Un cardillo se né va: si è dimesso Enrico Cardillo, assessore al Bilancio di Napoli, decisione, sembra, dalle dichiarazioni di Rosetta Russo Iervolino, maturata da tempo. L’ex assessore era stato coinvolto nei mesi scorsi nell’inchiesta giudiziaria per le consulenze al Piano strategico ma lo stesso esclude qualunque collegamento tra la sua decisione e l’indagine. Era stato inquisito per concorso in abuso d’ufficio e truffa ai danni dello stato perché avrebbe assegnato diverse consulenze senza adeguata pubblicità e, soprattutto, nonostante il Comune disponesse delle professionalità adeguate per farvi fronte. Tuttavia, per motivi strettamente personali, l’ex assessore lascia la politica dopo 30anni di militanza, di cui gli ultimi otto al fianco del Sindaco Iervolino. Era da tempo che Cardillo aveva confidato in gran segreto al Sindaco la volontà di abbandonare il suo mandato e “cambiare vita”.
Si impicca Giorgio Nugnes, 48 anni del Pd, ex assessore alla Protezione Civile del Comune di Napoli. Era finito in carcere con l’accusa di esser stato il regista della protesta di Pianura contro l’apertura della discarica. Esiste un enorme sproporzione tra il gesto compiuto e le accuse che gli venivano rivolte. Lo dice il Sindaco Iervolino e lo conferma anche il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore che dichiara:" Non credo che il motivo scatenante del gesto sia l’inchiesta sulla vicenda di Pianura”. Solo Bassolino dichiara che il “..perché resta senza risposta e sembra non bastare”. Curiose coincidenze: il 28/11/08 si è dimesso il "potente" Assessore al Bilancio ed alle Aziende partecipate della città di Napoli, Enrico Cardillo:indagato. Nella giornata del 29/11/08 si è impiccato l' ex Assessore alla Protezione civile ed ai Cimiteri, Giorgio Nugnes:indagato.
Qualcosa succede al Comune di Napoli!
domenica 30 novembre 2008
Qualcosa succede al Comune di Napoli
giovedì 27 novembre 2008
Facebook può essere una trappola?
Facebook, come noto offre la possibilità di entrare in contatto con altre persone ma bisogna accettare di non avere più veli e condividere tutto con tutti. Chi si iscrive porta in dote i propri amici, accetta che questi siano noti a tutti, espone se stesso ai giudizi altrui, rende noto a tutti quello che ritiene di essere e quello che ritiene di volere. Un network come la piazza del paese, in cui tutto va condiviso, nessun segreto rimane tale, nessuna conoscenza resta esclusiva. Chiunque può rintracciarti, certo un iscritto può accettare o rifiutare un’amicizia ma un “no” è comunque una scelta di relazione:se qualcuno non riuscirà a farsi accettare come amico, potrà comunque considerarsi un tuo nemico. Ma, a mio avviso, la cosa più inquietante è che qualcuno si possa iscrivere con il tuo nome e parli perfino a tuo nome oppure che un futuro datore di lavoro possa cercare tra le tue relazioni e le tue amicizie per capire, conoscere, giudicare, selezionare: Facebook può essere una trappola?
mercoledì 26 novembre 2008
Questo non è Chanteclair!
Se i delinquenti ci provano le casalinghe vigilano! Quelle della provincia di Roma sono toste ed hanno aiutato, con i loro reclami, a sgominare una banda di falsari di detersivo, quello del “gallo pulito”, insomma lo Chanteclair di Marsiglia.
Con le loro proteste alla casa produttrice del profumato detersivo hanno rivendicato quanto la martellante pubblicità inneggia: il bucato bianco e pulito, urlato con un jingle famosissimo. Ai chimici della fabbrica francese è bastato poco per capire che nei flaconi c’era un altro prodotto:sconosciuto falso e miscelato vicino Roma. Infatti sulla via Casilina hanno trovato un capannone con dentro 34mila confezioni del noto detersivo. Le nove persone denunciate per ricettazione e contraffazione (nessun napoletano tra loro!) si sono giustificate dichiarando di aver agito a causa della crisi economica che ha messo in difficoltà la loro attività: mannaggia stè casalinghe!
martedì 25 novembre 2008
Veltroni è la stagione che non arriva
Sembra che il congresso del Pd sia già cominciato, come hanno rivelato gli insulti reciproci di questi giorni sulla vicenda Villari e le polemiche sul “pizzino” di Nicola Latorre. Ormai nel Pd sembrano convivere ed in maniera disastrosa due partiti paralleli. Red continua ad aprire nuove sedi, giovedì scorso a Roma si è inaugurato Red centro, quasi da contraltare del circolo del Pd in centro a Via dei Giubbonari (ex storica sezione del Pci). Oltre ai dalemiani, contro il segretario si stanno schierando anche altri pezzi grossi del partito. C’è Rosi Bindi che ha fatto anche scendere in campo Giovanni Bachelet in contrapposizione al veltroniano Roberto Morassut, nella corsa per la segreteria del Lazio e con i dalemaniani è anche Enrico Letta che si è stufato e parla di “deromanizzare il partito, dare garanzie di pluralismo interno, dare spazio alle voci, anche alle fondazioni. Forse si riferiva alla “novità” Irene Tinagli ricercatrice di Pittsburgh che si è dimessa dalla Direzione nazionale del partito, sbattendo la porta. Trentaquattro anni, una cattedra all’Università di Pittsburgh, studiosa dei rapporti tra innovazione e sviluppo, consulente per gli Affari economici e sociali dell’Onu,dichiara che “la stagione nuova non è mai arrivata” perché, ed è questo uno dei grandi problemi di questo partito, non si è mai veramente sostenuto il ricambio generazionale, perché sono sempre gli stessi che comandano, parlano, litigano e non concludono nulla. La giovane ricercatrice dichiara di essere arcistufa dei litigi tra le due correnti al punto da auspicare che Veltroni e D’Alema si dimettano. E’ questo il punto, entrambi, con i loro atteggiamenti hanno sfasciato la credibilità di un programma: 160! La nuova stagione dei 160 per rifare l’Italia.
"Fare un'Italia nuova. Riunire gli italiani" Cominciava così l'appello della prima firma del compianto Vittorio Foa, padre storico della sinistra italiana, per la candidatura di Walter Veltroni alla leadership del Pd. "Riunire gli italiani, restituendo loro fiducia e speranza. Aprire ai nostri giovani allontanando da loro precarietà e incertezza. Cambiare il nostro Paese in modo radicale e realistico, facendolo crescere lungo la via dell'innovazione, della libertà e della giustizia sociale. Animare una politica capace di superare le contrapposizioni esasperate, di riconoscere i buoni argomenti di ognuno, di mettere al primo posto il bene comune". Era un sogno quello di costruire un Partito democratico nuovo e aperto a tutti perché manca la cultura politica di voler raggiungere un serio obiettivo comune rinunciando a qualcosa di personale. Che cosa è un partito? Un insieme di beni, servizi, persone e parole volte al raggiungimento di uno scopo comune. Ma nel nostro paese questo non è possibile perché ognuno mira a mantenere il proprio potere per comandare. E come dice Pier Luigi Celli: "Comandare è fottere”.
lunedì 24 novembre 2008
Francesco Nerli, un Presidente dei DS concusso?
Può essere un “pizzo” lecito ma non spontaneo? Sembra questa la domanda che si fanno gli avvocati del Presidente dell’Autorità portuali di Napoli, Francesco Nerli, accusato di aver preteso versamenti in favore del suo partito, i Ds, dai titolari di una decina di ditte che lavoravano in appalto all’interno del porto. La Guardia di Finanza gli ha notificato un provvedimento di divieto di dimora in Campania emesso dalla procura di Napoli. Nerli è accusato di concussione continuata ed aggravata, e con lui la sua segretaria ed altre persone del suo staff. Se pur vero che il denaro versato tra il 2005 ed il 2007 in favore dei Ds campani fu registrato nei libri contabili, sembra che i finanziamenti, seppur leciti, non furono spontanei. Le cifre erano oscillanti tra i cinquemila ed i venticinquemila euro ed il denaro sarebbe stato utilizzato per coprire parzialmente le spese delle campagne elettorali per Regionali, Comunali, ed Amministrative.
Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, si dice "convinto e fiducioso che Francesco Nerli, andando avanti le indagini, risulterà che ha fatto molto bene il suo lavoro, nell'interesse del porto di Napoli e della città". A parte che è tutto da dimostrare, ma che ci’ azzecca? Qui, si parla di CONCUSSIONE: "condotta che consiste nel farsi dare o nel farsi promettere denaro o un altro vantaggio anche non patrimoniale abusando della propria posizione". Tutti gli imprenditori, ascoltati dagli investigatori, hanno confermato di essere in “rapporto di forte soggezione” verso il presidente dell’Autorità portuale, che in quanto tale aveva il massimo potere nell’attribuzione di appalti e concessioni. Ci piacerebbe sapere chi sono i candidati dei Ds che hanno “goduto” di questi spontaneissimi finanziamenti. Ah, Francesco Nerli non è napoletano, è di Livorno!
domenica 23 novembre 2008
Il gioco dell'angelo
E’ arrivato il secondo capolavoro di Carlos Ruiz Zafon, l’autore del fortunatissimo L’ombra del vento (più di un milione di copie vendute soltanto in Italia): Il gioco dell’angelo.
Ambientato nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, un giovane, David Martin cova un sogno inconfessabile:diventare uno scrittore. La sorte lo accontenta inaspettatamente, comincia a pubblicare dei racconti un po’ noir fino ad arrivare, in circostante particolari, alla pubblicazione di un primo libro. Poi un editore misterioso gli propone di scrivere un’opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell’umanità ma non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria. Splendide descrizioni di ambienti e personaggi come quella del Cimitero dei Libri Dimenticati:un colossale labirinto di ponti, passaggi e scaffali zeppi di centinaia di migliaia di libri attraversando i resti di un’antica necropoli sotterranea, e li, una delle domande che mi sono sempre fatto e che da sempre mi affascina: “Come si fa a scegliere un solo libro fra tanti?” ed una risposta che più straordinaria non poteva essere: "C’è chi preferisce credere che sia il libro a scegliere lui…Il destino!”.
venerdì 21 novembre 2008
Biagio Izzo al Brancaccio:sconto speciale
Un napoletano è arrivato a Roma ed una fantastica promozione viene riservata agli iscritti di questo BLOG: chi vorrà assistere allo spettacolo “Il Re di New York” al Teatro Brancaccio con Biagio Izzo e la partecipazione di Antonella Elia, potrà usufruire di uno sconto speciale: il 50%!
giovedì 20 novembre 2008
Da Rembrandt a Vermeer una mostra a Roma da non perdere
Al Museo del Corso ci sono Cinquantacinque dipinti da Rembrandt a Vermeer. La pittura fiamminga del ’600 protagonista di una mostra da non perdere. Con una splendida selezione di 55 dipinti provenienti dalla Gemaldegalerie di Berlino, arriva al Museo del Corso il Secolo d’Oro dell’arte fiamminga. Per la prima volta nella capitale l’opportunità di conoscere l’arte e la cultura delle Fiandre e dell’Olanda nel periodo del loro maggiore splendore. Intitolata “Da Rembrandt a Vermeer: valori civili nella pittura fiamminga e olandese del ’600”, la mostra è una occasione da non perdere per ammirare capolavori come “Il cambiavalute” di Rembrandt “La ragazza col filo di perle” di Vermeer, “Ritratto di gentildonna genovese” di van Dyck. Museo del Corso, via del Corso 320, info al 06 6786209 Orario: mart-dom 10-20, biglietti: € 9/7; la mostra sarà aperta fino al 15 febbraio.
mercoledì 19 novembre 2008
Foulard per l’Africa e la tribù del nodo.
L’azienda di Salvatore Sanseverino ha prodotto una serie di foulard che raccontano l’Africa ed il ricavato delle vendite sarà in parte devoluto all’associazione benefica Amref (African medical and research foundation) per finanziare interventi sociali di sostegno alle popolazioni del Continente Nero. L’evento è stato organizzato, la scorsa settimana, dalla "tribù del nodo" all’Hassler di Roma, lussuoso albergo a Trinità dei Monti. Ma cosa è questa tribù? E’ un movimento di cultori della cravatta che associa, nel segno dell’eleganza e della solidarietà, volti noti della politica, da Berlusconi a Fini, del giornalismo, da Carlo Rossella a Enrico Mentana, della grande industria, da Della Valle a Montezemolo passando per Abete. Dopo la rituale visita alle splendide produzioni di cravatte, si è aggiunta l’esposizione di foulard e pashmine da donna. A questi ultimi è legato il progetto “Asante Sana” per l’Africa. Una volta tanto, regalando un pregiato accessorio per l’abbigliamento, si potrà sostenere una lodevole iniziativa che passa da... un nodo di cravatta.
martedì 18 novembre 2008
Velardi affonda Veltroni per Villari.
Nell’intervista telefonica (Corriere del Mezzogiorno) concessa da Claudio Velardi, pasdaran di Massimo D’Alema, si dichiara, quanto molti osservatori avevano già segnalato: “Tutto il disastro nasce dalle scorse elezioni, da quando Veltroni decise di fare l'alleanza con Di Pietro. Gli si consegnò con le mani e i piedi legati, ottenendo, mi pare, due soli risultati concreti: Berlusconi a Palazzo Chigi e un Di Pietro forte di una nuova leadership”. Uolter è il capo espiatorio di un Partito Democratico che proprio non riesce a stare in piedi perché si fa a pezzi… da solo! Velardi poi affonda con “Io osservo: e rilevo che, ogni cosa accada, bisogna ormai chiedere a Di Pietro, mediare con Di Pietro... Diciamolo: scendere a patti con questo ex giudice, che ora cavalca una deriva piuttosto radicale, fu un errore gravissimo e a poco serve organizzare certe presunte manifestazioni oceaniche se poi, dopo nemmeno tre settimane...”.Veltroni è arrabbiatissimo con Villari. Velardi no, anzi …! Ecco, cosa hanno in comune tre esponenti dello stesso partito: solo la V di... vergogna!
lunedì 17 novembre 2008
A Roma l'antenato del Blog
Ieri era una mattina di sole tiepido, come sanno essere le giornate d’autunno di una Roma ancora sonnecchiante e passeggiando da Campo dei Fiori in direzione di Piazza Navona mi ritrovo in un vicoletto dove vengo attratto da una vetrina singolare, piena solo di cappelli e guanti di bella fattura: il negozio di Troncarelli che dal 1875 copre le teste dei romani e dei tanti turisti che, leggendo le guide, lo visitano quasi fosse un piccolo santuario dei copricapo. Dopo un giro della piazza che un tempo ospitava il più famoso Stadio Domiziano, al ritorno, infilo una via che mi porta in una piazzetta, dove in un angolo, impera una scultura mutilata dei suoi arti e dal volto irriconoscibile: la statua di Pasquino. La più celebre statua parlante di Roma, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI ed il XIX secolo perché divenne voce ribelle e d’ironia graffiante contro i regimi dei Papa-re. I romani e non solo loro, appendevano di notte, ai piedi della statua, ma più spesso al collo, fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette "pasquinate", dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l'avversione alla corruzione ed all'arroganza dei suoi rappresentanti: proprio come oggi avviene nei nostri Blog dove ognuno esprime il dissenso o le sue riflessioni sulla politica e sulla cronaca del nostro decadente paese. Il Pasquino come il web nella quale scrivere e piangere, urlare e ridere, criticare e lodare. Ieri c’erano diversi fogli attaccati che parlavano del governo, della sinistra e dei disastri del Comune di Roma. Ma un foglio era particolarmente attraente, bianco non corrotto dalle intemperie e quindi pulito quasi austero; l’anonimo lanciava un proclama rivolto alle buone maniere:perché quando due persone estrane s’incontrano, per strada, in ascensore, in autobus, non si scambiano il buongiorno? Una voce semplice e solenne in un coro di urli ed ingiurie.
domenica 16 novembre 2008
Biagio Izzo al Brancaccio di Roma

Un maestro napoletano delle elementari, riceve in eredità, dal prozio americano, un ristorante bar nel quartiere di Manhattan dove, nonostante l’avanzata dei cinesi, ancora sopravvive quello che è il fulcro della comunità italiana a New York City, nella caratteristica Little Italy.
L’occasione per cambiare vita…Ma si ritroverà ad affrontare in questa meravigliosa città problemi di lingua, di legge e d’amore. Il mitico Biagio Izzo è a Roma e da vedere, sorridere e ridere a crepapelle. Una commedia dove romani e sopratutto napoletani potranno apprezzare le capacità di recitazione di un cabarettista oramai diventato attore. Sono lontani i tempi in cui appariva su Canale 9 eTelenapoli34, due emittenti locali napoletane, le smorfie sono evolute e quindi più apprezzate. E' con piacere, quindi, che rivolgo un invito, a tutti i napoletani che vivono a Roma, di ritrovarci al Teatro Brancaccio dal 18 al 30 Novembre e riscoprire quell'ironia della vita tipica della nostra cultura e della nostra gente.
Senatore Riccardo Villari: ricco e sfaticato
Ma che ci fà un epatologo (patologie del fegato) come presidente della Commissione Vigilanza della Rai? Napoletano benestante, proviene da una famiglia importante di medici facoltosi, insomma, un alto borghese cresciuto da Mastella, nù poco sfaticato, passato dalla Democrazia Cristiana alla Margherita di Rutelli per poi approdare al Partito Democratico. Il suo mentore dichiara che a Villari piace andare a Capri invece di fare politica la domenica ma, per carità, ha tutti i pregi dei napoletani:moderazione, garbo, accortezza. Guarda caso, due delle quattro proposte di legge che Villari ha presentato come senatore riguardano “misure a sostegno delle isole minori” ed “istituzione dell’Osservatorio dei porti turistici e della nautica” proprio ciò che NON serve ad una città che ha più problemi che risorse. Cinquantadue anni, casa a Posillipo e gran tifoso del Napoli (sicuramente non và in curva B) è pieno di soldi: tipico rappresentante del Partito Democratico di oggi! Fu proposto come candidato a Sindaco di Napoli ma sembra che Bassolino organizzò una raccolta di firme per chiedere la riconferma di Rosetta perché l’asse tossico si doveva rinnovare. Povero Villari, adesso tutti gli chiedono di dare le dimissioni: ma mica gli vogliono far venire mal di fegato?
sabato 15 novembre 2008
Napoli: monnezza sopra e sotto
Ieri sera, nei tg nazionali di mamma Rai,una notizia parla della mia bella Napoli:non solo monnezza nella città di sopra ma anche di sotto, infatti, sono state trovate tonnellate di rifiuti che risalgono anche a trecento anni fà quasi a testimoniare che siamo un popolo di zozzosi da sempre. Guido Bertolaso, cercava di capire che fine facevano i rifiuti perché i conti non gli quadravano: a Napoli si produce cento di immondizia e si raccoglie ottanta, che fine fanno i venti che non si vedono? Et voilà, trovati nel seno di una Napoli sotterranea, angosciante ed opprimente. Ma non è la solita monnezza perché questa è vigliacca, nascosta, frutto di atti delinquenziali che forse custodiscono segreti e misteri, occultati e da sempre gravi perché sono nelle fondamenta della città, nella sua parte più intima, dove sono nascoste le origini, le sofferenze, le inquietudini di un popolo che nei suoi momenti più difficili, dalle persecuzioni dei cristiani ai bombardamenti della guerra, ha trovato sempre riparo nel suo ventre, come quello di una madre che accoglie i suoi figli per proteggerli, rincuorarli e rinfrancarli. Figli ingrati, però, che l’hanno sfruttata, sporcata e mortificata per secoli fino ad umiliarla davanti alle impietose telecamere che hanno svelato ciò che in pochi sapevano ed in molti ignoravano. Immagini che faranno, anche questa volta, il giro del mondo, umiliando non solo i napoletani ma tutti quegli italiani che vivono lontano dal loro paese. Che vergogna!
mercoledì 12 novembre 2008
Computer che si arrotola
martedì 11 novembre 2008
Bassolino e Iervolino:ridateci i soldi
Altra figura maleodorante di Napoli e dei napoletani: 362 persone assunte per la raccolta differenziata e pagate per anni senza che svuotassero nemmeno un cestino. E’ una novità? Purtroppo no, è Napoli.La Corte dei Conti chiede chiede 34 milioni di euro ai politici che hanno amministrato la città negli ultimi quindici anni. A pagare dovrebbero essere Antonio Bassolino, poi Riccardo Marone, che gli subentrò nella carica di sindaco quando l' attuale governatore si dimise per candidarsi all' incarico in Regione e Rosa Russo Iervolino, primo cittadino in carica. E non soltanto loro. Ci sono pure quattro tra assessori ed ex assessori nel mirino della magistratura contabile: Massimo Paolucci, Ferdinando Balzamo, Ferdinando Di Mezza e Gennaro Mola. Le inchieste sono due, marciano parallele, e per entrambe gli amministratori coinvolti hanno recentemente ricevuto un invito a controdedurre, cioè a presentarsi entro sessanta giorni dal magistrato e illustrare la propria posizione in merito agli episodi contestati.
Bassolino dovrebbe risarcire insieme con Di Mezza e Mola il 60 per cento dei quattro milioni e rotti richiesti per l' appalto all' Asia; Marone, Balzamo e Paolucci il 30 per cento, e Iervolino solo la restante quota del 10 per cento, che equivarrebbe a 422 mila euro.
lunedì 10 novembre 2008
Ragazza in coma per scippo:Napoli violenta
L’hanno ridotta in fin di vita per scipparle la borsa ma sono stati riconosciuti da sua sorella e da un amico e sono stati arrestati. È successo l’altra sera nella centralissima piazza Dante, a Napoli. Francesca Letizia, 27 anni, neolaureata in biologia, è ora ricoverata in coma nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Loreto Mare. Era a Napoli per preparare un dottorato. Ieri mattina, due minorenni, 15 e 17 anni, dei Quartieri Spagnoli, sono stati fermati con l’accusa di essere gli autori dell’aggressione.
Napoli come Bogotà, avevo recentemente scritto e la cronaca non riesce a riportare sui giornali tutta la quantità di crimini e microcrimini che ogni giorno vengono commessi a Napoli. Gli scippi sono all’ordine del giorno:borse, orologi, catenine ed orecchini strappati ai proprietari con una violenza inaudita che provocano danni permanenti, non solo al corpo spesso sfregiato e trasfigurato ma anche alla mente con fobie e patologie psichiche da reparto neurologico.
A questa giovane ragazza è andata peggio perché ha riportato una frattura al cranio e un ematoma cerebrale, rimosso con una delicata operazione. Le modalità dello scippo sono state ricostruite dagli investigatori: i due aggressori (uno dei quali, il quindicenne, ha precedenti specifici), in sella ad un ciclomotore, hanno scaraventato la ragazza a terra, facendole sbattere violentemente la testa, nel tentativo di strapparle la borsetta. All’inizio non sembrava così grave, quando però dopo qualche ora la sorella l’ha portata all’ospedale, la tac ha rivelato l’esistenza di un ematoma cranico.
Ragazzi-banditi, delinquenti eppure conosciuti ma puntualmente lasciati liberi di imperversare tra le strade di questa città, sempre più invivibile, sempre alla ribalta della cronaca nera, come il colore della decadenza che l’affligge ormai da anni.
domenica 9 novembre 2008
Incidente su sottomarino atomico russo
Si ripropone il dramma del sommergibile russo Kursk nell'agosto 2000: allora le vittime furono 118. Oggi, in uno scarno comunicato dell'agenzia di stampa Itar-Tass si parla di più di venti persone tra marinai e operai che sarebbero già decedute a bordo di un sottomarino atomico russo della flotta del Pacifico a causa del malfunzionamento di un sistema antincendio durante un test. le autorità dichiarano che il reattore nuclueare non è rimasto danneggiato ed il livello di radiazioni non è superiore alla norma. La storia si ripete?
Rifiuti: Vitale Varchetta il primo fesso arrestato.
Ma io nun o’sappevo! Così avrebbe detto il balordo arrestato in fragranza di reato ovvero mentre depositava la monnezza vietata dal decreto 172/2008. Preso mentre depositava per le strade cittadine, sotto gli occhi dei carabinieri, scaldabagni, cucine, cessi e bombole di gas. Cose e pazz, ma perché nun se po’ fa chiù? La domanda attonita formulata ai militari. Vitale Varchetta, che con la sua Ape Piaggio sarà ricordato come il primo fesso arrestato a Napoli per aver scaricato alcune bombole, un frigorifero, del ferro ed altri oggetti.E dunque ecco, ad un giorno dall'entrata in vigore del decreto legge, Napoli conta i primi arresti in flagranza per abbandono selvaggio di rifiuti. Sono sei, tutti italiani di Napoli e sono stati sorpresi a smaltire materiale di risulta proveniente da lavorazioni industriali, mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso e calcinacci. Di fatto, sono le prime 'vittime' del provvedimento del governo sul decoro urbano. Vittime? Disgraziati che sporcano le strade cittadine, già martoriate dalle decine di lavori stradali, che accrescono il degrado di una metropoli sempre più mortificata dai vandali e dai delinquenti. Purtroppo c’è né saranno tanti altri di arrestati, ma avranno lo spazio dove rinchiuderli?
sabato 8 novembre 2008
Il discorso di Obama
Se ancora c'è qualcuno, là fuori, che dubita che l'America non sia un luogo nel quale nulla è impossibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori è tuttora vivo in questa nostra epoca, che ancora mette in dubbio il potere della nostra democrazia, questa notte ha avuto le risposte che cercava. La risposta gliel’hanno data le code degli elettori, che si sono allungate fuori dalle scuole e dalle chiese in numeri che questa nazione non aveva mai visto finora. Glie l’ha data la gente che ha aspettato tre, quattro ore, e molti per la prima volta nella loro vita perché convinti che stavolta sarebbe stato diverso, che il loro voto avrebbe fatto la differenza. La risposta è arrivata da vecchi e giovani, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi d'America, gay, eterosessuali, disabili e non disabili: tutti americani che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati un insieme di Stati Rossi e Stati Blu. Noi siamo e sempre saremo gli Stati Uniti d'America. E’ la risposta che ha portato tutti coloro ai quali per così tanto tempo è stato detto da così tanta gente di essere scettici,timorosi e dubbiosi sulle nostre possibilità, ad afferrare con le proprie mani la traiettoria della storia ed indirizzarla ancora una volta verso la speranza di un futuro migliore. Abbiamo aspettato tanto, ma stasera, finalmente, in seguito a ciò che abbiamo fatto oggi, con questa elezione, in questo momento preciso istante, il cambiamento è arrivato in America. Qualche ora fa, ho ricevuto una telefonata straordinariamente calorosa dal Senatore McCain. Il Senatore McCain ha lottato a lungo e con tutte le sue forze in questa campagna, e da sempre lotta con tutte le sue forze per il Paese che ama. Ha affrontato sacrifici per l'America che la maggior parte di noi nemmeno immagina e noi tutti abbiamo beneficiato dei servizi resi al Paese da questo leader coraggioso e altruista. Mi congratulo con lui e con la governatrice Palin per tutto quello che hanno realizzato. Sarò lieto di lavorare al loro fianco nei prossimi mesi per rinnovare la promessa di questa nazione. ……Ma soprattutto, non dimenticherò mai a chi appartiene veramente questa vittoria: appartiene a voi. Io non sono mai stato il candidato più probabile per la presidenza. Non abbiamo iniziato con molti soldi e molti appoggi. La nostra campagna elettorale non è stata architettata nei saloni di Washington. E’ iniziata nei cortili di Des Moines, nei salotti di Concord, sulle verande di Charleston. È stata costruita da lavoratori e lavoratrici che hanno dato fondo ai loro risparmi per donare cinque dollari, dieci dollari, venti dollari alla causa. Le hanno dato forza i giovani, che hanno respinto il mito di una generazione apatica, che hanno lasciato casa e famiglia per lavori che garantivano pochi soldi ed ancor meno sonno.
Le hanno dato forza i non più giovani che hanno affrontato il freddo pungente e il caldo più soffocante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti; ai milioni di americani che si sono adoperati come volontari, ed hanno dimostrato che a distanza di oltre due secoli, un governo del popolo, fatto dal popolo e per il popolo non è scomparso dalla faccia della Terra. Questa è la vostra vittoria... So benissimo che non l’avete fatto solo per vincere un'elezione e so che non l'avete fatto per me. Lo avete fatto perché sapete benissimo quanto sia importante il compito che abbiamo davanti. Perché anche se questa sera festeggiamo, sappiamo che le sfide che ci aspettano domani sono le più drammatiche della nostra epoca: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria dell’ultimo secolo. E mentre noi ci troviamo qui tutti riuniti a festeggiare, sappiamo che ci sono in questo stesso momento degli americani coraggiosi che si stanno svegliando nei deserti iracheni, nelle montagne dell'Afghanistan dove rischiano la loro vita per noi. Ci sono madri e padri che restano svegli quando i bambini vanno a letto, chiedendosi come faranno a pagare il mutuo della casa o la parcella del medico o se mai riusciranno a mettere da parte qualcosa per mandare i figli all’università. Occorre trovare nuova energia, creare nuovi posti di lavoro, costruire nuove scuole. Occorre far fronte a nuove sfide e rimettere insieme le alleanze. La strada che abbiamo davanti sarà lunga. La salita sarà ripida. Forse non arriveremo al traguardo in un solo anno, forse non basterà un solo mandato, ma mai come stasera, America sento che ce la faremo. Noi tutti, ve lo prometto, come nazione, ce la faremo. Ci saranno intoppi e contrattempi. Molti non saranno d’accordo con ogni decisione o strategia politica che adotterò da presidente. E sappiamo che il governo no può risolvere tutti i problemi. Ma sarò sempre sincero con voi sulle sfide che abbiamo di fronte. Vi ascolterò, specialmente quando non saremo d’accordo. E soprattutto, vi chiedo di partecipare al compito di ricostruzione della nazione nel solo modo in cui è stato possibile in America da 221 anni a questa parte, pezzo, per pezzo, mattone su mattone, con le nostre mani callose.
Ricordiamoci che se questa crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa, è che non si può avere una ricca Wall Street a scapito dei comuni cittadini: in questo Paese vinciamo o perdiamo come un’unica nazione, un unico popolo.
…E mentre il partito Democratico si è aggiudicato una grande vittoria questa notte, noi dobbiamo essere umili e determinati per far cicatrizzare le ferite che hanno finora impedito alla nostra nazione di fare passi avanti. Come Lincoln disse a una nazione ancora più divisa della nostra, "Noi non siamo nemici, ma amici, benché la passione politica possa mettere a dura prova i legami di affetto che ci uniscono, non deve spezzarli”. Ed a quegli americani il cui supporto devo ancora conquistarmi, dico: forse non ho ottenuto il vostro voto, ma sento le vostri voci, ho bisogno del vostro aiuto e sarò anche il vostro presidente. A coloro che ci guardano questa sera da lontano, da oltre i nostri litorali, dai parlamenti e dai palazzi, a coloro che in vari angoli dimenticati della Terra si sono ritrovati in ascolto accanto alle radio, dico: le nostre storie sono diverse, ma il nostro destino è comune e una nuova alba per la leadership americana è ormai a portata di mano. A coloro che invece vorrebbero distruggere questo mondo dico: vi sconfiggeremo. A coloro che cercano pace e tranquillità dico: vi aiuteremo. E a coloro che si chiedono se la lanterna americana è ancora accesa dico: questa sera noi abbiamo dimostrato ancora una volta che la vera forza della nostra nazione non nasce dalla potenza delle nostre armi o dal cumulo delle nostre ricchezze, bensì dalla vitalità duratura dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e tenace speranza. Perché questo è il vero spirito dell'America: l'America può cambiare. La nostra unione può essere realizzata. E quello che abbiamo già conseguito deve darci la speranza di ciò che possiamo e dobbiamo conseguire in futuro. In queste elezioni si sono viste molte novità e molte storie che saranno raccontate per le generazioni a venire. Ma una è nella mia mente più presente di altre, quella di una signora che ha votato ad Atlanta. Al pari di molti altri milioni di elettori anche lei è stata in fila per far sì che la sua voce fosse ascoltata in questa elezione, ma c'è qualcosa che la contraddistingue dagli altri: Ann Nixon Cooper ha 106 anni. È nata a una sola generazione di distanza dalla fine della schiavitù, in un'epoca in cui non c'erano automobili per le strade, né aerei nei cieli. A quei tempi le persone come lei non potevano votare per due ragioni fondamentali, perché è una donna e per il colore della sua pelle. Questa sera io ripenso a tutto quello che lei deve aver visto nel corso della sua vita in questo secolo in America, alle sofferenze e alla speranza, alle battaglie e al progresso, a quando ci è stato detto che non potevamo votare e alle persone che invece ribadivano questo credo americano: Yes, we can. Nell'epoca in cui le voci delle donne erano messe a tacere e le loro speranze soffocate, questa donna le ha viste alzarsi in piedi, alzare la voce e dirigersi verso le urne. Yes, we can. Quando c'era disperazione nel Dust Bowl (la zona centro meridionale degli Stati Uniti divenuta desertica a causa delle frequenti tempeste di vento degli anni Trenta, NdT) e depressione nei campi, lei ha visto una nazione superare le proprie paure con un New Deal, nuovi posti di lavoro, un nuovo senso di ideali condivisi. Yes, we can.
Quando le bombe sono cadute a Pearl Harbor, e la tirannia ha minacciato il mondo, lei era lì a testimoniare in che modo una generazione seppe elevarsi e salvare la democrazia. Yes, we can. Era lì quando c'erano gli autobus di Montgomery, gli idranti a Birmingham, un ponte a Selma e un predicatore di Atlanta che diceva alla popolazione : "Noi supereremo tutto ciò". Yes, we can. Un uomo ha messo piede sulla Luna, un muro è caduto a Berlino, il mondo intero si è collegato grazie alla scienza e alla nostra inventiva. E quest'anno, per queste elezioni, lei ha puntato il dito contro uno schermo e ha votato, perché dopo 106 anni in America, passati in tempi migliori e in ore più cupe, lei sa che l'America può cambiare. Yes, we can. America, America: siamo arrivati così lontano. Abbiamo visto così tante cose. Ma c'è molto ancora da fare. Quindi questa sera chiediamoci: se i miei figli avranno la fortuna di vivere fino al prossimo secolo, se le mie figlie dovessero vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, a quali cambiamenti assisteranno? Quali progressi avremo fatto per allora? Oggi abbiamo l'opportunità di rispondere a queste domande. Questa è la nostra ora. Questa è la nostra epoca: dobbiamo rimettere tutti al lavoro, spalancare le porte delle opportunità per i nostri figli, ridare benessere e promuovere la causa della pace, reclamare il Sogno Americano e riaffermare quella verità fondamentale: siamo molti ma siamo un solo popolo. Viviamo, speriamo, e quando siamo assaliti dal cinismo, dal dubbio e da chi ci dice che non potremo riuscirci, noi risponderemo con quella convinzioni senza tempo e immutabile che riassume lo spirito del nostro popolo: Yes, We Can.
Grazie. Dio vi benedica e possa benedire gli Stati Uniti d'America.
mercoledì 5 novembre 2008
Il raffreddore si prende in casa.
E’ tempo di sbalzi di temperatura: caldo-freddo-caldo e quindi di raffreddore. Fino a poco tempo fà si diceva così, oggi sembra che la causa, invece, sia da attribuire al Rhinovirus. Questo si propaga attraverso colpi di tosse e starnuti, si deposita quindi sulle superfici, dove sopravvive e si mantiene, soprattutto, entro il tepore delle mura di casa per circa due giorni. Quindi, dicono gli esperti, è necessario pulire bene suppellettili e le mani. Il passaggio dei virus, in particolare questo, avviene tramite le mani.. Altri «mezzi» di contagio molto diffusi sono le penne usate da altri, oppure, per esempio, il mouse del computer ma anche il telecomando, lo sportello del frigo, il rubinetto del bagno, sono questi i posti in cui sono state trovate con frequenza (42 per cento) le tracce del virus del raffreddore. Quindi è importante lavarsi frequentemente le mani e non starnutire rumorosamente e violentemente in giro per l’ufficio, l’auto o la casa. Ah, sembra che sia inutile igienizzare la casa spruzzando spray disinfettanti ed antisettici perché il rhinovirus non rimane in sospensione aerea ma si deposita cadendo sull’ambiente circostante.
martedì 4 novembre 2008
Napoli come Bogotà
Secondigliano (quartiere periferico di Napoli) come il Bronx di 15 anni fà o meglio come un quartiere di Bogotà oggi. Adesso si è sparato ai ragazzini che stazionavano davanti un circolo ricreativo, tutto come nelle migliori sceneggiature di Gomorra: quattro persone a bordo di una moto di grossa cilindrata sparano quaranta colpi contro un gruppo di ragazzini dai 12 ai 16 anni; feriti a braccia e gambe sembra si tratti di un avvertimento. Si và di male in peggio e soprattutto si dimostra che militari o non militari presenti la Camorra và dove vuole e spara dove gli pare. I ragazzini, sembra tutti appartenenti a famiglie malavitose, hanno ricevuto il battesimo del fuoco, nel proprio senso del termine e non hanno dichiarato nulla, figuriamoci, se poi qualcuno ha visto o sentito qualcosa. Da queste parti l’omertà è una dimensione soprannaturale:sembra che gli autori di questi atti vengano dall’inferno per poi rientrarci come fosse casa loro. Una vergogna che coinvolge, sempre di più, gli adolescenti e sembra che tutti siano impotenti. I malesseri di questi quartieri dovrebbero essere cercati nelle scuole medie e superiori perché i tassi di assenteismo si registrano puntualmente altissimi. Se solo la polizia tenesse d’occhio quelle famiglie troverebbe gran parte dei delinquenti che affliggono queste periferie.
Ma tutti negano l'evidenza, in realtà la parola d'ordine è:silenzio! Nessuno deve parlare, denunciare, rendere evidente, quanto, ogni giorno si consuma sotto gli occhi di cittadini che continuano ad essere ostaggio di se stessi e dei camorristi, che, come le pantegane, escono di notte per nutrirsi di mazzette, di agguati e di violenza.
Quartieri malati, quartieri compromessi dove la legalità è sinonimo di diversità e la paura è estesa come l’aria che si respira:contaminata, fetida ed corrosiva.
lunedì 3 novembre 2008
Bassolino fa il Soprano
Secondo gli investigatori, tra il 2001 ed il 2003 il commissario straordinario alla Regione Campania avrebbe sborsato a due avvocati: Enrico Soprano e Michele Carta Mantiglia (quest’ultimo ingaggiato come ragioniere, ma all’albo non risulta iscritto) circa trecentomila euro di denaro pubblico, ricevendo in cambio consulenze che i magistrati ritengono ingiustificate. Infatti, il ricorso all’avvocato Soprano non avrebbe avuto alcun motivo valido poiché si disponeva già di cinque legali. Secondo i calcoli della Procura, Soprano è costato 227 mila euro, ben più, ritengono i pm, di quanto prevedessero le tariffe dell’epoca. Ma che favore aveva o doveva fare quest’avvocato al mitico governatore della Campania? Questo, ancora non si sà, il vizietto però rimane. Infatti, anche nel caso dei Blog personali finanziati dalla Regione, quindi con soldi pubblici, scoppiò il caso di distrazione di denaro pubblico. Naturalmente, questo ultimo episodio fu respinto nonché smentito da don Antonio che in pratica faceva sapere che era tutto lecito,: “e che ci azzeca!”, diceva un sintetico comunicato.
domenica 2 novembre 2008
Decreto Rifiuti per la Campania: che vergogna!
Lo scuorno in faccia! A Napoli, si potrebbe chiamare così, il decreto sui rifiuti domestici appena emanato da questo governo. Sinonimo di vergogna, istituzionalizza l’inciviltà dei soli campani, in uno dei paesi che si atteggia ad essere tra i più potenti del mondo perché fa parte del G8. Decreto da Terzo Mondo, perché in Campania c’è la guerra (Camorra), la corruzione (Regione), la viabilità dissestata, la disoccupazione, la malasanità, il rischio Vesuvio e la monnezza.
Pene da 6 mesi a 3 anni di reclusione ed arresto in flagranza per chi abbandona in modo incontrollato rifiuti domestici di grandi dimensioni. Se più grandi di 50cm va in galera chi lascia per strada: lavatrici, frigoriferi, materassi, piani cucina, lavandini, cessi e bidè; questi non potranno più essere i quotidiani monumenti della vergogna cittadina di Napoli e provincia. Qualche lombardo-veneto, incredulo, mi chiede se davvero questi rifiuti sono lasciati per strada abitualmente?! Una volta l'anno, faceva parte di un rito, sicuramente incivile, ma spettacolare: il 31 dicembre, insieme ai botti, le famiglie dei quartieri del centro di Napoli, lanciavano dai balconi e dalle fineste le suppellettili oggetto di reato nel decreto per la Campania. Oggi, questo rito, purtroppo è diventato quotidiano:non frequente in centro città ma sicuramente abituale nelle periferie. Di solito succede di sera, il frigorifero vecchio, la lavatrice scassata, il materasso inservibile. Zitti-zitti, quatti-quatti, quando figure umane si muovono nel silenzio della notte emettendo grugniti di dolore ed imprecazioni blasfeme, significa che stanno commettendo il reato, chi chiamerà la Polizia?
Mandare in carcere chi abbandona i rifiuti ingombranti in strada sembra più un’ ammissione di resa che una reale azione di contrasto dell’illegalità.
sabato 1 novembre 2008
Change we need, è necessario cambiare!
Leggendo i vari quotidiani in questi giorni di viaggi e lavoro, mi hanno attirato alcune frasi del candidato democratico alla Casa Bianca, Barak Obama ed ho immaginato di riportarle come dichiarazioni riferite non agli USA ma al nostro beneamato paese: l’Italia.
Il pay off, ovvero lo slogan: Change, we need (abbiamo bisogno di cambiare) che ha sostituito:” Yes, we can” (si, che possiamo) già mi fa sussultare se penso ai recenti provvedimenti del nostro governo. E cosa dire di:“In una settimana, voi potete mettere fine alla politica che divide il Paese pur di vincere un’elezione, che mette regioni contro regioni, città contro città, repubblicani contro democratici, che ci offre paura in un tempo nel quale abbiamo bisogno di speranza”.
Non c’è nessuna ragione per cui non possiamo fare di questo secolo un altro secolo [italiano]. Occorre una nuova direzione, una nuova politica, che mobiliti i nostri spiriti migliori e non i nostri peggiori istinti. Non abbiamo bisogno di un governo più grande o più piccolo, ma di un governo migliore e più competente.
Una settimana per scegliere la speranza sulla paura, l’unità sulla divisione, la promessa del cambiamento sul potere dello status quo, per ritrovarci insieme come una nazione ed un popolo e raccontare ancora una volta la nostra storia migliore.
Fa venire i brividi, soprattutto per quanto queste dichiarazioni sono aderenti alla nostra realtà ed attualizzabili ai nostri recenti momenti peggiori. Barak Obama, comunque vada, è riuscito ad incarnare la voglia di cambiamento, non solo nel suo paese, ma anche in Europa ed in Italia, nonostante, questo sia avvenuto da poco.
Un articolo dell'Ottobre 2005 nel British journal New Statesman ha indicato Obama come "una delle 10 persone che potrebbero cambiare il mondo", unico politico incluso nella lista. Nel 2005, e nuovamente nel 2007, il Time lo ha definito una delle "persone più influenti del mondo".
E' sconfortante pensare che, in Italia, non abbiamo nemmeno la persona che potrebbe cambiare un piccola città. Sigh!










