Da dopo il tragico terremoto dell’Abruzzo ho notato che si parla meno della recessione e se sé né parla si sente dire che è ormai passata anzi la ripresa ci sarà da Giugno. Tutti zitti, politici, sindacati, industriali, giornalisti, quasi ci fosse stato un’ ordine venuto da chissà chi. Strategia della comunicazione per far ripartire il consumo o dato reale?
I nuovi indicatori pubblicati negli USA moderano questo ottimismo. La produzione industriale è arretrata dell’1,5 per cento, arrivando al suo livello più basso dal 1998. L’indice dei prezzi al consumo sta scendendo, cosa che non succedeva dal 1955. Insomma, è necessario scriverlo: bisogna smettere di credere che l’economia americana, e quindi mondiale, sia in grado di ripartire nel breve termine. Gli economisti dichiarano che la ripresa, quando ci sarà, non sarà lineare. Ci saranno scosse, ricadute, delusioni e nuovi timori. Se il consumatore americano ricomincia a comprare in maniera costante è probabile che la ripresa “riprenda” anche se temo, d’ora in poi, non userà più le sue carte di credito con la stessa spensieratezza di prima. Se sul lungo periodo è una buona notizia a breve termina è pessima.
giovedì 30 aprile 2009
La recessione non è finita!
martedì 28 aprile 2009
Febbre suina, datemi un'ansiolitico!
Prima la paura della recessione, poi quella per il terremoto ed ora per la pandemia da febbre suina. Il 2009 si annuncia come l'anno della paura, sembra finirne una, ma nè inizia un'altra. Sarà questo il motivo per il quale aumenta il consumo degli ansiolitici in Italia? A proposito, la situazione è seria o non è seria? Ancora non si capisce! Da Bruxelles dichiarano che è tutto sotto controllo per l’Europa e non si registrano casi mentre l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) dichiara che invece è seria: si sta per passare ad un livello di allerta 4 (alcuni paesi l’hanno già fatto) in una scala che va da 1 a 6. Infatti, dopo i casi di New York, l’OMS ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria pubblica internazionale. Siamo in un incubatrice perfetta per la diffusione di una pandemia o di una nuova psicosi? Le cronache segnalano che il livello di allerta di grado 4 non fu raggiunto neanche durante il picco dell’aviaria. Come si fa a farsi prescrivere un ansiolitico?
lunedì 27 aprile 2009
Un consiglio sui mobili
"Compratevi i mobili all’Ikea che costano poco ed il governo ve li risarcirà” Berlusconi fornisce un consiglio agli abitanti di Onna ma il leghista Roberto Calderoli fa il furbo e dichiara: “Berlusconi si è senz’altro sbagliato. Non avrà voluto dire Ikea, ma idea. Perché senza dubbio per ricomprarci i mobili è meglio prendere quelli fatti in Italia:in particolare quelli brianzoli che sono all’avanguardia e robusti”. Saranno anche migliori quelli brianzoli ma preferisco un mobile meno all’avanguardia e con fattura da Ikea che uno robusto e solido senza. Ridiamo, anche se poi ci sono le solite smentite!
domenica 26 aprile 2009
Il kebab contro la pizza
Una notizia preoccupante per la mia amata pizza che, se vera, necessita di una grande mobilitazione. A Roma il consumo di Kebab insidia quello della pizza. Infatti, secondo il Cna, il 60 per cento delle nuove pizzerie al taglio di Roma è di tradizione gastronomica turca e, non va bene! Il Kebab, carne arrostita, di solito servita in panini con verdura fresca e salsa di yogurt sta prendendo il sopravvento sul consumo della pizza. Sembra che a Roma sia già preferito alla porchetta. Infatti, soprattutto gli adolescenti, preferiscono questo gustoso (bisogna dirlo!) alimento alla pizza perché consente di mangiare e cazzeggiare senza necessariamente seguire la liturgia del sedersi al tavolo – fare l’ordinazione – aspettare- chiacchierare – pagare il coperto. Questa pietanza di carne e insalata sta ora conquistando il gusto dei consumatori italiani, anche grazie soprattutto a una strategia commerciale aggressiva, sostenuta da una efficace catena di produzione (di derivazione soprattutto turco-tedesca) e di commercializzazione (anch'essa controllata da turco-tedeschi). Seconda la Confederazione nazionale dell'artigianato (Cna) nella sola Roma, tra il 2004 e il 2008, l'avvio o l'acquisizione di 705 pizzerie al taglio, delle quali 204 (pari al 30%) hanno un titolare straniero. E delle 204 aziende con titolare straniero oltre il 60% appartengono alle tradizioni alimentari riconducibili al kebab. Pizzaioli italiani, dove siete? Scetateve!
giovedì 23 aprile 2009
Le armi “made in Italy”.
E’ noto che le nostre produzioni sono apprezzate in tutto il mondo per lo stile inconfondibile:scarpe, abbigliamento, auto, vini, cucina, occhiali. Ma non tutti sanno che l’Italia si segnala tra i primi paesi al mondo (ottavo posto tra i paesi esportatori) come produttore di armi, rappresentando un patrimonio tecnologico e produttivo non trascurabile per l’economia del paese. Non esiste crisi per il nostro paese in questo settore che fa addirittura registrare, secondo un rapporto della presidenza del consiglio (tabella 15) un + 222 per cento di fatturato nell’ultimo anno. Al Kosovo, le aziende italiane forniscono agenti tossici, chimici o biologici, gas lacrimogeni e materiali radioattivi. Al Messico, insanguinato dalla guerra tra narcos e governo, abbiamo venduto armi leggere e pesanti per 10 milioni di euro e tra i nostri principali clienti ci sono la Turchia, l’India, udite, udite: il Pakistan, l’Algeria, la Libia, la Nigeria ed Israele. Chi è l’azienda italiana leader nella produzione di armi? Finmeccanica. Chi è il principale azionista? Lo stato italiano. Che forza il “made in Italy”!
mercoledì 22 aprile 2009
Tecnologia, tra esibizione e solitudine.
E’ impressionante il numero di telefonini che vengono sguainati quando l’aereo, dopo essere atterrato, attracca all’hub. Sembra la preparazione alla battaglia del giorno: uno, due, tre telefonini da accendere, verificarne il funzionamento per sostenere l’assalto quotidiano di chi chiama o cerca. Ma non è solo questo che mi impressiona: quando prendo la metropolitana di Milano, i passeggeri sono tutti con gli auricolari conficcati nelle orecchie, che ascoltano qualcosa, forse musica, ma con lo sguardo perso nel vuoto, talvolta triste oppure inanime come robocop. Gli unici che hanno delle smorfie facciali, belle o brutte, sono gli anziani che, cosa apparentemente incongrua con il contesto, leggono:giornali o libri; quasi a testimoniare la distanza generazionale con i vicini di vagone. Mentre viaggio mi chiedo spesso il perché di questo nuovo costume: perché le persone hanno perso il gusto di scoprire, capire chi hanno vicino, di fronte, accanto, ma si rifugiano in loro stessi come quando ci si rintana sotto le coperte per il freddo di una notte? Non finisce qui. In una riunione con molti partecipanti, la scorsa settimana, mi ha impressionato un nuovo rituale: bloc-notes, penne e telefonini sguainati e messi sul tavolo, nulla di nuovo, ma ecco, improvviso un nuovo gesto: mani nelle tasche delle giacche frugano veloci ed esibiscono penne usb, griffate, in pelle, in acciaio, luminose e stilizzate messe ordinatamente sul tavolo quasi a voler delimitare il proprio spazio vitale. Ma dove stiamo andando? Come ci siamo ridotti?
martedì 21 aprile 2009
Shakespeare era un prestanome.
lunedì 20 aprile 2009
Maria Laura Rodotà fan di Happy days
Tutti quelli della mia generazione ricorderanno Fonzie e la famiglia Cunningham, mitici protagonisti di un serial di successo degli anni ’80. Mi ha stupito ritrovarli resuscitati da una famosa firma del Corriere della Sera: Maria Laura Rodotà che paragona Barak Obama ed Hillary Clinton ai due personaggi. Perché il presidente americano, come Fonzie, seduce con la sola presenza ma non può ammettere gli errori del suo paese ed Hillary (donna del Midwest, matura come Marion Cunningham) cerca di rimediare ai guai combinati dalla sua famiglia e si scusa.
Sembra che alla famosa giornalista dia fastidio il nuovo corso politico della Casa Bianca fatto di provvidenziali aperture verso paesi e culture considerati ostili, non solo dalla presidenza Bush. Infatti, nel suo articolo sono elencate, in maniera antipatica, le scuse formulate a Cuba, Messico per il narcotraffico, Medio Oriente per la politica sbagliata sull’Iran, Cina perché gli USA producono troppi gas serra, Indonesia per le sanzioni contro la Birmania. Insomma, invece di sottolineare che l’ arroganza americana segna il passo per un approccio più friendly che fa bene al mondo intero, la signora Rodotà scrive come una vecchia isterica alla quale manca il clima di rissa perenne tra americani e resto del mondo. Mi chiedo perché l’editore ha consentito la pubblicazione di un così pessimo articolo?!
sabato 18 aprile 2009
Biotestamento:una legge che non mi piace
Il 26 Marzo al Senato è stata approvato un disegno di legge che consente ai medici di mantenere in vita con l’alimentazione artificiale chi si trova in stato vegetativo permanente, anche se prima di ammalarsi il paziente aveva chiesto non farlo.
In molti paesi esistono leggi o pratiche mediche che impongono di rispettare la volontà di chi chiede di non essere sottoposto ad alcun trattamento in caso si trovasse in uno stato di incapacità permanente mentre la legge che è in discussione consente esplicitamente ai medici di ignorare la volontà del paziente. E’ curioso come questa proposta di legge si applichi solo ai pazienti in coma profondo e prolungato o in stato vegetativo permanente, ma non a quelli affetti da malattie altrettanto invalidanti. Eccessiva forse, è stata la contaminazione della vicenda di Eluana Englaro, in stato vegetativo da 17 anni. Secondo alcuni sondaggi la maggioranza degli italiani non pensa che si possa ignorare la volontà espressa dal paziente. Inoltre, la nostra costituzione stabilisce che nessuno può essere sottoposto a cure mediche contro la sua volontà. Ed allora mi chiedo: perché l’ultima parola sulla vita o sulla morte di una persona che ha dichiarato esplicitamente le sue volontà dovrebbe essere lasciata ad un medico che, per ragioni di coscienza non vuole rimuovere un sondino gastrico?
venerdì 17 aprile 2009
Franceschini invoca i valori e dimentica i fatti
“Se sapremo riportare la sfida sui valori saremo vincenti. La solidarietà, l’attenzione ai deboli, agli indifesi”. Il segretario partime del PD cita don Mazzolari dimenticando che il popolo di sinistra vuole più fatti e meno ideali. Siamo in un momento dove serve fare i conti con la terza settimana del mese, con le aziende che mettono in mobilità i dipendenti, con le banche che continuano a fare i loro affaracci e con un opposizione che sta ancora pensando dove andare e con chi andare. Andiamo bene! E’ vero che don Mazzolari gridava di stare dalla parte dei più poveri, dalla parte di chi perde il lavoro ma diceva anche che “rischiamo di morire di prudenza”. Ma se siamo ancora al “Dobbiamo recuperare la capacità di indicare con forza il modello di società che vogliamo” riporto le testuali parole di Franceschini, questa è la conferma che stiamo ancora “a caro amico”. Mi tocca scrivere “chapeau” al tiranno Berlusconi perché lui sta facendo più cose di sinistra di quella sinistra che invocava Veltroni. Ma il Dario piacentino dichiara: “Vincenti se riportiamo la sfida sui valori”. Proprio quei proclami che hanno seppellito sotto le macerie dell'incoerenza chi credeva in una svolta moderna, concreta, di una sinistra affaticata dalla solita nomenclatura di sessantenni ancorati al buio post-comunista “trito e ritrito”.Oggi, proprio questa sinistra ci ha portati a guardare ed imparare da chi sa davvero stare in mezzo a quella gente che oggi è povera di affetti, di cose, di lavoro e che soffre. Franceschini, sveglia!
giovedì 16 aprile 2009
Delirio sulla morte di una chiesa.
Sul volo Roma-Milano Linate di ieri, alle sette di mattina, leggo un articolo su Repubblica di Pietro Citati (scrittore e critico letterario), strabuzzo gli occhi assonnati e rileggo il requiem per una chiesa: “Qualsiasi religione muore se aboliamo le sue forme:non può essere concepita senza questa incarnazione perenne. Perciò la morte di una chiesa ci colpisce più della distruzione di un palazzo”.
Il riferimento è al campanile pericolante della chiesa di San Bernardino dell’Aquila dal quale trae ispirazione l’autore che prosegue: “Noi non possediamo una religione:possediamo le cose, con le quali abbiamo cercato e cerchiamo continuamente, forse invano, di darle un volto.” Delirio di un appassionato d’arte, per carità, ma celebrare la morte di una chiesa anziché quella di tante persone mi disturba, come uomo e come profano. Anche se amo monumenti, opere d’arte ed artisti come Duccio, Bramante, Michelangelo mi sento in imbarazzo di fronte a chi scrive che il crollo di una chiesa colpisce più della distruzione di un palazzo. Ma perché? E’ l’uomo al centro dell’universo e tutto è costruito, prodotto, disegnato per il suo uso e piacere anche da chi ha il dono del talento. Perché preferire una chiesa, luogo di culto ad un edificio, riparo certo, per vivere e sopravvivere? I tormenti di Pietro Citati ci potevano essere risparmiati!
mercoledì 15 aprile 2009
Berlusconi: chapeau!
Ci voleva un terremoto e delle vittime per non scrivere e parlare più così male di Berlusconi. Il mondo lo ha sfottuto fino all’ormai famoso “Obama sorry for Berlusconi” poi è caduto il silenzio. E già, il nostro premier ha zittito tutti, si è comportato in maniera concreta e tutti i giorni, fino a Pasqua si è recato tra le sventurate popolazioni cercando di capire, risolvere ma soprattutto, di affermare la presenza dello Stato con gesti concreti. Chapeau! Molte persone che non amano il nostro premier hanno mostrato apprezzamento per come sta gestendo la tragedia. Non c'è che dire, è bravo! Da un punto di vista mediatico, si fa trovare tra la gente, dove la gente vuole vederlo; indossa un casco dei pompieri, per essere riconosciuto come un soccoritore; veste un giubotto della protezione civile per farsi identificare come colui che si adopera per difendere la popolazione in difficoltà, offre le sue case per ospitare famiglie senza tetto. Mi sono chiesto: chissà se Amato e Bersani, invece di parlare di una tantum sarebbero capaci di fare cose simili o migliori? Ancora chapeau!
martedì 14 aprile 2009
Terremoto: i morti che non dichiarano
Mi ha impressionato il post di questo blog dove si narra di morti non dichiarati perchè, ufficialmente, non dichiarabili. Si tratterebbe di extracomunitari che vivevano in alcune abitazioni o sottoscala degli edifici crollati ma, essendo, clandestini, non erano dichiarabili e quindi riconoscibili. I proprietari si guarderebbero bene dal farlo perchè si configurerebbe il reato dell' affitto in nero, eppure qualcuno parla di centinaia di persone. Sembra che all'Aquila tutti sanno ma nessuno parla. Se fosse vero, sarebbe grave, molto grave. Cominciano a scrivere e vediamo chi nè parla!
lunedì 13 aprile 2009
Terremoto, Vespa ed Amato
Il terremoto dell’Aquila ha mostrato due volti del nostro paese. Da una parte aiuti efficienti ed una grande solidarietà per le vittime. Dall’altro una colpevole disattenzione per i pericoli sismici sul territorio: troppe le inadempienze, i raggiri, le truffe. Ma vorrei parlare delle centinaia di servizi che la televisione sta dedicando al disastroso evento.
Non amo la spettacolarizzazione delle disgrazie, penso si debba rispettare il dolore dei singoli che hanno perso i loro cari. Ecco perché, forse, Bruno Vespa e la RAI stanno esagerando. Tutte le mattine il giornalista si reca, sportivo, nella sua terra: intervista, commenta talvolta affranto, poi torna in sala montaggio e la sera, nel suo abitino elegante con la solita cravatta di Marinella apre “Porta a Porta”, il suo show. Per raccontare una catastrofe bastano le immagini che bucano il video ed arrivano al telespettatore, poi basta, silenzio. Dopo la celebrazione dei funerali si pensi alla ricostruzione partendo dalle persone, devastate nei loro affetti prima ancora dei loro alloggi. Fuori luogo l’affermazione di Giuliano Amato che, intervistato l’ 11 Aprile sul Corriere, parla di solidarietà ed imposta una tantum! Il solito politico che si muove come il topolino nel formaggio. Nessuno si tirerebbe indietro, per carità, ma sarà necessaria un’imposta pro-terremoto? Mi risulta che c’è ne ancora qualcuna attiva, nascosta nelle accise della benzina o da qualche altra parte. Sarà necessaria un imposta eccezionale, con i 400 milioni che arriveranno dalla Comunità Europea che si sommano al milione di euro già donato spontaneamente dagli italiani ed ai soldi che arriveranno comunque dallo Stato? Ricordo ancora lo scippo sui conti correnti, che da Presidente del Consiglio, l'on. Amato ordinò l'11 luglio del 1992 con un decreto da 30000 miliardi in cui veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari . Non si può far nulla per i terremoti che tornano ma per questi politici forse sì.
sabato 11 aprile 2009
Milano da capire
8 Aprile 2009. Una delle tante giornate di lavoro, da "manager del cavolo", trascorse nella capitale del business italiano. Giornata pesante che mi ha visto gestire situazioni da “asilo mariuccia”:collaboratori con patologie psichiche preoccupanti che si fanno dispetti, dirigenti afflitti dalla sindrome del NIMBY (Not in my back yard) ovvero “non entrate nel mio giardino di competenze”, attacchi gratuiti e polemici di colleghi zucconi che si confondono con slanci di stravagante altruismo di dipendenti-organizzatori per raccolte di vestiario pro terremotati dell’Aquila. Alle 12.30, dopo esser emerso dalla metro, accompagnato dal caos cittadino impregnato del solito traffico con persone che corrono, ragazzi che urlano, extracomunitari alla ricerca di carità, sono giunto in albergo, a causa di un inconveniente personale. La mia camera, all’ultimo piano, in pieno Corso Buenos Aires, improvvisamente mi sembra un’oasi: incredibile, dalla finestra appaiono, sui terrazzi, floridi giardini, ed il rumore della città si dissolve per dare spazio al canto di usignoli e passeri canterini, un’altra dimensione! Tornato in ufficio affronto la mia “giornata no” milanese ma in serata rientro in albergo dopo esser stato involontario testimone dello sguardo clandestino di due colleghi. Ceno in un ristorante napoletano, dove vengo accolto con cortesia. I due coniugi proprietari ostentano la loro arte culinaria come il loro dialetto:riconoscibile, rassicurante, piacevole. Sublime una pastiera fatta in casa la cui dolcezza fa dimenticare l’amarezza di una giornata da "emigrante". E’ sera, un barbone dorme sul marciapiede, immerso nella sua urina, testimone inconsapevole di un opulenza ostentata in vetrine luminose ed eleganti ma in evidente e palese contrasto con la disperazione di un uomo, certamente in credito con la vita. Una Milano da capire ma non …da bere.
giovedì 9 aprile 2009
L’anonimato:grande terrore contemporaneo
Cosa desidera l’io attuale? Essere riconosciuto. Collegato. Visibile. Non a tanti ma almeno qualche centinaio, su Twitter o su Facebook, basta che avvenga. Questa, oggi, è la condizione che conferma il nostro io, facendoci vedere dagli altri diventiamo veri per noi stessi. L’anonimato è il grande terrore contemporaneo. In questo modo viviamo esclusivamente in rapporto agli altri, mentre la solitudine scompare dalle nostre vita. La tecnologia ci sta portando via non solo intimità e la concentrazione, ma anche la capacità di stare da soli. E’ così brutto stare da soli, trovare dei momenti in cui pensare senza che qualcuno o qualcosa attrae la tua attenzione? Non credo! Pensare, riflettere o semplicemente rilassarsi aiuta a fare percorsi interiori per scoprire qualcosa di nuovo e ciò lo si può fare quando si sta da soli. Ma allora qual è la nostra grande paura? Non è essere sommersi dalla massa ma rimanere in disparte. Oggi, l’obiettivo è semplicemente farsi conoscere, diventare una specie di celebrità in miniatura. Quanti amici ho su Facebook? Quante persone leggono il mio blog? Quanti risultati di google genera il mio nome? La visibilità garantisce, spesso, la nostra autostima, diventando il surrogato di una vera relazione. Fino a poco tempo fa era facile sentirsi soli, oggi è impossibile. Io penso che recuperare la capacità di stare da soli è importante, perché aiuta a tirare fuori la parte migliore di sé. Ps. non ho fumato niente di strano!
Coordinatori della sosta, a Napoli s'inventa
Un nuovo mestiere nasce a Napoli, utile socialmente, con una forte domanda di mercato e che potrebbe generare molti posti di lavoro in un momento economico molto difficile: il coordinatore di sosta. Di cosa di tratta? I parcheggiatori abusivi di Napoli si uniscono in associazione e chiedono al Comune di riconoscere il nuovo lavoro, svolto da anni per le strade cittadine portando un significativo contributo alla comunità napoletana, quello di facilitatori del traffico. Infatti, si tratta di “volontari” che svolgono attività socialmente utili perché, rimuovendo, all’occorrenza, auto parcheggiate, magari in doppia o tripla fila che ostacolano la circolazione stradale, aiutano a rendere il traffico più scorrevole. Spesso di tratta di disoccupati che per arrotondare, si distribuiscono i marciapiedi come aree di competenza per raccogliere uno, due euro di mancia dal guidatore frettoloso che non sa dove parcheggiare l’auto. In genere sono persone perbene che vigilano soprattutto dai malintenzionati alla caccia di ciò che viene incautamente lasciato incustodito nelle auto. Sembra noto che per fare questo sono costretti, spesso, a pagare un pizzo ai camorristi titolari del quartiere, è questa la nota che stona. Generalmente, non sono persone che praticano l’estorsione (piuttosto la subiscono!) per sbarcare il lunario ma favoriscono la sosta delle auto con il consenso degli utenti.
Perché si invoca il riconoscimento di questo mestiere? Perché a Napoli i parcheggi scarseggiano, il Comune non ha soluzioni alternative e quindi prolificano, da anni, i parcheggiatori abusi.
martedì 7 aprile 2009
Il papa dovrebbe pentirsi
Nelle ultime settimane la Santa Sede ha ricevuto critiche senza precedenti per una fase grossolana ed inesatta di papa Benedetto XVI sull’aids che ha suscitato indignazione in tutto il mondo. Di fronte ai giornalisti, durante la sua visita pastorale in Africa, ha detto che la lotta contro questa malattia è un problema che “non si può risolvere solo distribuendo preservativi, che al contrario lo aggravano”.
Capisco che la Chiesa cattolica si oppone all’uso dei preservativi e da tempo sostiene che l’unico sistema, per non incorrere nella malattia, è l’astinenza e la fedeltà coniugale ma dicendo che i preservativi aggravano il problema dell’aids, il papa ha falsato i risultati scientifici per promuovere la dottrina cattolica.
Tanti i governi stranieri che hanno protestato (non il nostro) per questa palese manipolazione della verità. Perchè? Quando un personaggio influente, come il papa, riconosciuto come un’autorità religiosa planetaria, fa un’affermazione scientificamente falsa, questa può rivelarsi devastante per la salute di milioni di persone. Per questo dovrebbe ritrattarla o correggerla pubblicamente magari pentendosi.
lunedì 6 aprile 2009
Terremoto:Roma e l'Italia Centro Sud tremano
Forte la scossa delle 3.33 am, magnitudo 5,7 della scala Richter ed ondulatorio. Il sismologo online dell'Osservatorio Vesuviano torna alla ribalta e chi, come me, ha vissuto il terremoto dell'80 purtroppo lo ricorda. Nell'immagine si può notare il primo blocco da sinistra: è la scossa delle 3.33 am, impressionante. Mentre l'ultimo che scende di scala è la scossa delle 4.38 am (l'ho pure sentita) di magnitudo 4.7. Paura in casa e per strada; il letto si spostava sempre più velocemente in un crescendo da crepacuore. l'avevo sentita, ma pensavo: ora finisce, invece no. Allora urlo: "tutti in piedi vestiamoci !". Accendo le luci in casa, i lampadari oscillano pericolosamente ed il pavimento continua a spostarsi sotto i piedi: cazzo, ma allora è una cosa seria! Quei secondi mi sono sembrati un'eternità e mi hanno fatto ricordare quanto avvenne a Napoli nel '80, un terremoto impressionante ed ero giovanissimo. Non mi era mai capitato di cercare informazioni e non trovarle, è una brutta sensazione. Solo dalle 5.00 am su Rainews e sui siti online di alcuni quotidiani cominciano a comparire notizie, purtroppo non belle perchè si parla già di vittime sotto le macerie in provincia dell'Aquila, dove sembra sia stato l'epicentro del terremoto. Sono stato contattato da parenti a Napoli, via Skype e mi hanno detto che anche lì, il terremoto è stato forte con gente che si e riversata in strada come qui a Roma. Sembra un brutto sogno eppure è vero ed a volte ritornano...!
Terremoto a Roma: i palazzi oscillano!
domenica 5 aprile 2009
Obama sorry for Berlusconi.
Mitico lo striscione comparso durante il discorso di Obama a Praga! Sicuramente passerà alla storia. In piazza Hradcany, gremita da 30mila persone, è stato innalzato uno striscione con la scritta “Obama sorry for Berlusconi”. Una sorta di scuse ufficiali per gli episodi che hanno visto coinvolto il premier Silvio Berlusconi negli incontri internazionali degli ultimi giorni, dal G20 di Londra al vertice Nato di ieri. Molti sono gli italiani che si sono sentiti in imbarazzo per il comportamento del nostro Premier, nonostante quest'ultimo neghi anche sdegnato. Purtroppo, il nostro Mister Berlusconi dovrebbe rendersi conto che non è solo la stampa italiana ma sopratutto quella estera che l'ha sbattuto in prima pagina. Il primo effetto (chi viaggia per il mondo lo sà bene) è che i cittadini degli altri paesi identificano il comportamento "sbarazzino" della nostra massima autorità con quello di tutti gli italiani e qualcuno potrebbe non starci!
sabato 4 aprile 2009
Una spia sull'AZ 2018, Linate-Fiumicino
E’ un po’ che non scrivo sul blog, mancanza di ispirazione più che di tempo. Ma come si dice, c’è sempre qualcosa che te la fa ritornare. Venerdì 3 Aprile, partivo per la mia giornata di lavoro, a Milano con sveglia alle 5.30 am. L’aeroporto di Fiumicino, settore partenze, terminal A, era sempre di più, insolitamente, deserto. La concorrenza di Trenitalia si fa sentire! Al ritorno, la sera, il tassista milanese, sulla strada per Linate, mi confermava l’intuizione del mattino, informandomi che ero, oramai, uno dei pochi che ancora viaggia in aereo, perché a quell’ora si raccolglievano, prevalentemente, clienti per la stazione.
Il mio volo per Roma era l’AZ 2018 delle ore 19.00. All’imbarco faceva caldo, i volti stanchi dei passeggeri erano lo specchio del mio stato d’animo e non vedevo l’ora di rilassarmi in poltrona. Dopo un iniziale fraintendimento, tra il personale della SEA, su chi doveva aprire le porte per l’autobus all’imbarco, si sale a bordo, il solito rito delle cappelliere e finalmente mi sedevo sprofondando nella lettura di un quotidiano. Dopo un po’, mi accorgevo che il portellone dell’aereo era ancora aperto, e nel ritornare nella dimensione di chi stava partendo sentivo i vicini cominciare a fare considerazioni ad alta voce: c’era un problema! Una hostess annunciava che i tecnici stavano lavorando in cabina perché la spia del carburante si era accesa. Alle 19.45 esplodeva la protesta, alcuni passeggeri, stizziti, volevano scendere, altri cercavano attenzione a voce alta. Alle 20.05 una persona dell’equipaggio faceva un annuncio singolare: “Chi vuole scendere può farlo perché sotto bordo c’è una navetta ad attendere. Mentre chi preferisce restare sarà informato quanto prima dell’esito dei controlli, ma rimanga seduto”. Urla e rabbia si diffondevano in cabina, soprattutto di signore vestite con buon gusto che, agitate, mi passavano accanto, ondeggiando pericolosamente a causa di un bagaglio tanto griffato quanto pesante. Ore 20.10, il comandante annunciava che dopo cinque minuti si partiva perché l’aeromobile era stato “deliverato” dai tecnici. Esilarante la scena che mostrava i passeggeri in corridoio con i loro bagagli: si arrestavano un po’ imbarazzati per tornare quindi ai loro posti. Le persone che risalivano dalla navetta erano ancora più infuriate. Come quelle belle signore con il bagaglio ondeggiante e griffato. Che serata! Siamo atterrati alle 21.35 stremati e silenziosi. E’ noto che viaggiare comporta sempre dei piccoli imprevisti ed agitarsi è inutile, meglio non sprecare energie che possono servire per gestire situazioni più importanti. Però, pure Alitalia ci mette del suo!











