Ho appena finito una giornata di lavoro estenuante. Mi sono alzato alle cinque di mattina per prendere un volo AirOne dell 7.30 am. Si, non ho preso, come al solito, Alitalia per non avere sorprese, visto il momento particolare: accordo o non accordo? Piloti, assistenti di volo, insomma c’era ancora un casino.
Giornata intensa, trascorsa velocemente, come bere un bicchier d’acqua in un sol fiato! Esco, dall’ufficio di Milano, chiamo un taxi ed aspetto! E’ un pomeriggio tiepido, il traffico scorre come sempre, ordinato, silenzioso, non come quello di Roma, caciarone e strambazzato:eccolo, arriva "Torino 91" è la sua sigla, una vecchia mercedes del ’92 e l’autista è come l’auto, anziano. E’ agitato, forse stanco, per una giornata peggiore della mia e resa più pesante dalla sua età. Infatti, dichiara di avere 70 anni, completamente calvo, ma in buona forma:comincia a parlare, dopo essersi lamentato del traffico, non più come una volta; si capisce che aveva una passione per il viaggiare in auto. E’ di Taranto, emigrato nel ’62 a Milano, incontra e sposa una donna di Spoleto, tre figli cresciuti e sempre aiutati per diventare anche loro tassisti. Mi racconta che sulle suo auto ha portato: Vittorio Gassman, Renato Rascel e Luciano Pavarotti; osservo subito che sono tutti morti e mi parte la mano per un gesto scaramantico, poi mi vergogno per averlo pensato e fatto. Arriviamo a Linate, mi sento sconvolto dalla stanchezza, guardo il tassista, non conosco il suo nome ma i suoi occhi sembrano dire: forza, né hai di tempo prima di mollare!



































