azioni come quelli che si leggono su Twitter, ma lo tenesse per sé, probabilmente verrebbe ricoverato in un ospedale psichiatrico. Invece, dall’affabulazione elettronica di un mondo che non ha molto da dirsi, ma vuole farlo il più frequentemente possibile, è nato un nuovo fenomeno digitale che sta cambiando le news ed i rapporti personali.

martedì 9 giugno 2009

La frustazione dell'IT manager

La crisi globale incalza e l’Italia blocca la sua modernizzazione, rischiando di bruciare i germi della sua rinascita. E’ questo il quadro che delinea il Rapporto Assinform 2009 : nel 2009 il calo della spesa It in Italia sfiorerà il record negativo di –5,9%. Tagliano Tlc (-11%), banche (-9%), trasporti industria (-4,9%). Per la prima volta segno negativo per consumer (-3,5%) ed enti locali (- 1,7%).
E’ certo che bisogna essere consapevoli che tagliando sull’innovazione le aziende rischiano di approfondire il loro ritardo rispetto ai concorrenti compromettendo così proprio le possibilità di riprendere a crescere ed a competere. Tuttavia, bisogna reagire! Conosco manager dell’ IT che hanno attaccato un cerotto al video del loro pc per rappresentare la loro frustrazione. Si sentono trascurati, messi in un angolo ed in maniera infantile si oppongono a tutto ciò che viene loro chiesto perché, affermano, non hanno mezzi. E’ proprio in questi momenti, invece, che dovrebbero adoperarsi, con ingegno e disponibilità, per aiutare la loro azienda. Certo, è facile gestire progetti con grassi budget ed ampie risorse ma è nei momenti di crisi e di cambiamento che si vedono i talenti e gli uomini, quelli che non si arrendono alle difficoltà. L’uomo dell’IT dovrebbe comportarsi come quel cuoco che quando ha pochi ingredienti per cucinare si inventa piatti squisiti ed evoluti con prodotti elementari e poco costosi. E’ così che si dovrebbe sostenere la continuità: con coraggio, fantasia e professionalità invece di attaccarsi un cerotto addosso.

lunedì 8 giugno 2009

Riconoscenza e gratitudine: parole dimenticate

Parole nuove, antiche, perdute. Molte, certo, sono indispensabili. Alcune vagano come relitti di riforme dialettiche naufragate. Altre ancora, soccombono alla «communication tecnology» . Tra acronimi e linguaggi sincopati, non trovi più nessuno che usi " gratitudine", già che la " riconoscenza" sarebbe anche troppa.
Non c' è un collaboratore che ti dica grazie per aver insegnato e sostenuto il lavoro da svolgere. Non c' è un capo che sia riconoscente dell' impegno, dell' intelligenza profusa, della passione spesa per ottenere risultati e far crescere un’azienda. Non c' è collega che ti sia grato della tua attenzione. Grato è chi mantiene ricordo costante e cordiale del beneficio ricevuto e la gratitudine è un sentimento di affettuosa riconoscenza. Parole professionalmente non previste? Eppure il lavoro ha bisogno di gratificazioni; lo stipendio è fondamentale, la riconoscenza di un lavoro ben svolto è indispensabile. Ma della gratitudine si sta perdendo traccia: tutto è servizio dovuto, retribuito, monitorato. Le sfumature del cuore non sono contemplate in contratto di lavoro ed in un rapporto professionale. Vanno aggiunte ai risultati, da apprezzare quando devono essere apprezzati. Che brutto ritrovare persone che ti dicono “non sei più il mio capo quindi ciò che dici non ha rilevanza per me!” E’ così facile dimenticare quel sostegno emotivo e professionale che serviva per superare i momenti difficili? Ma di cosa è fatta la loro anima?
Cesare Lombroso scriveva: "La riconoscenza non esiste in natura, è dunque inutile pretenderla dagli uomini".

domenica 7 giugno 2009

Una fresella per amica

Mi sono fatto una fresella. Non è un’oscenità ma una delizia. Di solito viene chiamata Caponata in maniera impropria ma a Napoli si chiama così. All’inizio non è molto bella a vedersi, è dura, di pane raffermo ma con l’acqua si fa molla ed il suo pallore comincia a sbocciare soprattutto quando è condita con olio extra vergine, pomodoro pachino, sale, olive nere, tonno, origano, basilico ed a chi piace alici sott’olio.
Fresella a Napoli, chiamatela come vi pare nel resto d' Italia. Una delizia saporita e colorata che mette tutti d’accordo.

Pericoli italiani

In Italia esistono dei pericoli: i mezzi di informazione abbandonano i temi politici seri e li sostituiscono con l’intrattenimento. E’sempre più frequente la demonizzazione dei nemici ed il rifiuto di riconoscere l’autonomia dei vari poteri. Si mettono i soldi al servizio di un immagine potente, basata sul successo e sul consenso popolare. I giornalisti accettano, troppo spesso, di svolgere un ruolo subalterno ed infine esiste un’opposizione che non c’è perché non si decide a cambiare attori e proporre progetti. In Italia esistono dei pericoli, qualcuno o qualcosa ci stà distraendo dai veri temi, dai problemi che stanno falcidiando l’occupazione, la capacità di acquisto e la laicità dello stato. Può essere che tutto questo sia responsabilità di un solo uomo? Io non credo.

venerdì 5 giugno 2009

La mattanza silenziosa dei manager: diecimila a casa nel 2009.

Italtel a Settimo Milanese, l’AD Umberto de Julio ha annunciato ai sindacati di voler eliminare entro il 2010 un quinto dei dipendenti, per l’esattezza 450 su 2.300. Ma soprattutto 40 dirigenti su 150, più di uno su quattro.
Nel vortice della crisi ci sono tutti, in particolare i manager. Infatti, l’identikit del “nuovo disoccupato” secondo l’ultimo rapporto Istat (35-54 anni, centro-nord, capofamiglia con titolo di studio, ex lavoratore stabile dell’industria) corrisponde al dirigente licenziato. La diminuzione degli organici colpisce, in percentuale, soprattutto le figure manageriali ma è un dramma silenzioso che si tenta di celare con dignità in un ceto medio risucchiato sempre più verso segmenti di reddito minori. Secondo la Federmanager, sindacato dei dirigenti industriali, le cose stanno peggiorando: il 12 per cento degli attuali 84 mila dirigenti industriali stanno per essere espulsi. La mattanza si preannuncia alla vigilia delle ferie estive e poco prima del Natale. Un dato sociale che ha anche un risvolto industriale:un’azienda che vada oltre il limite del ragionevole “dimagrimento” è come un automobilista senza benzina e senza soldi che per fare il pieno si vende il volante.

giovedì 4 giugno 2009

Di Pietro le canta a Berlusconi

Ho molti amici che, pur essendo di centrosinistra (avevano creduto ad una nuova idea di Partito Democratico) alle prossime elezioni europee voteranno per l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Forse non è una notizia, perché un esodo verso Di Pietro si era intuito ma quello che mi sorprende è che lo faranno non turandosi il naso ma felici, contenti e senza rimorso. Sembra che tutti abbiamo voglia di rendere il successo verso questo politico dagli approcci rurali e genuini per far apparire la sconfitta del Pd tremenda, clamorosa se non addirittura definitiva. Molti sostenitori del Pd vivono in uno stato di completo disorientamento (disgusto?) ma perché pensano a Di Pietro? Forse la risposta l’ha fornita il filosofo Gianni Vattimo che con l’Idv s’è addirittura candidato: “Di Pietro avrà pure la faccia da contadino ma è l’unico, in Italia, capace di cantarle a Berlusconi”. Può bastare?

mercoledì 3 giugno 2009

Il punto escalmativo: un piacere?!

Il punto esclamativo, quella forma di punteggiatura snobbata dai pedanti più noiosi sta tornando di moda. Merito di internet, che contamina ogni forma di scrittura. Una volta chiudere un paragrafo con un punto esclamativo era considerato scorretto. Oggi, sembra quasi obbligatorio. Qualche anno fa bastava appendere un cartello alla porta con scritto: “Torno tra cinque minuti” Oggi senza l’infiorettatura di un punto esclamativo sembra che quella frase manchi di verve.
Questo segno d’interpunzione imperversa nelle chat e nelle email. Per dare enfasi ad una comunicazione anonima. Perché la cordialità è diventata un obbligo e perché non facciamo più attenzione all’ortografia.
L’origine del punto esclamativo è incerta. Sembra che sia stato stampato per la prima volta nel 1400. Secondo alcune teorie deriva dal latino io, che è un espressione di gioia. Un giorno (forse) qualcuno ha scritto qualcosa di gioioso ed ottimistico, e per ribadire il concetto ha concluso la frase mettendo la seconda lettera di io sotto la prima.
Famoso l’uso che ne fece Victor Hugo che né spedì uno al suo editore. Voleva sapere come andava il suo nuovo libro. Sul telegramma c’era scritto “?”. L’editore rispose. “!” Evidentemente il romanzo stava andando molto bene.
Sulle macchine da scrivere, prima degli anni settanta non c’era quasi mai un tasto con questo segno. Oggi, le persone cercano di esprimersi attraverso le email ed i punti esclamativi servono ad attirare attenzione. I pigri scrivono tutto in minuscolo o tutto in maiuscolo, con un EFFETTO FRANCAMENTE IRRITANTE. Sarà lo stesso motivo per cui si usano i punti esclamativi senza troppi scrupoli? Mah!

martedì 2 giugno 2009

Piove in Galleria Umberto a Napoli

Nella Galleria Umberto I di Napoli, piove, la copertura in vetro e ferro, frutto dell’ingegno di Paolo Boubèè, è bucata, rotta, mortificata dall’incuria di una ristrutturazione mai portata a termine. Gioiello cittadino, una delle poche opere per dimensioni ed affreschi paragonabile alla più piccola ma maggiormente famosa (chissà perché?!) Galleria di Milano, soggiace agli impietosi colpi di flash dei turisti che la immortalano ferita dalla pioggia. Inaugurata nel 1890 rappresentava una delle principali opere del risanamento della città di Napoli. Rappresentava…appunto!

Incomprensibile Italia

Lo scandalo dei rimborsi ai deputati ha stravolto la classe politica britannica. Per strada, anche le mogli dei parlamentari coinvolti negli scandali sono insultate ed isolate. David Cameron, leader dell’opposizione, ha aperto le liste del suo partito a tutti i cittadini per accelerare il ricambio della classe politica. Lui stesso si è scusato per aver inavvertitamente chiesto il rimborso per una pianta rampicante pagata 20 euro. Se applicassimo la stessa intransigenza in Italia, in parlamento rimarrebbe solo una manciata di deputati. Gli inglesi non riescono a capire perché i politici sotto inchiesta o già condannati possano rappresentare l’Italia in parlamento e candidarsi alle elezioni europee. Così come non capiscono come sia possibile che David Mills, ex marito dell’attuale ministro per le Olimpiadi Tessa Jowell, possa essere condannato per corruzione mentre il suo corruttore rimane impunito. Per gli inglesi il commento sul nostro paese è sempre lo stesso:incomprensibile Italia.

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