Oggi giornata calda ma calda davvero. Trentacinque gradi, Protezione Civile allertata nel Lazio che divulga comunicati inquietanti: “recatevi nei centri commerciali”. A Fregene beach, quando arrivi in spiaggia si svolge la solita liturgia: fai sistemare dal bagnino il prezioso lettino, ti guardi intorno per vedere chi sono i vicini, identifichi il tuo perimetro e mentre ti svesti, noti i soliti curiosi, uomini e donne, che fanno finta di leggere il quotidiano ma in realtà ti scrutano per vedere se hai la ciccia, se porti un costume di marca, insomma per capire chi sei. Il problema è che sono bianco come un pollo appena spennato e non ho nemmeno un tatuaggio, quindi, una volta in costume, voilà eccomi svelato. Mi guardo intorno, vigliacco se ci fosse qualcuno come me! Tutti hanno un tatuaggio, tribale, floreale, lemmatico. Io niente. Vabbè meglio così, il tipo strano sarò io che ha qualcosa che gli altri non hanno. Disteso ed incremato inizia la processione, arriva la cinese: “Massagio?” il marocchino “Tre euro,tre euro”, il senegalese “Orologgio, vu cumprà”, il vietnamita “Achilone”, il nigeriamo “CD, amico?”. Mi manca tanto il napoletano che urlava: “Coccoooo, coccobelloooo!”, ma che fine avrà fatto?Giornata calda a Fregene beach, meno male che si è alzato il vento e con questo il mio stato d’animo.


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