giovedì 26 febbraio 2009

La crisi e le emozioni

La crisi c’è o non c’è? E’ arrivata o non ancora? I segnali sono contraddittori, almeno in Italia. A Dicembre dello scorso anno sembrava dovesse arrivare, da oltre oceano, un ciclone sulla nostra economia, tanto che molti si erano concessi gli ultimi lussi. Certo, dall’estero arrivano sempre segnali preoccupanti, nazionalizzazione delle banche, multinazionali che licenziano, modelli di capitalismo messi in discussione. Eppure, qualche economista comincia a scrivere che si tratta di una crisi congiunturale e non epocale. Nel nostro paese, non si sono ancora adoperate iniziative di governo importanti, che segnalano una reazione forte, a quelle provocazioni dell’economia che meriterebbero, forse, interventi più decisi. Negli ultimi mesi si sono verificate diverse forme di reazioni sociali ma stranamente si è trattato, prevalentemente, di risposte a fatti emotivi.Il mondo laico e religioso è stato scosso da temi legati alla vita ed alla morte, alla sicurezza ed all’immigrazione ma nessuno si è adoperato per creare movimenti d’opinione volti ad affrontare seriamente il tema della perdita dei posti di lavoro o dell’ uso sempre più importante della cassa integrazione. Di solito, queste situazioni, in passato hanno provocato manifestazioni e scioperi con la partecipazione di milioni di lavoratori. Oggi, il Censis, ci segnala che certo, con la crisi o quello che sembra, i consumatori sono più prudenti ma l’indice di fiducia è tornato a salire dopo i mesi bui della fine del 2008. Cala l’inflazione grazie anche alla diminuzione del prezzo dei carburanti (benzina e riscaldamento) e dei mutui. Contestualmente si registra la timida crescita di molti beni che i tecnici definirebbero voluttuari. Infatti, ristoranti ed agenzie di viaggio non segnalano particolari flessioni e questo potrebbe essere interpretato come un segnale di solidità delle famiglie e di buona gestione dei bisogni. Una cena oppure un viaggio continua a rappresentare l’esigenza di ritrovare un emozione e se gli italiani, non fanno segnalare, su questo fronte alcuna flessione, oltre ad essere degli inguaribili romantici dimostrano di avere anche fiducia in una prossima ripresa. Certo che in futuro, chi vorrà vendere i suoi prodotti o vorrà creare consenso dovrà innanzitutto provocare emozioni perché a queste difficilmente si potrà rinunciare.

mercoledì 25 febbraio 2009

Direttori del personale o di risorse?

Quando vado ai convegni dove si raduna questa "specie" di lavoratori, sono sempre incuriosito da cosa diranno e come. Ci sono direttori del personale con approcci dialettici obsoleti ed antiquati che usano sempre le stesse parole e sviluppano riflessioni nate negli anni ’70 (Es. Fiat) ed altri che in maniera brillante rappresentano orientamenti volti alle persone e non alle risorse.
Analisi dei processi interaziendali, individuazione dei talenti, formazione ed informazione, job description, clima aziendale ed altre cazzate simili sono le parole chiavi più citate. Spesso, questi personaggi, dichiarano di essere manager con la porta sempre aperta ed attenti alle esigenze della popolazione aziendale:non è vero! Tanti, in Italia, hanno ancora un visione ispettiva della gestione del personale. Sono attenti ai piccoli dettagli:quante pause per fumare, il dipendente ha comunicato in tempo il periodo di malattia, la rilevazione delle presenze, ecc. Inoltre, si divertono a presentare analisi del clima aziendale e titolano le loro slide: “Incontro annuale con gli impiegati”! Nulla di più umiliante ed offensivo! Ma come, una volta l’anno? E poi perché specificare “impiegati”? Tanti, troppi direttori del personale si dimenticano la funzione più semplice che gli viene richiesta: l’ascolto. Sembra che in questi tempi, dove prevale la comunicazione cibernetica, ci si affida troppo alle email oppure alle bacheche aziendali (accidenti a chi le ha inventate!). Recentemente, un responsabile del personale di un’azienda di servizi mi ha chiesto un suggerimento per poter far giungere ai dipendenti una serie di informazioni ed attività svolte dall’azienda sul mercato. Quando gli ho suggerito che il modo migliore, a mio avviso, sarebbe stato quello di riunire i dipendenti con cadenza bimestrale e raccontare cosa e come, mi ha risposto che era complesso, meglio un’area dedicata alle news sulla bacheca aziendale?! Spesso si dimentica che l’azienda è un insieme di beni, persone e servizi volti al raggiungimento di un fine e le persone hanno competenze, intuizioni ma vivono stati d’animo che influenzano la capacità di interpretare il proprio ruolo con consapevolezza, autonomia ed identificazione. L’ascolto delle esigenze ed il confronto face to face non può prescindere da un ruolo che si definisce responsabile del personale perché sono le persone l’elemento principale di un azienda. Per favore non chiamiamole risorse!

martedì 24 febbraio 2009

Italiani che fanno "ammuina" (confusione)

UN POPOLO DI EROI DI SANTI DI POETI DI ARTISTI DI NAVIGATORI DI COLONIZZATORI DI TRASMIGRATORI. Sul Palazzo della Civilta' del lavoro, a Roma Eur, campeggia la frase che Mussolini pronunciò in un discorso del 1935, all'inizio della conquista dell'Etiopia, parlando del popolo italiano, apportatore di civiltà nei secoli a tutto il mondo.
Dopo settantaquattro anni si potrebbe aggiungere alla frase che gli italiani sono anche beffeggiatori perché il passatempo preferito non è lo sport ma è l’insultare gli altri: avversari politici in particolar modo. Cosa grave, perché la politica serve a condurre il Paese e quindi dovrebbe essere una cosa seria ma in Italia proprio non è. L’ultima che ho sentito è la dichiarazione di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, su Dario Franceschini, neo segretario del Pd: invece di un diplomatico benvenuto, lo ha mandato subito a stendere, perché ha osato fare un discorso antiberlusconiano.
Anche Giacomo Leopardi scriveva nel 1824: “In Italia la principale e la più necessaria dote di chi vuole conversare è il mostrar colle parole e coi modi ogni sorta di disprezzo verso altrui, l’offendere quanto più si possa il loro amor proprio”. Insomma, siamo in un Paese dove non si discute con pacatezza ma si irride e si insulta l’interlocutore, un Paese dove non c’è convivenza civile ma un vivere insieme, costretto e forzato, in cui si divide e ci si azzuffa invece di collaborare al bene comune. Un Paese senza orgoglio nazionale dove si pensa a litigare e non a condividere, ad insultare e non a costruire. Eppure su 194 Paesi solo 30 fanno parte dell’OCSE, che raggruppano quelli che si distinguono per l’eccellenza nella produzione. L’Italia non solo né fa parte, ma è anche tra gli otto considerati più importanti. Dunque, possediamo le risorse per compensare quelle contraddizioni che sono tutte e solo nostre: è vero, ma abbiamo fatto nostro il detto: facimme ammuina (facciamo confusione) che sarebbe stato un comando contenuto nel Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie del 1841,e quindi, dove vogliamo andare?

lunedì 23 febbraio 2009

Apicella - Berlusconi: flop di vendite

Obama ha Springsteen, Berlusconi Apicella. Che differenza! Mariano Apicella, il noto cantore napoletano del nostro capo di governo non riesce a vendere i suoi dischi nonostante il prestigioso ispiratore, produttore nonché vocalist. Ma come è possibile? L’uomo a cui hanno dato il voto 13.629.069 italiani e che conta oltre 500 mila tesserati nel suo partito, non riesce a vendere 50 mila cd. Pochi vogliono sentirlo cantare (forse solo i magistrati sarebbero interessati) eppure, la musica, è stata la prima passione; quella con la quale raggranellava le prime paghette cantando sulle navi da crociera con paglietta di rito e Fedele Confalonieri al pianoforte. L’attività è proseguita per anni tra le mura private di Arcore con esibizione destinate ai soli amici più intimi. Il premier scese in campo musicale nel 2001 quando incontrò il posteggiatore del ristorante del Grand Hotel Vesuvio di Napoli e fu subito connubio musicale. Apicella fu messo subito sotto contratto per allietare le cene del Cavaliere, interpretare e collaborare ai testi di nuove canzoni da scrivere a quattro mani. Tuttavia, nonostante la grande visibilità non riesce a vendere più di Carla Bruni (80 mila copie) che pure ha fatto flop. Infatti, l’ultimo cd del duo Apicella-Berlusconi, intitolato Io donna, ha venduto solo 28 mila copie. A Sanremo ci hanno riprovato ma forse gli italiani non credono al detto: “Canta che ti passa !” Perché lui proprio non passa e non se né và.

domenica 22 febbraio 2009

Dario Frances…chi?

L’Italia ha bisogno di un' opposizione e questa ha bisogno di un leader capace di spiegare, programmare, far sognare e realizzare. Il Partito Democratico ha un leader? Oggi sembra di sì, almeno nominalmente, leggete cosa dichiara: “Nessun cambio di rotta, indietro non si torna, anzi si va avanti con rinnovato vigore e dando largo al nuovo. Ben vengano i consigli saggi dei 'big', ma anche loro devono fare un passo indietro. Non solo, devono capire che l'aria è cambiata, basta perciò con le critiche pubbliche - i panni sporchi si lavano in casa - con le lacerazioni e l'autolesionismo. D'ora in poi la parola d'ordine è unità - la stessa auspicata nei sindacati. E chi crede di poter 'manovrare i fili', sappia che non ci sono patti che reggano, "io non ho padrini nè protettori". E’ Dario Franceschini, ma chi è? Cinquantuno anni, di Ferrara fu, nel 2001 tra i fondatori della Margherita quindi membro del direttivo del Partito Democratico. Uomo moderato che ha condiviso, fin dall’inizio il progetto di Veltroni il quale dichiara: “C’è bisogno di freschezza, largo ai giovani e alle donne che provengono dalla gavetta”. Evviva! Evviva! Ma come la penseranno i dalemiani incavolati con i parisiani che contestano i lettiani che si oppongono ai veltroniani che controllano i fassiniani i quali sospettano dei bindiani che litigano con i rutelliani? Sarà forse necessario che all’interno del partito comincino a far pace con il cervello e poi con le alleanze. Ma siamo sicuri che Franceschini abbia il carisma e l'autorevolezza che servono a trainare il partito che dovrebbe rappresentare l'opposizione in Italia? Personalmente lo vedo un pò moscio!
Intanto, il settimanale americano “Time” incorona Matteo Renzi, il trentaquattrenne trionfatore alle primarie del Pd a Firenze e candidato alla poltrona di sindaco nelle elezioni del prossimo giugno, definendolo addirittura come “'Obama italiano” anche se non è "abbronzato"!
Perché? Perché è giovane, usa Facebook e le tecnologie di comunicazione più semplici per continuare a dichiarare con semplicità che è un politico e non fa miracoli. Torniamo a Franceschini, ma chi è?

sabato 21 febbraio 2009

Condomini pericolosi

Accadono cose strane nei condomini di Roma. Oggi è stato ritrovato in una valigia il corpo di un amministratore di condominio nel quartiere Aurelio. Trovato morto ammazzato, si suppone, a colpi di martello:agghiacciante! Possibile che nessuno ha sentito nulla? Con rispetto parlando per il defunto, le martellate fanno urlare se finiscono su un dito, figuriamoci se devono uccidere una persona! Nel mio condominio vivono quasi tutte persone tranquille, quasi. Direi che il silenzio è il “rumore” prevalente di questa palazzina, tanto che quando ci si incrocia nell’ascensore o sul pianerottolo, il “buongiorno” od il “buonasera” viene quasi sussurrato. Sono sei anni che ci vivo e praticamente non conosco nessuno se non il portiere che è, come da consuetudine, il giornalino condominiale, il quale sà tutto di tutti e lo dice a tutti ma anche lui lo fà… sussurrando. Eh si, che è strano! Ma la sorpresa maggiore l’ho avuta la scorsa settimana: l’inquilina del piano di sotto, una signora di circa cinquant’anni, nubile, nevrastenica e di brutto aspetto, insomma un’arpia, viveva con il padre, un anziano di circa 86 anni, burbero, scontroso e morto qualche giorno fa all’improvviso. Nel condominio nessuno sapeva nulla! Non un bigliettino, un annuncio, niente. Solo il portiere, figura notoriamente “discreta” aveva notato che l’anziano non si vedeva da qualche giorno e sussurrando una semplice domanda alla figlia, ha ricevuto una silente risposta: “è morto!”.
Che differenza con la solidarietà dei palazzi napoletani, dove il condominio è una vera comunità di persone che vivono e convivono, talvolta, in maniera invadente e rumorosa ma almeno la vita quotidiana pulsa di sensazioni, stati d’animo ed odori.

venerdì 20 febbraio 2009

Berlusconi corrompe, italiani corruttori?

Silvio Berlusconi ha corrotto David Mills per dire il falso davanti al Tribunale di Milano, anche se ha solo “donato” 600mila dollari. Questo, il principio stabilito dal giudice che ha inflitto quattro anni e sei mesi di reclusione all’avvocato inglese accusato di concorso in corruzione in atti giudiziari.
E’ necessario scriverlo affinchè la maggioranza degli italiani che ha votato e continua a votare il partito del Presidente del Consiglio lo sappia e lo ricordi bene.
Siamo in un paese democratico e se il popolo sovrano si riconosce nel suo leader bisogna adeguarsi. Tuttavia, mi chiedo: se Berlusconi, Capo del Governo Italiano è dichiarato da un Tribunale, in pratica, “corruttore”, lo sono anche coloro che l’hanno votato? Perché nonostante l’accusa, il corruttore non è stato condannato? A quest’ultima domanda è facile rispondere: grazie al Lodo Alfano, entrato in vigore, lo scorso 21 luglio, la legge impedisce di processare le cinque più alte cariche dello Stato. Anche se, la Corte Costituzionale (forse ad ottobre) stabilirà se la norma non lede il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. L’Italia è un bel paese. Gli italiani? Pure.

giovedì 19 febbraio 2009

Sabrina Ferilli tradita.

Caro Veltroni, Il Pd si è espresso contro il Lodo Alfano, contro le immunità che diventano impunità e perché mai garantisce, anche con i suoi voti, l’immunità ad un ex parlamentare che ha emesso non giudizi politici, ma insulti falsi ed infondati contro un privato cittadino? Per avere giustizia dovrei farmi eleggere in Parlamento? ”.
Sono le amare parole di Sabrina Ferilli tradita dal suo Pd che ha votato l’immunità per la Katia Bellillo, pasionaria di sinistra portata per lo scontro fisico e non solo.
La signora, pur di salvarsi da una condanna reclamata dall’attrice romana, ha invocato le sue ex prerogative di “onorevole” invocando l’immunità parlamentare. La Sabrina nostrana l’aveva denunciata per le velenose illazioni fatte su uno spot del 2005, a cui aveva preso parte come testimonial sul referendum abrogativo (la famigerata legge 40 sulla procreazione assistita). Ma la Bellillo ha ottenuto l’immunità con i voti dei deputati del Pd. L’attrice, per questo, affonda Veltroni con una lettera aperta, indicando il motivo per cui “la gente è schifata”: colpito ed affondato…nel mar di Sardegna!

mercoledì 18 febbraio 2009

Una digressione napoletana

Sabato 14 Febbraio, ho fatto un salto a Napoli, in una bella giornata di sole e vento di tramontana. Avevo bisogno di vedere i miei genitori ed istintivamente, quando mi sono svegliato, dopo un’intensa settimana milanese, ho infilato un paio di comodi pantaloni, un maglione e sono partito. In autostrada pregustavo il caffè e la sfogliatella, magari calda, come seconda colazione, diciamo pure come insolito aperitivo da consumare in quella pasticceria sotto casa dei miei. Ah, già sentivo il profumo dello zucchero di vaniglia che si sprigionava dalla sfoglia calda mentre guidavo sotto quella “palla” di tutor autostradale che è installato sulla Roma – Napoli. Eh, si che si và piano, tra i 130 ed 140 km, così che fai? Pensi le cose più strane, osservi il paesaggio, guardi le persone nelle auto che superi e loro ti restituiscono un’occhiata piena di solidarietà e comprensione.
Giunto a Fuorigrotta, mi era venuto in mente di salutare un amico a Bagnoli, allora prendo per viale Kennedy ma resto imbottigliato in un traffico da panico: tutti fermi appassionatamente. Vedevo sfilare auto e motorini dalla corsia opposta e subito la mia attenzione è attirata da un gruppo di tre scooter, cilindrata cinquanta, con sei ragazzi, tutti rigorosamente senza casco! Ero sorpreso, ma non finisco di seguirli con lo sguardo che mi passano davanti altri due… con il casco in mano! Pensavo, di averle viste tutte, ma ecco ciò che non mi sarei mai aspettato: in tre su un motorino! Un evento oramai raro come l'aurora boreale, giuro!
Sempre fermo nel traffico, volto lo sguardo e sul marciapiede vedo una signora. Altezza, intorno al metro e sessanta. Viso rotondo. Capelli riccissimi, folti e vaporosi, con parecchie striature argentee, non saprei dire se naturali o residui di mèche alla deriva. Trucco non eccessivo, ma quasi, quanto, basta per far rallentare i camionisti. Fronte larga. Sopracciglia folte. Occhi verdi e sguardo da topo, vigilissimo sui lati; di quelli che stanno sempre a localizzare un’altra uscita. Naso regolare, bocca piccola, piena di lucidalabbra e camicione Bahamas. Quanto alla corporatura, fino alla vita era normale; da lì in giù iniziava l’omino Michelen, ma con i pantacollant neri. Scarpe da ginnastica, cellulare in una mano e chiavi della macchina nell’altra. Insomma, un personaggio! Ma ecco che le auto riprendono a muoversi, peccato che si era fatto tardi: niente amico, così, con un inversione sono andato a far visita ai miei genitori.

martedì 17 febbraio 2009

Roma, un caffè con odore di storia.

Fredda la giornata di domenica 15 Febbraio a Roma, si facevano sentire i sette gradi con vento di tramontana ma il sole imperava ed una passeggiata andava fatta. Parcheggiata l’auto, mi sono infilato tra le viuzze di San Paolo alla Regola per sbucare in Campo dei Fiori, parzialmente in ombra, con i soliti turisti che a tutti i costi tentavano di prendere un po’ di sole. C’era qualcosa di diverso, di evidente tra i pellegrini che si aggiravano in questa piazza. Infatti, da un piccolo assembramento spuntavano dei cappellacci lunghi e verdi indossati da uomini con il viso pallido ma sorridente. Era facile identificarli, avevano anche la maglietta dello stesso colore, erano i supporters della nazionale di rugby irlandese che avrebbe giocato nel pomeriggio, allo stadio Flaminio di Roma contro l’Italia. Dopo un caffè a Piazza Farnese, nel bar all’angolo, ebbi modo di osservare quelle due splendide fontane poste una di fronte all’altra, costruite entro il 1626 per volontà della famiglia Farnese. Fu Girolamo Rainaldi (1570-1655), l’autore del progetto, infatti, le realizzò riutilizzando due monumentali vasche di età romana in granito egizio, già presenti sulla piazza. Ah, Roma, come ti giri, trovi un’ opera d’arte! Proseguii nel percorso e nell’osservazione fin quando, passi e pensieri mi fecero giungere a Piazza Navona, splendida ed incantevole, baciata da un sole freddo che produceva un effetto "lente d’ingrandimento": pochi coraggiosi turisti assistevano all’esibizione della banda dei vigili urbani, sotto la monumentale Fontana dei Quattro Fiumi . Impossibile non scattare qualche foto, le statue che compongono questa maestosa fontana hanno una dimensione maggiore di quella reale. I nudi rappresentano le allegorie dei quattro principali fiumi della Terra (Nilo, Gange, Danubio e Rio della Plata), uno per ciascuno dei continenti allora conosciuti, e nell'opera sono dei giganti in marmo appoggiati su uno scoglio in travertino. Ideata e plasmata dallo scultore e pittore Gian Lorenzo Bernini nel 1651 su commissione di Papa Innocenzo X, svettava imponente al centro di quello che una volta si chiamava Stadio Domiziano. Era ora di rientrare e ripercorrendo il lastrico di sanpietrini mi sembrava di attraversare il tempo, con lingue e dialetti che si mescolavano e fondevano in unica parola: Roma caput mundi.

lunedì 16 febbraio 2009

"Il Gasparri furioso" per una vignetta

Gasparri s' infuria per una vignetta di Vauro pubblicata nella trasmissione “AnnoZero” di Santoro. Non che Santoro mi sia particolarmente simpatico, anche se campano (è di Salerno) ma quando è stata pubblicata la vignetta ero anch’io sul canale della RAI. Navigando su internet, oggi scopro che l’On. Gasparri si è incavolato di brutto ma la notizia non sembra diffusa sui media istituzionali, mentre sui Blog italiani spopola, quindi la pubblico anch’io!
Le interviste di Gasparri sono sempre antipatiche, forse per il modo con cui pronuncia le parole da quella sua boccuccia a “vavosa” come dicono a Napoli, ovvero umida, rossa, insomma, che fa schifo a guardarla: ma se ci fate caso è la prima cosa che attira l’attenzione del telespettatore. Peccato che l'onorevole del Pdl non abbia senso dello humor!

domenica 15 febbraio 2009

Mastella, rieccolo!

Mi dimetto perché tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo”. Esattamente un anno fa Clemente Mastella pronunciava queste parole nell'Aula di Montecitorio. Erano le 10.45. Il ministro della Giustizia del governo Prodi annunciava le sue dimissioni con un discorso, forse il più difficile della sua vita. Ma poi “a volte ritornano”, lui nò, torna sempre! Ed eccolo con il suo faccione che ammicca giornalisti e fotografi: fà lo splendido e l’autoironico. Clemente Mastella si presenta alle elezioni amministrative ed europee nelle liste del centro-destra. Lo intervistano e s’infuria quando commenta la velenosa illazione sul “conto saldato da Berlusconi per aver fatto cadere il governo Prodi” ma ne approfitta per annunciare l’uscita, a giugno, del suo prossimo libro nel quale racconterà tutta la verità sulla vicenda. Ansia di chiarimento o intuizione marketing per generare attesa e vendere più libri ?
L’uomo che ha reso famosa in tutto il mondo Ceppaloni, ridente cittadina della provincia di Benevento, con circa tremila anime e delfino del potente Ciriaco De Mita, torna sul palcoscenico politico: sicuramente farà parlare di sé.

mercoledì 11 febbraio 2009

Lavoratori precari in estinzione.

La crisi economica colpisce i lavoratori atipici, quelli senza garanzie ovvero tutti coloro che negli ultimi mesi sono passati da flessibili a precari e da precari a disoccupati. La recessione sta sconvolgendo il mercato del lavoro, in particolare in Italia. Infatti, i quattro milioni di lavoratori con contratto atipico, difficilmente si vedranno trasformare in qualcosa di più stabile il loro rapporto con le aziende, anzi, purtroppo, il 2009 si annuncia l’anno dei licenziamenti: circa un milione. Così non và, la flex-security, come ultimamente tutto ciò che è anglofono non funziona nel nostro paese.
Atipico già suona male come definizione perché nasconde un’anomalia, è questa si sta manifestando in tutta la sua estensione per uomini e donne, prevalentemente giovani, come segnala il Censis, ovvero tutti coloro che hanno contratti a scadenza, quindi a tempo determinato, collaboratori coordinati ed a progetto, apprendisti, somministrati ed altri. Sono quelli per i quali il sistema degli ammortizzatori sociali, salvo qualche piccola eccezione, non prevede misure di sostenimento, quindi niente cassa integrazione! Ciò, si rivela sconcertante, perché difficilmente, se questi lavoratori resteranno in un contesto socio-economico estremamente instabile, troveranno a breve una collocazione e di conseguenza una pensione decente. Non mi risulta che il governo stia facendo qualcosa al riguardo se non quello di alimentare i consumi, ma questi, come si potranno sostenere se giovani e meno giovani non avranno come pagarli?

martedì 10 febbraio 2009

Motodays di Roma, moto ed over 40.

Dal 5 al 9 Febbraio si è tenuta a Roma la prima edizione del Motodays, la nuova manifestazione/evento che si pone un obiettivo importante: quello di diventare il focal point delle due ruote per il Centro Sud.
La Capitale, infatti, con circa 500mila motocicli circolanti possiede la più alta concentrazione di veicoli in Italia ed quindi migliaia sono stati i visitatori che si sono recati presso la Nuova Fiera di Roma. Tanti gli espositori: Honda, Piaggio, Aprilia, Bmw, Husqvarna, Gilera, Vespa, Ducati, Moto Guzzi, Peugeot, Harley Davidson, Yamaha, Suzuki, Kawasaki, ma rappresentati prevalentemente da concessionari locali. Aggirandomi tra i tre padiglioni, un po’ scarni a dire il vero, ho notato che solo Honda, Bmw, Aprilia e Suzuki erano rappresentate direttamente dalle case produttrici. Tantissimi i curiosi ed gli appassionati che si aggiravano con quell’andamento claudicante tipico di chi ha vissuto una vita sulle due ruote. Credevo di trovare prevalentemente giovani e giovanissimi, invece molti erano gli over 40 presenti negli stand che, più eccitati, esaminavano ed assaporavano le novità delle due ruote. Infatti, osservando i frequentatori del Motodays ho notato che i giovani erano interessati più alle modelle che alle moto, mentre, con qualche eccezione, non era così per gli “attempati”. Transitando nello stand della Vespa sono stato placcato da un veterano che, notando la mia macchina fotografica, con un luminoso sorriso mi ha chiesto di scattare una foto con i suoi amici, già messisi in posa accanto ad una avvenente ma elegante signorina, vestita di bianco e di perle. I tre erano “ben conservati” ed avevano negli occhi quella spensieratezza degli adolescenti che oggi è difficile trovare. Chissà, forse hanno rivissuto la gioia dei loro anni ritrovandosi per un giorno. Una scena che da sola valeva i quindici euro del biglietto, un prezzo, forse, non ancora giustificato dalla qualità della I° edizione del Motodays romano.

lunedì 9 febbraio 2009

Il Tiranno Berlusconi.

Non sa niente, e crede di saper tutto. Questo fa chiaramente prevedere una carriera politica (George Bernard Show). Il nostro paese è sotto un tiranno? A giudicare da ciò che si sente in giro, sembra proprio di si! Prima con il lodo Alfano poi con le insolenti dichiarazioni verso la Costituzione ed il Capo dello Stato, si sta dimostrando che il potere fa e disfa le leggi consicurezza d’impunità”.
L' affermazione tra virgolette emerge dal saggio "Della tirannide" di Vittorio Alfieri. Infatti, questi affermava : “Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d’impunità”. Ma quanto fu lungimirante ciò che scrisse prima del 1800 questo scrittore? Alfieri, poeta e drammaturgo, puntualmente presente nei piani di studio delle nostre scuole superiori, continua incessante: “Non solamente dunque è tirannide ogni governo, dove chi eseguisce le leggi, le fa; o chi le fa, le eseguisce: ma è tirannide piena altresì ogni qualunque governo, in cui chi è preposto all’eseguire le leggi non dà pure mai conto della loro esecuzione a chi le ha create”. Non c'é nulla che sia buono o cattivo: a renderlo tale è il pensiero (William Shakespeare).

domenica 8 febbraio 2009

Pericolo salute, grazie a n. 154 Senatori della Repubblica Italiana

Il decreto sulla sicurezza, approvato al Senato, oltre ad istituire un barbaro registro dei clochard, che avvia, di fatto, la schedatura di massa per dei poveri barboni che vivono di elemosina, contiene un’altra serie di porcherie che mi mettono in imbarazzo come italiano. Si chiede ai medici di denunciare i clandestini che ricorrono alle loro cure. Una norma che va contro l’etica, la deontologia e paradossalmente contro il principio base della tutela della salute pubblica. Infatti, questa sciagurata disposizione produrrà sicuramente un “effetto paradosso”: l’ irregolare potrebbe non rivolgersi alla struttura sanitaria per paura di essere denunciato e così non si potrà più vigilare sulla salute pubblica. Complimenti ai n. 154 senatori della Repubblica Italiana che hanno votato:si! “Fenomeni politici” che, per un populismo da quattro soldi, si lanciano in campagne di “pulizia etnica” rischiando di provocare una catastrofe sanitaria ed una sanità clandestina gestita da gruppi di fanatici extracomunitari senza scrupoli. Cosa potrebbe quindi avvenire? Poveri disgraziati, senza permesso di soggiorno, si terranno le loro malattie e le trasmetteranno agli altri cittadini, magari proprio a quegli “ariani” della Lega provocando vere e proprie epidemie. Da tempo, negli ospedali di tutto il paese si registrano malattie che non si presentavano da anni; notizie che si erano solo sussurrate: colera e tubercolosi, ed ora?

giovedì 5 febbraio 2009

Il vero Dott. House esiste.

Gli americani, si sa, sono un popolo dalle infinite risorse, ma pensare che un network importante, come la Cnn, si metta a cercare il vero “Dott House”, l’equivalente della nota serie televisiva, conferma che, a volte, non hanno un cavolo da fare.
E’ il dott. Gahl, responsabile del programma Malattie NON Diagnosticate all’Istituto di ricerca sanitaria del Maryland. In pratica il dottore dei casi disperati, quelli veri, dove altri esimi specialisti non sono riusciti ed esercita la sua professione scegliendo (in proporzione di uno a venti) quelli a cui cercare una soluzione e forse una speranza per un futuro migliore. Tra lui ed il mitico dott. House, c’è una grande differenza: il dott. Gahl, in molti casi si deve arrendere mentre il medico zoppicante è infallibile. Quest’ultimo, egoista, cinico ed a tratti sadico, è un esibizionista antipatico, il cui ego è esaltato dalle cattiverie e dai dispetti che vengono ostentati con grande fascino. Il dottore del Maryland fa gioco di squadra, non miracoli ed ha a che fare con la morte, quella vera, che addolora e fa piangere. Chi preferire? Sembra quasi scontato, meglio l’illusione di un felice epilogo che il realismo triste e doloroso di un decesso. Ed allora, preferisco quell’antipatico, sciupa femmine dell’ dott. House, almeno è come una pillola di felicità, finito l’effetto si torna con i piedi per terra.

Non avevo capito niente

E’ il titolo dell’ultimo libro di Diego De Silva, scrittore napoletano, già vincitore, nel 2001, del premio selezione Campiello ed ora con questo libro si piazza tra le migliori selezioni della narrativa italiana.
Un libro ironico ed esilarante che narra di Vincenzo Maliconico, avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome come fossero persone di famiglia. La sua famiglia vera, del resto, è allo sfascio:la moglie l’ha lasciato, i due figli adolescenti, amatissimi, hanno i loro sogni ed i loro guai.
A Vincenzo Malinconico capitano improvvisamente due miracoli. Il primo è una nomina d’ufficio, grazie alla quale diventa difensore di un becchino di camorra, Mimmo ‘o Burzone, e si trova coinvolto in un’avventura processuale rocambolesca.
Il secondo miracolo si chiama Alessandra Persiano:la donna più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita ed il frigorifero. Ma il vero miracolo è il pensiero storto ed irresistibile di Vincenzo, che riflette su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, seducendoci, di deriva in deriva, fino in fondo. Un libro da leggere per sorridere e riflettere su una filosofia tutta partenopea. Edito da Einaudi, prezzo copertina € 16,00.

mercoledì 4 febbraio 2009

Assassini e dovere di cronaca

A Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli si continua a sparare, oramai è diventato far west. Si spara e si ammazza: non importa se la vittima era un politico, non importa se era in compagnia del figlio tredicenne, non importa se intorno c’erano tanti passanti. Una vera esecuzione, come nel far west, solo che invece di ronzini, i sicari hanno cavalcato una moto ed invece dei fazzoletti per mascherare il volto hanno usato i caschi. Quindici colpi sparati da un calibro 9x21 parabellum, gli assassini volevano esser certi che l’ uomo, Luigi Tommasino, non respirasse più. Il figlio tredicenne che gli era accanto, recitano le cronache, è rimasto illeso, forse nel corpo perché quel ragazzo resterà segnato nell’anima per tutta la vita. Ma come fanno a dire illeso? Gli hanno ammazzato il padre sotto gli occhi, lo avrà visto accasciarsi sotto una pioggia vigliacca di proiettili, sentendo i colpi che squarciavano il corpo del genitore. I giornalisti, pur di pubblicare, pur di evidenziare si spingono a cercare su Facebook la vittima, scoprendo e scrivendo che era fan di Giovanni Paolo II, Brunetta e Berlusconi, pur essendo del Pd. E lo scrivono pure? Ma dov’è l’etica, fino a dove arriva il dovere di cronaca, sono giornalisti o pubblicisti? Mah!

martedì 3 febbraio 2009

Oggi questo Blog compie un anno.

Non avrei mai pensato di scrivere per tanto tempo e con questa frequenza. N. 326 post, n. 18.630 visitatori e n. 29.100 pagine visitate. Molti mi hanno chiesto come è nata l’idea, l’esigenza di scrivere su un Blog e soprattutto perché? Nel gennaio 2008 quotidiani e media cominciavano a sparare a zero su Napoli e sui napoletani a causa dell’ennesimo bubbone sociale: l’immondizia. Se da una parte ero mortificato, essendo un napoletano che vive a Roma, dall’altra germogliava in me l’ indignazione per le note responsabilità politiche del Governatore Antonio Bassolino e del Sindaco Rosa Russo Iervolino. Il desiderio di esprimere lo sdegno, a volte l’ira, per il conclamato lassismo politico-civile della società napoletana è stata la causa per cui ho deciso di aggiungere la mia voce ad un coro che già cantava, da molto tempo, marce e stornelli.
Una città che di bello ha, solo il panorama e la sensibilità di quei cittadini che, ogni mattina si alzano per recarsi al lavoro, pagano le tasse, soffrono per le code del traffico, piangono, ridono e sono continuamente costretti a sottostare ad un silenzioso regime di sottomissione culturale e civile. Uno stato di cose provocato da inetti e delinquenti che sotto l’abito della domenica, diventano politici per candidarsi al nuovo rinascimento cittadino ma che nascondono solo la brama di gestire clientelismo e malaffare.
Ecco ciò che mi fatto diventare un Blogger. Internet resta ancora un luogo dove tutti possono esprimere idee ed opinioni senza censura e manipolazione come oramai avviene su quotidiani e televisioni. Grazie a questo impulso di denuncia, ho quindi scoperto il piacere della scrittura, della comunicazione e del commento, informando ed esprimendo convinzioni, idee e pensieri. Qualcuno mi ha chiesto per chi scrivo. La mia risposta?: “Per me stesso”. Ma è necessario che formuli i miei ringraziamenti a tutti coloro che lasciano commenti, pareri e critiche perchè così facendo alimentano in me il privilegio di sentirmi seguito, letto, discusso. Buon compleanno blog, buon compleanno Napoletaniaroma.

lunedì 2 febbraio 2009

Crisi economica come nella peste dei Promessi sposi

Come è attuale il Manzoni quando racconta nei suoi Promessi sposi della peste. Sembra lo stesso percorso di comunicazione e di "conseguenze" inaugurato dalla grave crisi economica che attanaglia l’Italia ed il mondo dallo scorso anno. Il capitolo XXXI dei Promessi Sposi è tutto dedicato alla descrizione della prima diffusione dell’epidemia di peste che colpisce Milano e la Lombardia e che servirà da premessa storica allo svolgimento della vicenda del romanzo. Leggendo i passaggi che seguono e pensando a come si è presentata la crisi finanziaria ed economica mondiale, si trovano straordinarie ed attuali coincidenze.
"In principio dunque, non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo. Poi, febbri pestilenziali: l'idea s'ammette per isbieco in un aggettivo. Poi, non vera peste, vale a dire peste sì, ma in un certo senso; non peste proprio, ma una cosa alla quale non si sa trovare un altro nome. Finalmente, peste senza dubbio, e senza contrasto: ma già ci s'è attaccata un'altra idea, l'idea del venefizio e del malefizio, la quale altera e confonde l'idea espressa dalla parola che non si può più mandare indietro.
Non è, credo, necessario d'esser molto versato nella storia dell'idee e delle parole, per vedere che molte hanno fatto un simil corso. Per grazia del cielo, che non sono molte quelle d'una tal sorte, e d'una tale importanza, e che conquistino la loro evidenza a un tal prezzo, e alle quali si possano attaccare accessòri d'un tal genere. Si potrebbe però, tanto nelle cose piccole, come nelle grandi, evitare, in gran parte, quel corso così lungo e così storto, prendendo il metodo proposto da tanto tempo, d'osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare.
Ma parlare, questa cosa così sola, è talmente più facile di tutte quell'altre insieme, che anche noi, dico noi uomini in generale, siamo un po' da compatire".
Al tempo di Manzoni, il Seicento era considerato uno dei secoli più bui della storia italiana, segnato dalla dominazione straniera, da tragici eventi come la carestia e la peste e dal degrado morale della classe dirigente. Allo scrittore sembrava perciò un periodo ideale per ambientarvi un romanzo romantico il cui obiettivo era quello di commuovere e far riflettere il lettore. Allo stesso tempo, però, la scelta di raccontare un’epoca di soprusi e raggiri legislativi (le famose “grida”) a danno degli umili alludeva anche alla situazione della Lombardia contemporanea, analogamente oppressa dalla dominazione austriaca. Com' è attuale Manzoni!

domenica 1 febbraio 2009

Parità uomo donna: in Italia dové?

Barak Obama ha firmato, il 29 Gennaio, la prima legge del suo mandato per la parità tra uomo e donna sul lavoro, rafforzando il principio che tutte le persone sono create uguali e meritano di ricevere pari opportunità. La legge è dedicata a Lilly Ledbetter, una lavoratrice che scoprì di ricevere una paga inferiore solo per il fatto di essere donna. In Italia, la discriminazione retributiva è un fenomeno molto diffuso perché ci sono tante donne che ricoprono gli stessi incarichi, (spesso con maggiore produttività ed intelligenza) dei colleghi maschi ma sono frequentemente osteggiate, non solo da un punto di vista economico - salariale. Conosco donne molto più idonee a ricoprire ruoli tipicamente di appannaggio dei maschietti. Infatti, per esempio, perché i direttori amministrativi sono prevalentemente uomini? Questi maschietti-lavoratori sono spesso frustati e corrosi da una misticanza di stati d’animo che vanno dall’invidia alla gelosia, dalla maldicenza alla smania di essere protagonisti e quando si confrontano con le colleghe donne, covano spesso propositi di rivalsa, avvolte, di rappresaglia. Storie italiane. Il gesto di Obama non è solo simbolico; è noto che gli USA sono il paese degli avvocati e delle storiche azioni legali. Ci sarà da scommettere che con la legge appena sottoscritta sulle pari opportunità, aziende e direttori del personale americani, faranno più attenzione alla gestione delle retribuzioni. Quando ho letto la notizia, mi sono chiesto perché mai la nostra “sinistra” italiana non cavalca un diritto civile come quello della vigilanza sulla parità tra lavoratore-lavoratrice: troppo banale ed attuale?

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