Nel nostro bel paese sembra che molti ignorano le registrazioni piccanti di quel marpione del nostro Presidente del Consiglio. La maggior parte dei tg delle reti, sia Rai, Mediaset che La 7 non ha dato notizia che il settimanale l’ Espresso ha pubblicato sul suo sito le trascrizioni delle registrazioni fedifraghe. Qualcuno potrebbe segnalare che, siccome, le registrazioni erano disponibili su internet e la stampa ne aveva già parlato, c’era poco da annunciare in un passaggio su un tg. Forse non è così. In Italia meno di un terzo della popolazione ha accesso alla rete ed anche quando è arrivata internet, solo un italiano su dieci compra abitualmente un quotidiano. Certo, qualche pettegolezzo è venuto fuori ma la maggioranza non conosce i particolari della vicenda.Una cultura dell’informazione piuttosto scarsa, tipica forse di regimi autoritari dove si evidenzia ancora di più la diversità sociale tra ricchi e poveri. I primi leggono il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa e Il Messaggero e possono accedere ad internet. I poveri, molto più numerosi, guardano i tg, in qualche modo controllati direttamente o indirettamente, non solo dalla politica. Allora mi chiedo: siamo un paese davvero d-e-m-o-c-r-a-t-i-c-o? Prima della caduta del muro di Berlino, una parte della Germania est comunista, nella zona di Dresda, era chiamata “la valle degli ignari”, perché i suoi abitanti non riuscivano a ricevere il segnale delle tv occidentali e dovevano accontentarsi dell’informazione di regime. La loro visione del mondo era quella fabbricata dal governo. Corsi e ricorsi storici?


0 commenti:
Posta un commento