Daniel Goleman nel suo best seller “L’intelligenza emotiva” sosteneva che esiste una particolare forma di intelligenza che può aiutare tutti noi ad affrontare un mondo sempre più complesso, violento, difficile da decifrare. L’intelligenza emotiva consente di governare le emozioni ed indirizzarle verso direzioni più vantaggiose. E’ la capacità di capire i sentimenti degli altri al di là delle parole. Ma esiste anche l’altra faccia della medaglia ovvero persone che non riescono a governare stati d’animo, turbamenti, suggestioni, generando intorno a loro, incomprensioni, sfiducia e pessimismo. Quando poi, ciò accade nel mondo del lavoro diventa ancora più drammatico perché emerge una incapacità di adattamento, di cambiamento e quindi di proposizione per condividere soluzioni che dovrebbero produrre beneficio ai colleghi, ai collaboratori e quindi all’azienda tutta. Chi sono questi? Manager che ho già definito “portatori sani di incompenza” persone e professionisti che fanno molta fatica a capire che è necessario cambiare per migliorare, prima se stessi e poi le perfomance dell’azienda per cui lavorano. Li riconoscerete subito, sono coloro che ad ogni nuova proposta, ipotesi di innovazione, sperimentazione dicono sempre no! Perché sono ancorati alla conoscenza del passato, temono di perdere il controllo, provano insicurezza per quello che li aspetta e non sono mai pronti alle sfide del futuro. Galleggiano, non si rendendo conto che, così facendo, sterilizzano lentamente se stessi e chi li segue. Ecco, questa è l’ignoranza emotiva.
domenica 27 settembre 2009
L’ignoranza emotiva
Daniel Goleman nel suo best seller “L’intelligenza emotiva” sosteneva che esiste una particolare forma di intelligenza che può aiutare tutti noi ad affrontare un mondo sempre più complesso, violento, difficile da decifrare. L’intelligenza emotiva consente di governare le emozioni ed indirizzarle verso direzioni più vantaggiose. E’ la capacità di capire i sentimenti degli altri al di là delle parole. Ma esiste anche l’altra faccia della medaglia ovvero persone che non riescono a governare stati d’animo, turbamenti, suggestioni, generando intorno a loro, incomprensioni, sfiducia e pessimismo. Quando poi, ciò accade nel mondo del lavoro diventa ancora più drammatico perché emerge una incapacità di adattamento, di cambiamento e quindi di proposizione per condividere soluzioni che dovrebbero produrre beneficio ai colleghi, ai collaboratori e quindi all’azienda tutta. Chi sono questi? Manager che ho già definito “portatori sani di incompenza” persone e professionisti che fanno molta fatica a capire che è necessario cambiare per migliorare, prima se stessi e poi le perfomance dell’azienda per cui lavorano. Li riconoscerete subito, sono coloro che ad ogni nuova proposta, ipotesi di innovazione, sperimentazione dicono sempre no! Perché sono ancorati alla conoscenza del passato, temono di perdere il controllo, provano insicurezza per quello che li aspetta e non sono mai pronti alle sfide del futuro. Galleggiano, non si rendendo conto che, così facendo, sterilizzano lentamente se stessi e chi li segue. Ecco, questa è l’ignoranza emotiva.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


1 commenti:
L'ignoranza emotiva come contraltare dell'intelligenza emotiva. Nonostante la prima porti a evidente masochismo .Il confronto penso abbia visto sempre la intelligenza in difesa, e spesso in..difesa.
Ma negli ultimi anni addirittura in rotta . L'umanità alla guida, l'ho segnalata come simbolo e metafora di un'ignoranza emotiva trionfatrice, e non tanto per i comportamenti che ci sono sempre stati, ma per la frequenaza percentuale di essi : praticamente il 90% di chi guida, e torno a sfidare le autorità una prova con auto anonime anche solo di una mattinata su strade regionali e preovinciali . Ma ora i segnali si moltiplicano con l'assessore che per iscritto propone un patto ricattatorio al cittadino che chiede un intervento. E personaggi con responsabilità di governo che non si cautelano più nei loro vizi privati ( che non ho alcuna intenzione di condannare, ma solo di ricordare la frase illuministica: una sola cosa è peggiore del delitto, ed è l'errore ) . C'è ormai ben peggio del marcio di una volta: c'è l'ignoranza emotiva neanche nascosta.
Posta un commento