giovedì 28 maggio 2009

Bergamasco curioso

Venerdì 22 Maggio ero a Milano e sfogliando il giornale, mentre facevo colazione, la mia attenzione è attirata da un titolo: “Con il cellulare legato ad una scarpa filmava le clienti sotto le gonne”. Il “fenomeno” è stato bloccato dai carabinieri su segnalazione degli addetti di un centro commerciale perché sospettato di essere un ladruncolo. Ma il telefonino che i militari gli hanno trovato legato ad una scarpa non era il bottino di un furto. L’operaio di 37 anni, residente a Capriate San Gervaso, si aggirava tra le corsie dell’ipermercato di Brembate con un insolita appendice pedestre per fare altro. Infatti, voleva semplicemente sbirciare sotto le gonne delle clienti. Denunciato a piede libero per molestie hanno rivisto il tipo al centro commerciale. Stava comprando qualcosa: un cellulare con videocamera!

mercoledì 27 maggio 2009

La pazienza degli italiani

Duemila e cinquanta anni fa, giorno più giorno meno, a quest’ora nel senato romano o forse nel foro, il buon Cicerone declamava la sua indignazione. “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?” chiese una volta e molte altre volte ancora al perfido cospiratore che voleva assassinarlo e prendere un potere a cui non aveva diritto. La frase di Cicerone è una di quelle che non passano mai di moda, quante volte l’abbiamo sentita, pronunciata da professori che intendevano richiamare alunni indisciplinati o da genitori rivolti ai propri figli. Con l’enorme differenza che quel figlio di Roma, Catilina, era una carogna della peggior specie, sia come uomo sia come politico. La stampa estera segnala che in Italia esiste un Catilina che non ha bisogno di congiurare per il potere perché è già suo, ha abbastanza denaro per comprare anche giudici ed avvocati ed è riuscito nell’impresa di dividere il popolo italiano in due parti:quelli che vorrebbero essere come lui e quelli che lo sono già! Quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra? Fino a quando Catilina abuserai della nostra pazienza?

martedì 26 maggio 2009

Pensieri milanesi

Sono in cima ad un albergo di Milano, è sera ed il traffico, come il rumore dell’ansia di tante persone che corrono per raggiungere qualcosa, non si sente più. Chissà perché quando si osserva qualcosa dall’alto sembra tutto più semplice, più gestibile e l’ottimismo, a volte, fa capolino. L’afa del giorno ha lasciato spazio ad una leggera e piacevole brezza che mi fa sedere per osservare un tramonto tutto cittadino: il sole che cala dietro i palazzi milanesi. Più si fa buio più si fanno largo i pensieri come fossero lampi di luce. In realtà sono fitte di dolore per un ginocchio affaticato da anni di sport e pesanti borse di computer. Certo che gli ultimi mesi sono stati molto intensi:cambiamenti, emozioni, dolori ed inconvenienti. Ecchecazzo! Prima un dolore alla spalla provocato da una cervicale in eversione, poi una cozza milanese mimetizzatasi in un’ impepata di cozze napoletana di un ristorante campano. Proprio perché era estranea e non ci’azzeccava niente, mi ha fatto molto male: i miei liquidi non sono usciti dal buco corretto per una decina di giorni. Ecchecazzo! Ma altri episodi hanno segnato il mio stato d’animo e turbano i miei pensieri. Meglio andare a dormire e fare in modo che il sonno porti con il suo oblio un po’ di conforto sia fisico che mentale perché domani bisogna riprendere la recita. Qualcuno ha detto: “Non chiedere mai come và perché avresti sicuramente una risposta insincera”. E’ mattina, arrivo in ufficio e la prima persona che incontro mi dice: “Buongiorno, come và?”. Ecchecazzo!

lunedì 25 maggio 2009

Pipì a 0,80 centesimi

Giovedì 21 Maggio, Stazione di Bologna, fa caldo, molto caldo e c’è tanta gente. Sono le quattro del pomeriggio e mi trascino il trolley con tanto di borsa ripiena di carta e computer come trascino me stesso, stanco e provato dopo un tour di convegni da giro d’Italia. Mi viene da far pipì, mi guardo intorno e vedo le tipiche indicazioni. La vescica comincia a reclamare, entro nei bagni ed ecco la sorpresa: prima di accedere alle toilette bisogna pagare. Non all’omino che di solito siede distratto agli ingressi ma ad una impietosa macchina dotata di porte che si spalancano solo se introduci 0,80 centesimi. Davanti a me un indiano che introduce 0,20 centesimi e comincia a roteare la testa perché la macchina non apre le porte. In inglese, gli spiego che deve introdurre altri 0,60 centesimi ma lui non capisce, tira fuori dalla tasca una mazzetta di circa cento euro chiedendo a gesti quanto deve inserire. Gli segnalo che a qualche metro c’è una cambiamoneta ma il taglio massimo è cinque euro ed il poveraccio aveva pezzi dai dieci in su. Nel frattempo, un altro signore si era accodato tentando anche lui di spiegare all’extracomunitario il problema. Ci guardiamo e cominciamo a svuotarci le tasche per pagare quei 0,60 centesimi che servono per farlo accedere all'ambita pipì con sincera disponibilità. Il sorriso di quell’indiano era luminoso quanto la sua riconoscenza che per un momento ci ha allargato il cuore. Forse il nostro non è un popolo multietnico, come dicono certi politici che hanno l’anima più nera di un africano ma certamente è solidale verso chiunque ha bisogno, perché noi italiani siamo brava gente.

giovedì 21 maggio 2009

Le regole per pagare il conto

  1. Va bene la parità dei sessi, ma dividere il conto al primo appuntamento uccide l'amore.
  2. Se ad una cena di gruppo si paga in parti uguali, evitate di ordinare un filetto di tonno rosso in crosta di pane.
  3. Quando la raccolta delle quote lascia sul tavolo una mancia superiore ad otto euro, rifate i conti.
  4. Gli errori nel conto sono sempre a favore del ristorante.
  5. Le pizzate con più di dieci persone finiscono sempre con la stessa frase:" Qualcuno non ha pagato".

mercoledì 20 maggio 2009

La sinistra in Europa è già sconfitta.

Teoricamente le cose dovrebbero andar bene alla sinistra europea. Il crollo di Wall Strett e la crisi mondiale hanno contribuito a rivalutare le sue idee. I sondaggi dovrebbero quindi annunciare una vittoria per le sinistre europee. Ed invece no! In Gran Bretagna i laburisti sono al minimo storico con appena un quarto delle intenzioni di voto. Da noi, Silvio Berlusconi continua ad eclissare la sinistra. In Francia i socialisti non sanno approfittare delle difficoltà di Sarkozy. In Germania sembra che i socialdemocratici non hanno, per ora, nessuna possibilità di vincere le elezioni di settembre. La sera del 7 giugno vincerà quindi la destra ovvero il Partito popolare europeo e non il Partito socialista. Ma che fanno gli elettori? Forse preferiscono la conservazione al cambiamento in momento di crisi profonda delle economie. Ma le sinistre cosa potrebbero fare? Impegnarsi insieme, presentando un unico programma alle elezioni europee: punti chiari per mobilitare l’elettorato su temi di forte interesse sociale. Purtroppo, non sono state nemmeno capaci di trovare un unico capolista da contrapporre a Manuel Barroso, liberale e presidente uscente della Commissione di Bruxelles.

Una sveglia che scappa e si nasconde

Ci mancava una diavoleria come questa: Clocky! Una sveglia che corre a nascondersi se non ci si alza in tempo dal letto. Suona la sveglia, voi premete il pulsante snooze e Clocky rotola giù dal comodino, salta sul pavimento e si allontana sulle sue ruote, sbattendo distrattamente di qua e di là fino a quando non trova un angolino per riposarsi. Quando la sveglia suona di nuovo, dovete svegliarvi per andare a cercarla. Questa diavoleria però, troverà ogni giorno una nuova tana, come una specie di nascondino. Clocky costa $ 50 (€ 39) ed è stata pensata per reiventare l'idea di sveglia, trasformando il risveglio in qualcosa che non dovrebbe essere più stressante e sgradevole, ma divertente e più adatto ad interpretare la relazione tra esseri umani e tecnologia:siamo sicuri?

martedì 19 maggio 2009

Fratelli d'Italia: sicurezza a punti.

“Riserva una buona accoglienza agli stranieri, perché un giorno anche tu sarai uno straniero!” Era il suggerimento di Roger Ikor, scrittore francese morto nell’86 ed autore del famoso romanzo Les eaux melées. Il nuovo pacchetto sicurezza del nostro governo istituzionalizza la delazione ed incoraggia i cittadini a denunciare gli immigrati clandestini. La nuova legge propone l’introduzione di un permesso di soggiorno a punti, che impone ad ogni immigrato la conoscenza della lingua e delle leggi italiane. Lo straniero dovrà sottoscrivere una “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione” ed avrà un credito di dieci punti che potrà aumentare ogni volta che rinnova il permesso se avrà dato prova della sua capacità d’integrazione. Gli saranno invece tolti dei punti se commetterà dei reati non punibili con l’espulsione o illeciti amministrativi e tributari. Corsi e ricorsi storici! Queste cose le fecero gli americani ai 16 milioni di italiani che emigrarono dal 1861 al 1915 ed adesso per ripicca le facciamo ai poveracci che provengono dall’Africa che difficilmente, ora, diventeranno fratelli d’Italia.

lunedì 18 maggio 2009

Non né posso più di Berlusconi, Noemi e la sinistra.

Non né posso più di aprire il giornale e trovare ancora pagine intere che parlano di Noemi e Berlusconi. Le dieci domande di Repubblica, il Times e tutti coloro che vogliono sapere questa cacchio di Noemi che c’azzecca con il Silvio nazionale: ma chi se né frega! Il nostro paese è pieno di scandali ben più gravi. Per carità, quella del premier fa discutere, ci fà fare una figuraccia a livello internazionale (non sarebbe né la prima né l’ultima volta) ma tanto siamo sputtanati da un bel po’. E la sinistra cosa fà ? Non sa far di meglio che insultare ed urlare perché il PIL s’ ammoscia di brutto (-5,9%) e contesta gli investimenti per uscire dalla crisi. Ma uno schifo di proposta-programma con due, tre punti chiari per mobilitare l’elettorato sui temi sociali possibile che non esiste? Perché non si sostiene, per esempio, il disegno di legge sulla «transizione a un regime di flexsecurity»? Un nuovo diritto del lavoro per le nuove generazioni presentato come disegno di legge (n. 1481) il 29 marzo scorso. Bisogna sostituire e/o cancellare l’art. 18 dello statuto dei lavoratori per parlare di un nuovo e più moderno concetto di stabilità reale, ed allora? Sindacati ed Confindustria sembrano d’accordo perché non succede nulla? Intanto, i Cobas buttano giù dal palco un sindacalista, i lavoratori della Fiat sentono puzza di bruciato e la sinistra dov’è? Non né posso più!

sabato 16 maggio 2009

Le paghe invisibili delle aziende russe

In Russia sono sempre più numerose le aziende che pagano stipendi in nero per risparmiare sui costi ed i lavoratori accettano, perché in tempi di crisi non hanno molte alternative. Secondo il centro di ricerca dell’agenzia per l’impiego SuperJob, sempre più aziende sono pronte a pagare in nero. Solo il 21 per cento dei lavoratori sostiene che non accetterebbe mai uno stipendio in nero. Tuttavia, sono tanti coloro che, nel pieno di una crisi finanziaria sono disposti, in questo paese, perfino a rinunciare ad un regolare contratto di lavoro. Conseguenze? Niente busta paga, niente mutui per esempio! Per colpa della crisi, inoltre, la maggior parte delle aziende riesce a produrre utili solo evadendo il fisco, anche nel pagamento degli stipendi. Sembra che la riluttanza a pagare le tasse è un problema storico per lo stato russo. Quest’ultima affermazione mi ricorda il nostro bel paese, o no?

venerdì 15 maggio 2009

Un pappagallo che balla

Non ci sono più i pappagalli di una volta, adesso ballano! Snowball è un pappagallo capace di ballare a tempo di musica. L’uccello modifica i suoi movimenti seguendo le variazioni del ritmo, spiega Current Biology. Non si tratta di un comportamento acquisito, l’animale percepisce effettivamente la musica, un’abilità considerata tipicamente umana. I ricercatori ipotizzano che la capacità di seguire il ritmo dipenda dagli stessi neuroni che regolano la capacità di imitare i suoni. (Per vedere questa anomala performance cliccare sul titolo o su Snowball).

giovedì 14 maggio 2009

Scrivere senza soldi

Oggi, il successo del web ed il parallelo declino dei quotidiani stanno facendo discutere. Visto che l’informazione online è quasi sempre gratuita, il valore di mercato del lavoro giornalistico è decisamente basso. Per questo i quotidiani e le riviste della carta stampata si stanno estinguendo e gli editori che non riescono a farsi pagare dai lettori licenziano i giornalisti o li retribuiscono malamente. Da un certo punto di vista, per chi scrive, da professionista oppure in maniera amatoriale è in un’epoca eccezionale: si può aprire un blog, pubblicare interventi online e raccogliere suggerimenti dei colleghi o dei commentatori. Quindi la rete è diventata una vetrina per tutti anche per i giovani talenti con il vantaggio che non ci sono gerarchie. Ma se il prestigioso New York Times oggi paga trecento dollari per un editoriale come fa uno che scrive per professione a campare? Deve provenire da una famiglia ricca oppure godere di una rendita e di persone così c’è ne sono tante. Internet ha messo in ginocchio il mondo della carta stampata e le star del cinema, i manager perfino gli autori famosi scrivono gratis. Perché mai un appassionato qualunque di cui nessuno ha mai sentito parlare dovrebbe essere pagato per farlo?

mercoledì 13 maggio 2009

Piante mutanti a Torino

Sembrano i fiori del male. A Torino sbocciano strane erbe in città:sovradimensionate, affette da gigantismo, con gli steli pieni di protuberanze anomale. Si tratta di una specie mutante del tarasacco, una pianta officinale abbastanza comune che si usa anche per insalate, tisane e decotti e che tra i bambini è più nota come soffione. L’ha scoperta un medico del lavoro, Roberto Topino, che né ha accertato la presenza in molti giardini cittadini. Il Dipartimento risorse agroforestali dell’Università di Torino ha fornito un primo riscontro apparentemente rassicurante: il tarassaco non è pericoloso, è solo vittima di una specie di virus portato da un insetto che punge la pianta per succhiarne la linfa. Ma viene sottolineato un fatto inquietante: il fiore mutante spunta soprattutto in prossimità di aree industriali quasi ad indicare una relazione tra inquinamento del terreno e le curiose metamorfosi ma nessuno approfondisce il problema con un semplice test genetico. Come mai?

martedì 12 maggio 2009

Persone finte

E’ morto l’uomo in coma sulle scale a Sanremo. La città famosa in tutto il mondo per i suoi fiori, per i festival, le esibizioni, le esposizioni, è diventata la sede di un assurdo evento: un uomo lasciato in agonia sul pianerottolo di un condominio per quattordici ore e mezza. Gli occupanti dell’edificio si sono giustificati affermando che sembrava ubriaco, invece, colpito da un ischemia era rotolato dalle scale cadendo davanti una porta che non si è aperta. Nessuno ha sentito, nessuno ha chiamato i soccorsi, qualcuno ha visto ma non ha fatto nulla. Per più di mezza giornata l’uomo è rimasto a terra, ignorato da coloro ai quali la mattina augurava il buongiorno, regalava un sorriso e magari aiutava a portare la spesa. Persone di un condominio abbruttite da un ingiustificabile aridità interiore, senza una coscienza. Persone finte, vuote, che hanno violato il più elementare dei principi universali:prestare soccorso a chi né ha bisogno.

lunedì 11 maggio 2009

Un filtro di civiltà nelle email.

Oggi si soffre di una mancanza d’educazione. Ad ogni ora del giorno le persone mandano email di cui presto si pentono, insultando persone che conoscono appena. Alcuni di noi hanno imparato una semplice regola:mai spedire un email arrabbiata d’impulso; meglio archiviarla ed aspettare ventiquattr’ore prima di inviarla. Ma molti non conoscono questa regola oppure non ci si attengono sempre. La tecnologia potrebbe facilmente essere d’aiuto. Magari ci fosse un “filtro di civiltà” che riveli se si sta per spedire un email rabbiosa, avvisando il mittente: "Attenzione: questa sembra un’email poco educata, il messaggio verrà spedito soltanto se tra ventiquattr’ore il mittente né farà esplicitamente richiesta”. Il sistema riflessivo sa essere più gentile ed intelligente del sistema impulsivo. Qualche volta è anche intelligente essere gentili.

domenica 10 maggio 2009

Il potere sprecato e le sberlusconate

Berlusconi ha una popolarità straordinaria nonostante il nostro paese è in piena recessione. La maggioranza degli italiani perdona le sue gaffe, lo ha apprezzato in occasione del terremoto in Abruzzo e probabilmente non griderà allo scandalo per il divorzio annunciato dalla moglie Veronica Lario. Domina quindi incontrastato la scena politica: a destra non ha avversari e l’opposizione di centrosinistra praticamente non c’è. Ma l’Italia è l’unico paese del G7 in cui negli ultimi dieci anni la produttività è diminuita continuando in caduta libera (pil- 4,4%). Abbiamo un bisogno disperato di riforme per un mercato interno che è il più fortemente regolato in Europa e siamo agli ultimi posti nell’applicazione delle direttive europee sulla concorrenza. Nel mercato del lavoro c’è un forte divario tra i dipendenti a tempo indeterminato ed i lavoratori temporanei che non hanno nessuna tutela. La qualità dell’istruzione è scarsa e la spesa per la ricerca è bassissima. Infine, (si fa per dire) i conti pubblici sono un disastro: il debito raggiungerà il 120 per cento del pil nei prossimi due anni. Sarebbe un’occasione d’oro per Berlusconi riformare l’Italia, purtroppo non sembra un riformatore liberale né un convinto sostenitore della concorrenza. Somiglia invece ad un imprenditore che fa politica solo per difendere i suoi interessi. Intanto, il nostro paese resta fermo. Le cose cambiano per rimanere uguali o per peggiorare e tanti continuano a sostenere le “sberlusconate”.

venerdì 8 maggio 2009

Il danno Berlusconi

Ormai abbiamo capito che ci sono leader che danno prestigio al loro paese ed altri che lo tolgono. Gli USA valevano di più con Bill Clinton che con George Bush mentre il Vaticano era tenuto in maggior considerazione con Giovanni Paolo II che con Benedetto XVI. Così il nostro paese, con il nostro premier Berlusconi che sminuisce con alcuni comportamenti l’Unione europea a livello internazionale. Non solo a Buckingam Palace con la regina Elisabetta o nell’ultimo vertice NATO ma anche con l’ultima marachella: tentare di candidare alle elezioni europee delle ragazze appariscenti provenienti dal mondo dello spettacolo o che aspirano a farne parte. L’idea che ha fatto perdere la pazienza a sua moglie, Veronica Lario, costringendola a chiedere il divorzio ha riportato alla ribalta l’Italia non certo per qualche eccellenza ma per le note bischerate di un uomo che non deve chiedere mai!

sabato 2 maggio 2009

Disegna un pene gigante sul tetto di casa.

Andy McInnes, di Hungerford, Inghilterra, non credeva alle sue orecchie quando un giornalista lo ha chiamato per avere un commento sulla decorazione del tetto di casa sua: un pene di 18 metri. Ha scoperto così il disegno che suo figlio Rory, 18 anni, aveva fatto perché fosse immortalato da Google Earth. L’affresco era stato notato dal pilota di un elicottero, che aveva avvertito la stampa.

venerdì 1 maggio 2009

Febbre suina secondo Vauro


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