mercoledì 25 febbraio 2009

Direttori del personale o di risorse?

Quando vado ai convegni dove si raduna questa "specie" di lavoratori, sono sempre incuriosito da cosa diranno e come. Ci sono direttori del personale con approcci dialettici obsoleti ed antiquati che usano sempre le stesse parole e sviluppano riflessioni nate negli anni ’70 (Es. Fiat) ed altri che in maniera brillante rappresentano orientamenti volti alle persone e non alle risorse.
Analisi dei processi interaziendali, individuazione dei talenti, formazione ed informazione, job description, clima aziendale ed altre cazzate simili sono le parole chiavi più citate. Spesso, questi personaggi, dichiarano di essere manager con la porta sempre aperta ed attenti alle esigenze della popolazione aziendale:non è vero! Tanti, in Italia, hanno ancora un visione ispettiva della gestione del personale. Sono attenti ai piccoli dettagli:quante pause per fumare, il dipendente ha comunicato in tempo il periodo di malattia, la rilevazione delle presenze, ecc. Inoltre, si divertono a presentare analisi del clima aziendale e titolano le loro slide: “Incontro annuale con gli impiegati”! Nulla di più umiliante ed offensivo! Ma come, una volta l’anno? E poi perché specificare “impiegati”? Tanti, troppi direttori del personale si dimenticano la funzione più semplice che gli viene richiesta: l’ascolto. Sembra che in questi tempi, dove prevale la comunicazione cibernetica, ci si affida troppo alle email oppure alle bacheche aziendali (accidenti a chi le ha inventate!). Recentemente, un responsabile del personale di un’azienda di servizi mi ha chiesto un suggerimento per poter far giungere ai dipendenti una serie di informazioni ed attività svolte dall’azienda sul mercato. Quando gli ho suggerito che il modo migliore, a mio avviso, sarebbe stato quello di riunire i dipendenti con cadenza bimestrale e raccontare cosa e come, mi ha risposto che era complesso, meglio un’area dedicata alle news sulla bacheca aziendale?! Spesso si dimentica che l’azienda è un insieme di beni, persone e servizi volti al raggiungimento di un fine e le persone hanno competenze, intuizioni ma vivono stati d’animo che influenzano la capacità di interpretare il proprio ruolo con consapevolezza, autonomia ed identificazione. L’ascolto delle esigenze ed il confronto face to face non può prescindere da un ruolo che si definisce responsabile del personale perché sono le persone l’elemento principale di un azienda. Per favore non chiamiamole risorse!

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai pienamente ragione! Direttori o pseudo-tali, i c.d "grandi capi di qualche cosa", fanno pure qualche riunione e dopo aver esposto con autorità cio' che gli sta a cuore, quando sono le "risorse umane" a raccontare "cosa e come", si mettono a trafficare con i telefonini di ultima generazione e quelli fissi o si alzano e se ne vanno...dove? Mistero.
Non occorrerebbe la sensibilità (termine sempre più impropriamente usato) ma solo il semplice rispetto e non occorrerebbe l'ascolto, anch'esso tanto di moda, ma semplice educazione tra le persone.
Per capire effettivamente le situazioni sarebbe opportuno: ascoltare il linguaggio verbale e allo stesso tempo osservare anche quello gestuale e tanti altri piccoli segnali!
Questo "Ascolto" è un utopia troppo impegnativa! Dopo, si lamentano quando gli scoppiano le bombe tra le mani!
Ma sai com'è...predicare bene non costa nulla...a nessuno di noi.
Zahir

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