lunedì 30 giugno 2008

La solita italietta


Quel discolaccio di Di Pietro non chiede scusa al nostro Presidente del Consiglio:oddio, come si fa adesso! Sembra il problema dell’anno: uno dà del magnaccia all’altro ed al Quirinale s’incavolano perché vogliono un clima più sereno nella vita politica.
Ma nessuno pensa che ci sono problemi più seri?
L’inflazione, il costo del petrolio, le aziende in crisi, il rischi recessione, la pubblica amministrazione che costa e non eroga servizi, la crisi dei mutui, i consumi di beni primari che calano, i soldi per le vacanze che sono sempre di meno, l’aumento della delinquenza, (non solo di extracomunitari) la monnezza dei napoletani.
Eppure molti quotidiani parlano delle ripicche dialettiche del contadino e del principe; dei pochi politici al Gay pride di Bologna oppure evidenziano che a Forte dei Marmi c’è la guerra ai tagliaerba che fanno troppo rumore: ma chi se né frega!

domenica 29 giugno 2008

Cravatte Marinella


In venti metri quadrati in Via Riviera di Chiaia 287/a, angolo piazza Vittoria, a Napoli, esiste un negozio di cravatte che nel 2002 (oggi non si sà!) fatturava 8,3 milioni di euro, senza marketing e senza una rete distributiva: Marinella.
Ore 6.30, è il primo negozio ad aprire. Ogni mattina così dal 26 giugno 1914, si possono contare solo gli anni, ne sono passati 92, ma non si contano più i capi di Stato che sono venuti. Marinella, a chi chiede dei VIP confida sempre: "Molti presidenti italiani hanno sempre gradito le nostre cravatte. Non sono mai riuscito a regalarne una.
Giorgio Napolitano ha risposto come Enrico De Nicola a mio padre: "se mi fa un piccolo sconto, lo considero un segno di amicizia. Preferisco pagare". Ci sono personaggi che formulano offerte miliardarie per il marchio, ed i giornali di tutto il mondo parlano del “Miracolo Marinella” dal Wall Street Journal a Le Monde: un fenomeno inspiegabile che straccia ogni legge di mercato. Lui dichiara:”È un'emozione che comincia alle 6.30 e finisce alle otto di sera". Non c'è offerta o danaro che valgano questa frase, che classe, che stile, che napoletano!
E’ sempre un piacere entrare in questo negozio, dove si respira cortesia e discrezione. Dall’ingresso si notano subito le belle cravatte sui due banchi a forma di elle e chi è dietro mette subito a proprio agio l’ avventore che, se attento, noterà un particolare:
le cravatte indossate da loro sono quasi anonime. Come mai? E’ una regola imposta dal fondatore: don Eugenio affermava:”Il bello è del cliente, deve essere attratto dalle cravatte sul banco e non da quelle che si portano al collo in negozio”.
Come si fà a non comprarne una? E’ quello il problema, le compro da una vita, ma attenzione, sono cravatte che generano dipendenza:una volta indossate non né puoi più fare ammeno!

sabato 28 giugno 2008

Che caldo


Fa caldo. Oggi a Roma alle 13.00 ho parcheggiato alla Stazione Termini ed il termostato dell’auto segnava 41 gradi:pazzesco! In giacca e cravatta sul piazzale della stazione ero nervoso ed ansioso di tornare in ufficio a causa di una settimana molto pesante. Solo ieri, partito per Ancona, in auto, per una riunione di lavoro mi è poi toccato andare a Pescara per un incontro sollecitato ma imprevisto, risultato mi sono fatto 693 KM in un giornata. Certo, in auto con l’aria condizionata si sta bene ma fare un giro con il telefono che squilla di continuo, le discussione che né derivano, l’occhio sulla strada, la luce del sole che spara agli occhi…bè, è dura!
Sembra che il caldo abbia accentuato l’ ira, l’emotività negativa, la critica e la polemica nelle persone:tutti sono più che insofferenti verso chiunque. Poi senti la radio che dice: il mondo delle
imprese è fermo in Italia, l’economia è in stagnazione la crescita del Pil si fermerà quest’anno all’0,1 (1,5 del 2007)! Ma come fanno a parlare di crescita se è palesemente diminuita? Insomma, siamo in un brutto momento e proprio non è facile motivare i colleghi depressi, essere positivi e propositivi, si vede bene e soprattutto si sente:mancano i soldi. E questo giustifica quanto sopra, siamo tutti preoccupati. Quali speculazioni si nasconderanno dietro le quotazioni del petrolio? Leggo che l’Opec minaccia; da circa 140 dollari il prezzo del barile salirà presto a 170 dollari durante l’estate e penso che in autunno le bollette di luce e gas andranno alle stelle, e quando inizierà l’inverno? Arrivo finalmente a Roma, finalmente a casa: mi perdo negli occhi di chi mi aspetta e comincio a sorridere, mi viene in mente un piccolo libro di Achenbach dove si afferma che i momenti difficili possono, si devono superare con lo humor ed un certo Werner Finck scriveva: Lo humor comincia dove finisce il divertimento. Fa caldo e mi sembra che la tastiera del mio pc cominci a sudare…fa caldo!

venerdì 27 giugno 2008

Arriva la versione 4 di Skype, tutte le novità sulle videochiamate

Un po’ in sordina visto il grande interesse che ha suscitato il rilascio di Firefox 3, ieri Skype ha annunciato il rilascio della beta pubblica della versione 4 del popolare client di chiamate VoIP. La novità principale della nuova versione è sicuramente il fatto che la parte “video” delle chiamate sarà molto più valorizzata, e diventerà “parte integrante” (molto più di quanto lo sia ora, quindi) del servizio.
La versione 4, assicurano i programmatori, consisterà nel più grande redisegn del software da cinque anni a questa parte, andando così ad evolversi di pari passo come sta evolvendo la comunicazione in rete. La novità maggiore, lo dicevamo, oltre a una nuova interfaccia (si potranno vedere foto molto più grandi di ogni utente, solo per fare un esempio), sarà la presenza, accanto ad ogni contatto, dei bottoni “chiama” e “videochiama”.
Al momento, ha spiegato il presidente di Skype Josh Silverman, il 28 per cento degli utenti utilizza la videochiamata. Con il nuovo software e soprattutto una migliore risoluzione (che porterà la videochiamata a tutto schermo ad avere una fedeltà migliore di quella attuale) Skype punta a diventare (ma forse già lo era…) anche il leader delle videoconferenze a basso costo.

giovedì 26 giugno 2008

Rifiuti rifiutati ad Agnano


Ma dove lo mettono il termovalorizzatore ad Agnano? Una conca essenzialmente vulcanica dove ci vanno a fare i fanghi termali e la terra bolle di continuo?
Agnano è un vulcano attualmente estinto, facente parte del sistema dei
Campi Flegrei, la cui eruzione ha avuto luogo 4.400 anni fa.Il suo perimetro è di Km 6,500 e il suo fondo si colloca a m 2 s.l.m. Date le sue sorgenti di acqua termale che vi sgorgano copiose, nel XI secolo la conca si trasformò in un lago: numerose sono le incisioni e le guaches che lo ritraggono. Il lago è stato prosciugato con una bonifica nel 1870: dei canali a raggiera convogliano le acque in una vasca centrale dalla quale si diparte un emissario che, passando sotto il Monte Spina, sfocia a mare a Bagnoli.
Da ragazzo, ci andavo a giocare con la bicicletta insieme agli amici dell’epoca, perché era un’oasi verde facilmente raggiungibile da Fuorigrotta , il mio quartiere di origine. Ma si tratta di una zona vulcanica collegata, come dicono i geologi, alla famosa Solfatara di Pozzuoli.
In questa conca ci sono: le Terme, l’Ippodromo che da il nome al Gran Premio della Lotteria, L’università Federico II con il polo di Scienze Ingegneristiche ed la Base NATO (Afsouth) gestita dagli americani (una volta si diceva che c’erano silos sotterranei contenenti testate nucleari). C’è qualche insediamento edilizio, sedi di uffici di aziende, una grande rivendita d’auto, dove il colore prevalente delle infrastrutture è il giallo ed un’uscita della tangenziale di Napoli.
Forse la signoraconlavoceunpocosì pensa che essendo un vulcano, ancora attivo nel sottosuolo, i rifiuti vengono inceneriti…naturalmente?

mercoledì 25 giugno 2008

Il Principe, sconfitto ma non vinto


Oggi, mi è capitato tra le mani, riordinando la mia libreria, un testo che parla di Machiavelli e delle sue lettere all’amico Francesco Vettori, scritte nel 1513.
Ho trovato interessante un passaggio che è chiaramente di riflessione: dopo una disfatta, politica (e non solo!), c’è solo un modo per ricominciare.
La sconfitta, come la vittoria, costituisce un’occasione di grande stimolo. A condizione che non si trasformi la propria dimensione di sconfitto in quella di “vinto” (una condizione che non solo non include in sé l’idea e la convinzione dell’inevitabile, ma anche quella, ben più profonda della irreversibilità). Così è nato “Il Principe”. Hanno pesato la fine di una vita pubblica e la necessità di riflettere, di ritrovarsi con se stesso, ma anche di porre una barriera tra sé ed il mondo. In questa lettera che Machiavelli scrive a Francesco Vettori si capisce come nasce il famoso manoscritto, in politica è fondamentale riflettere, capire, ascoltare, scrivere. Dalla condizione di essere sconfitto, a differenza di quella di essere vinto, si può uscire. Ma è necessario lavorare su se stessi e correggere ciò che si è sbagliato per poter affrontare una nuova stagione della propria esistenza.
Questo vale anche per la vita di tutti i giorni, non necessariamente in politica, quando si perde non bisogna abbattersi, cadere in ginocchio. E’ necessario rialzarsi, cercando di capire perché, quali errori non bisogna ripetere ed avere il doloroso coraggio di criticarsi per ricominciare.

martedì 24 giugno 2008

Polizia contro Magistratura.


Davanti alla Commissione giustizia del Senato, il capo della Polizia Manganelli ha accusato i giudici di liberare troppi criminali e molto facilmente.
Ecco una delle dichiarazione che fanno impressione:” E’ come in Italia ci fosse
un' indulto al giorno; i criminali individuati, arrestati e consegnati dalla polizia ai giudici sono subito rimessi in libertà e tornano a delinquere in mezzo a noi”.
L’affermazione di Manganelli è stata formulata davanti alla Commissione giustizia del Senato e di fronte ad una maggioranza che ha voluto e votato compatta, con il centrosinistra, nonostante l’opposizione di D’Ambrosio, Casson e Di Pietro, tutti ex magistrati.
Il vertice della polizia dice che il modo in cui lavorano i giudici è irresponsabile e pericoloso.
Perché? Tutti i giorni, quando si arresta qualcuno per uno dei reati di criminalità diffusa si scopre che nell’ultimo semestre era già stato arrestato tre o quattro volte per lo stesso tipo di reato!
In pratica, si sta dicendo che i
giudici sono incapaci o deliberatamente colpevoli di omissioni di atti d’ufficio ovvero l’accusa più grave che si possa formulare a chi la legge la applica.
Che cosa sta succedendo? Perché questo attacco istituzionale che rischia di degenerare in uno scontro di cultura? In Italia tira una brutta aria!

lunedì 23 giugno 2008

Italiani rassegnati

Ho già scritto che in Italia tira una brutta aria. Mi sembra di vivere in un paese di frustrati; prima c’era tanta gente che non vedeva l’ora di mandare a casa Prodi e quella specie di cosa che si chiamava Ulivo poi, quando ci sono riusciti si ricomincia, dopo qualche mese, a vedere quelle stesse persone con facce perplesse. E quando parli di politica si legge un imbarazzo diffuso, un inizio di dissociazione strisciante. La politica di questo paese sembra il classico “ossimoro” (es. ghiaccio-bollente) ovvero una contraddizione radicale, due aspetti in completa antitesi tra loro.
C’è entusiasmo e determinazione ma anche rassegnazione e contraddizione: una parte d’Italia che vuole correre ma anche che si mette a piangere, una parte del paese che alza la testa ed un’altra che l'abbassa.
Da un punto di vista culturale, bisogna dirlo siamo diventati improvvisamente modesti: scarse iniziative, cancellazioni di mostre, convegni, eventi, in nome del bilancio di esercizio: come a Roma dove si è rischiato di portare i “
libri contabili in tribunale”. Si sono accorti che il debito del Comune è diventato insostenibile: 8.151 ml di euro quando Alemanno è diventato Sindaco! Ma prima, quando anche quelli del centro destra facevano parte del debito perché non l’hanno denunciato? Però il governo dichiara di prendere ai ricchi per dare ai poveri con la Robin Tax. Si tassano i petrolieri, con profitti impressionanti, grazie al petrolio che sale sempre (si arriverà a 200 dollari al barile!) per istituire un fondo per i pensionati. Si elimina l’ICI ma ritornano i ticket nella Sanità: chi fa il gioco delle tre carte (j’accuse di Alemanno a Veltroni)? Tutti, ed io pago! I politici, quando ero ragazzo, mi sembravano pessimi ora mi appaiono, nel confronto, un miraggio di civiltà. Sembra che questo nostro paese ha perso la voglia di diventare migliore, ci stiamo rassegnando: c’è la camorra, conviviamoci; c’è la monnezza, tanto non si risolve; si nascondono i buchi di bilancio pubblico, facciamo un prestito; l’Alitalia è in perdita, un'altro prestito; Berlusconi mimetizza nei decreti le leggine che lo proteggono, parliamo di pallone;Veltroni si accorge che la tela è strappata, facciamo una grande manifestazione di piazza in autunno…adesso no, perché fa caldo!
Nell'immagine l'opera è di Cuono Guaglione.

domenica 22 giugno 2008

FIAT si scusa con Pechino


Anche la FIAT si inchina alla Cina. Accusata dalla stampa cinese per lo spot della nuova e bellisima Delta, ritenuto invadente ed offensivo, chiede scusa. Quarantacinque secondi con Richard Gere che parte dalla Walk of Fame di Hollywood al tempio tibetano di Lahsa per imprimere le orme nella neve insieme ad un monaco-bambino. "La forza di essere diversi" è questo il messaggio che trasferisce il filmato; questo aspetto insieme alla nota amicizia del protagonista con il Dalai Lama hanno provocato le proteste dei media cinesi. In maniera imbarazzante, a mio avviso, nel comunicato ufficiale si scarica la responsabilità sull'attore affermando che è stato lo stesso Gere a decidere il tema dello spot, perchè ha tentato di interpretare e sostenere la libertà di espressione artistica del gruppo FIAT. Questione politica? No, si tratta di affari. Per non rischiare di veder pregiudicati investimenti e profitti l'azienda del Lingotto abbassa la testa e chiede scusa.

sabato 21 giugno 2008

Via Giorgio Almirante: no grazie!


Ecco cosa diceva Almirante in un discorso del 1942:" Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare con sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, si, ma in quanto alberga, in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d'una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio ed ingannatore...Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno, di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c'è che un attestato con quale si possa imporre l'altolà al meticciato ed all'ebraismo:l'attestato del sangue." Io, Via Giorgio Almirante non la voglio, grazie!

venerdì 20 giugno 2008

Succedono cose strane a Milano, Torino e Roma.


Milano. E’ giovedì mattina. Vicino alla fermata del 29, in piazza XXXIV maggio, c’è sembra, la polizia. Sono in parecchi, non salgono sul tram. Fermano passeggeri. E’ un controllo a tappeto. Una retata. Sono quelli dell’ATM ed i vigili che fermano gli immigrati.
Milano. Al capolinea di piazza Lodi sono saliti i controllori e dei vigili in una specie di tenuta antisommossa. Non si erano mai visti vestiti così, con giubbetto antiproiettile e manganello. Hanno chiesto il biglietto a tutta la gente sul pulman ed agli immigrati che ne erano sprovvisti hanno chiesto i documenti. Chi non li aveva è stato preso di peso, messo su un inquietante autobus blindato, con delle grate saldate ai finestrini, e portato via. Intimidiscono le persone che assistono atterrite alla scena vietando, di fare foto con i telefonini.
Torino. A Moncalieri sul bus 67 pieno di gente, è salita una pattuglia della polizia. Ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha diviso, maschi da femmine con bambini, ha chiesto i documenti. Qualcuno applaude!?
Roma. A Idromania parco acquatico presso la biglietteria viene negato l’accesso ad una famiglia che voleva acquistare regolarmente i biglietti, interviene quindi la vigilanza che invita la famigliola ad allontanarsi. Il vigilante, alla richiesta di una spiegazione da persone in fila ha dichiarato:” Signora, lei vorrebbe che suo figlio facesse il bagno in piscina con uno zingaro ?”.
Episodi che fanno venire i brividi e portano alla mente parole come: espulsioni di massa, deportazioni, confino, proscrizione, razzismo e squadristi.
Succedono cose strane a Milano, Torino e Roma, si respira una brutta aria.

giovedì 19 giugno 2008

Telefonate d'oro a Napoli


Il costo annuale dei telefonini del Comune di Napoli ammonta a 600.000 euro l’anno.
Succedono cose strane a Napoli? I quotidiani scrivono così, ma per chi ci vive, tanto strane, poi, non sono: un consigliere comunale del Pd ha fatto in 48 ore telefonate per una spesa pari a 7.500 euro. Altri suoi colleghi presentano 4.000 euro a bolletta bimestrale e sapete di cosa si discuteva in Consiglio comunale qualche mese fa: ingressi gratuiti allo stadio San Paolo! Perché molti consiglieri lamentavano di essere scarsamente riforniti dal Calcio Napoli di biglietti omaggio e posti in tribuna vip. Inoltre, è di questi giorni la notizia che è stata bloccata da una settimana per tutti i 12.500 dipendenti la libera navigazione in Internet a causa dei troppi collegamenti con siti porno e di scommesse online. Per chiudere “in bellezza” è proprio il caso di dire, sono n. 60 i cellulari in dotazione ai politici del Comune di Napoli che sommati agli altri 840 arrivano ad un totale di n. 900 telefonini. E’ così che si vuole far recuperare a questa città il credito e la credibilità che serve per uscire da una gestione così disastrosa? Ma che cavolo si invoca a fare l’intervento della borghesia, degli uomini di buona volontà e dell’Esercito se presso l’organo di governo della città si discute di queste stronzate?

mercoledì 18 giugno 2008

Bassolino con i capelli scuri




Quant è bell, quant è bell don Antonio cò capell !


Dal bianco simbolo della purezza al nero metafora del maleficio e dell'impurità. Il nuovo capello del governatore soddisfa il suo sfrenato narcisismo. I più credevano che fosse solo Berlusconi a volere i bei capelli ma Bassolino ha spiazzato tutti, anche i suoi delatori, per confonderli o per non farsi riconoscere?

martedì 17 giugno 2008

Meglio il Dottor House


Qual è il segreto del successo dell'irresistibile Dr. House. Io penso di averlo scoperto. No, non è il meccanismo del transfert o il fascino di Hugh Laurie e nemmeno il taglio particolarmente innovativo della serie. Dr. House, il personaggio, è uno stronzo di prima categoria, uno che ti dice senza problemi che stai per morire, uno che non vuole sentire lagne dai pazienti e se può li tortura con siringhe e cannule. Però, e questo è il segreto, è un medico che azzecca la diagnosi. Sempre. Di fronte a casi sempre più osceni di malasanità, a errori marchiani sempre più frequenti di medici e chirurghi, a malanni che non ti passano nonostante le migliaia di euro spese in medicine e visite, Dr. House ti sembra un miraggio e si fa perdonare tutto, anche la stronzaggine, perchè è un fenomeno, è una risonanza magnetica umana che ti scannerizza con uno sguardo e non sbaglia mai. E' ovvio che un medico che riesce sempre a fare una diagnosi corretta può essere solo un parto dell'immaginazione. Non è esatto però dire che un medico così non sia mai esistito. Dr. House in fondo assomiglia al vecchio medico condotto, colui che sapeva far partorire la donna e la vacca e ha permesso a tanti ultranovantenni di invecchiare forti come rocce fino ai giorni nostri. E' il dono della diagnosi perfetta che ci affascina di questo personaggio. Se solo potessimo farci visitare da lui, chissà di quali strane sindromi scopriremmo di essere affetti.
Meglio rifugiarsi nella fiction che leggere sui giornali cosa fanno e soprattutto cosa dicono certi medici spregiudicati di poveri pazienti che si rivolgono a loro con la speranza di un’ aiuto che attraverso di loro la scienza dovrebbe dare. Ed invece, alla faccia del giuramento di Ippocrate, leggiamo e vediamo medici che per soldi usano la conoscenza come strumento del più bieco profitto per prendere in giro la povera gente: questi medici non sono uomini né dottori solo dei cani che dovrebbero essere rinchiusi per sempre in cella.
Di fronte a qualunque sintomo, anche il più strano, House farebbe sembrare il nostro medico di base e perfino il grande luminare dal quale ci facciamo curare invano da anni dei perfetti idioti; scriverebbe una ricettina, ci manderebbe affanculo agitando il bastone e ci cambierebbe la vita da così a così.

lunedì 16 giugno 2008

Angeli e Demoni: no della Chiesa


Il Vicariato di Roma dice no a riprese nelle chiese per la troupe di «Angeli e demoni» il film tratto dal libro di Dan Brown è stato giudicato incompatibile con il sentimento religioso, pertanto, non saranno “prestate” le location per le riprese del film tratto dall'omonimo romanzo. Per Roma, in questi giorni, si può vedere la troupe del regista Ron Howard (chi si ricorda di Happy days a Milwaukee?) con Tom Hanks nel ruolo del professor Langdon. Infatti, qualche scena è stata girata a piazza del Popolo e a piazza della Rotonda ma le riprese interne a due chiese: Santa Maria del Popolo e Santa Maria della Vittoria non sono state fatte a causa del divieto ecclesiastico. Gli ambiente saranno ricreati nella splendida Reggia di Caserta, interamente requisita per tre giorni.
Il libro Angeli e demoni era stato, come il Codice da Vinci oggetto di pesanti critiche da parte del Vaticano perché giudicato avverso alla religione cristiana. La Chiesa cattolica, in passato, condannava a morte chiunque osasse proclamare verità diverse da quelle ufficiali (Galileo Galilei). Oggi, fa lo stesso, censurando pesantemente ciò che è contrario al sentimento religioso.

domenica 15 giugno 2008

Caos caldo


Sulla rivista Nature è comparso un’ articolo che ricorda l’eco-thriller di frank schatzing:” il quinto giorno”. Questo, lancia l’allarme sugli idrati di metano: in sostanza, acqua e metano allo stato solido depositati in quantità enormi sul fondo degli oceani. Con l’aumento della temperatura, stanno rilasciando questo gas, che ha una potenzialità di effetto-serra 21 volte l’anidride carbonica, nell’atmosfera. Gli esperti prevedono che potrebbero portarci al tipping point ovvero il punto di non ritorno. L’espressione inglese (resa celebre dall’omonino libro di Malcolm Gladwell), indica per esempio quel momento in cui un’ oggetto, leggermente sospinto fino al bordo di un tavolo, cade giù. Internet, per esempio è stato un perfetto caso di tipping point: il web ha prodotto una serie inarrestabile di rivoluzioni a catena, di conseguenza, il mondo non sarà mai più come prima. Lo stesso effetto sul clima provocherebbe degli effetti collaterali preoccupanti: se l’aumento della temperatura contribuisse, realmente, a sprigionare il metano dalle profondità oceaniche l’effetto serra potrebbe scivolare giù dal tavolo. I cicli termici, ad ogni modo, restano imprevedibili e difficilmente analizzabili nonostante i sofisticati modelli matematici adoperati ecco perché il clima resta un caos caldo.

sabato 14 giugno 2008

Povera Italia


L’ItaliaPaese e quella calcistica stanno rimediando all’estero una figuraccia dietro l’altra: sarà colpa di una congiunzione astrale provocata da due persone il cui cognome finisce in “…ONI”?
In questi giorni si legge che l’Italia ha bisogno di un brand da difendere. E’ recentissimo l’annuncio che il famoso serial “Sex and City” non utilizzerà più le griffe italiane. “Future-brand” ha pubblicato il nuovo indice sui brand Paese. L’Italia dalla prima posizione del 2005 è passata alla terza nel 2006 fino alla quinta nel 2007. I fatti di Napoli sono diventati il catalizzatore di un ulteriore indebolimento dell’immagine Italia, iniziato con vari fenomeni come il declino economico, l’invecchiamento della popolazione, il pessimismo diffuso, il collasso dei servizi pubblici, lo scandalo dei vini adulterati, le mozzarelle con la diossina, il degrado di parte dei nostri beni culturali ed ambientali. (foto reuters)

venerdì 13 giugno 2008

Angeli della monnezza


Chiamata per i volontari di tutta Italia per dare il colpo finale alla raccolta dei rifiuti, ancora per le strade di Napoli. Un'appello di solidarietà come accadde in occasione dell'alluvione di Firenze. Il presidente del Consiglio ha precisato che questi, veri e propri angeli, andranno a bussare a tutte le porte delle case della Campania per consegnare i contenitori della raccolta differenziata. Come reagiranno i napoletani alla vista dei volontari con tanto di maschera protettiva?

giovedì 12 giugno 2008

Polpo alla luciana: consoliamoci.

"Luciani" abitanti di Santa Lucia, il più antico Borgo marinaio di Napoli, oltre ad essere esperti nella pesca dei polpi, hanno la prerogativa di cucinarli in un modo singolare e, con la salsa che ne ricavano, di preparare uno tra i più elogiati piatti della gastronomia napoletana. Lessate al dente i vermicelli, scolateli e conditeli con la salsa di polipo che prepareremo secondo la maniera dei luciani. Tutti conosciamo i polpi ma il primo punto su cui soffermarci è la differenza tra il polipo "Verace" e quello "Sinisco". Il Verace ha due file di ventose sui tentacoli, è molto profumato, si veste di un colore marrone con preziose sfumature rosa e abita tra gli scogli. Il sinisco ha una sola fila di ventose sui tentacoli, il suo colore è marrone pallido senza sfumature, le sue carni sono poco pregiate e meno profumate del suo parente; vive nei fondali dei mari.
Cucinare per 4 persone.
INGREDIENTI: un polpo (sceglierlo del tipo dotato di due file di ventose), mezzo chilo di pomodoro da sugo (meglio se fresco) prezzemolo, olio extravergine di oliva, aglio, pepe nero macinato al momento. PROCEDIMENTO: un antico detto napoletano dice che "O purpo se coce dint’alla’acqua soja", questo perché quando cuoce, tira fuori una quantità notevole di liquido. Quest'ultimo, pero', è parecchio salato: per non rischiare di avere un sugo troppo saporito, si può procedere come descritto nella ricetta del
polpo in umido e cioè mettendolo in un coccio e facendolo cuocere 7-8 minuti SENZA NIENTE, a fuoco medio-basso, buttando via TUTTA l'acqua che ha cacciato.Mettere in un tegame di creta i polipi, appena incominciano a cuocere, aggiungere i pomodori pelati, l’olio di oliva, l’aglio e il pepe (il sale non è necessario: il polpo &egià salato di suo). Completare la cottura a fuoco lento ed a pentola ben coperta. La cottura tradizionale prevedeva di "sigillare" la pentola con carta oleata (sostituibile con carta forno) legata ben stretta con lo spago attorno al bordo della pentola (le pentole di oggi non nè hanno bisogno!). Una volta cotto (il tempo di cottura varia, ovviamente, in base alla grandezza dei polpi: per una bestiola di un chilo-un chilo e mezzo, saranno necessari dai trenta ai quaranta minuti), scoperchiare e far tirare la salsa fino a quando non diventi densa, scura e lucida. Volendo condirci degli spaghetti, togliere via il polpo e metterlo a caldo e aggiungere gli spaghetti cotti ben al dente. Fare cuocere a fuoco vivace per un minuto, mescolando spesso in modo che la pasta assorba bene il sugo, aggiungere il prezzemolo e servire in tavola.

mercoledì 11 giugno 2008

Monnezza umana

Oggi, monnezza significa Napoli e la città, grazie a Roberto Saviano ha acquisito un secondo nome: Gomorra. Accade di tutto, rifiuti tossici, caccia agli zingari, sparatorie per strada, adolescenti armati, barricate e baracche date alle fiamme:una rivoluzione. I dati statistici dicono che ogni anno a Napoli ci sono almeno mille giovani che escono fuori dalla prima rete sociale che è la scuola media, mentre altre migliaia restano a scuola senza imparare e senza crescere. Cosa accade a questi ragazzi? Sono facilmente reclutabili per ogni impresa illegale, prima per il lavoro nero quasi schiavistico, poi, in misura minore, per la manodopera del crimine. A Napoli da circa dieci anni ci sono progetti di recupero dei giovani fermi, bloccati, non considerati. I fondi, le aule, gli spazi e le istituzioni non ci sono. Il sindaco “conlavoceunpòcosì” ed il "governatore nato ad Afragola" non ascoltano e non sono per niente sensibili all’argomento, anzi, continuano a dire che il degrado è un invenzione dei media, mentre politici, dirigenti ed intellettuali si perdono nella cultura della chiacchiera dimenticando che esiste quella del fare. Chi sono questi ragazzi che si atteggiano a piccoli camorristi, fanno roghi e fanno le sentinelle nelle manifestazioni contro le discariche? Basta aprire i registri delle scuole e leggere gli elenchi dei bocciati per mancata frequenza: quindi, quanto c’entra la Camorra? E’ la Camorra che và da loro o sono loro che vanno dalla Camorra? Intanto, gli intellettuali napoletani, come Raffaele La Capria, discutono in maniera raffinata, citando la Questione Meridionale ed assumono un’atteggiamento opaco. Quando la cultura prende posizione su un lato della barricata ha però già perso: ha accettato le regole dei giochi di guerra. Due anni fa, a Napoli, c’è stato un risultato elettorale bulgaro:il 67% dei voti a coloro che dovevano risolvere il problema della monnezza. Come qualcuno ha scritto, “voti carpiti facendo leva sulla dipendenza, piuttosto che sulla libertà”. Oggi il collante della politica in Campania, ciò che lega, con dichiarazioni di reciproca stima, Berlusconi a Bassolino è la monnezza; si preparano a ripetere gli errori che ciascuno ha fatto separatamente, sperando che si annullino:ma la puzza si sente, e come se si sente! Da decenni si narra che a Napoli, prima o poi scoppia la rivoluzione, forse in pochi si sono accorti che c’è già. Grazie ad una “classe digerente” incompetente e parassita, arroccata nelle istituzioni; ad una borghesia stracciona ed una classe media accattona, Napoli, lo devo dire è proprio nella merda.

martedì 10 giugno 2008

Istigazione all'odio


Ecco il testo di un volantino affisso alla bacheca di una fabbrica di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso:"Regione Veneto - Calendario venatorio 2007-2008. Le regioni italiane comunicano l'apertura della caccia (tutto l'anno) per la seguente selvaggina migratoria:rumeni, albanesi, kosovari,talebani,afghani, zingari ed extracomunitari in genere. E' sospesa da questo momento la caccia ai comunisti in quanto entrati a far parte della specie in via di estinzione, restando salva la possibilità di cacciarli nelle zone di ripopolamento quali case del popolo, coop, centri sociali. In tal caso è consentito, vista la pelle coriacea della sopracitata selvaggina, l'uso di armi quali fucili di ogni genere (possibilmente ad anima liscia) a più di cinque colpi, carabine di precisione e pistole di grosso calibro. In presenza di stormi numerosi è ammesso anche l'uso di bombe a mano, obici, mitragliatori automatici e gas velenosi. Si possono cacciare di giorno e di notte, senza limiti di orario. E' tollerato l'uso di visori notturni, reti, tagliole, cani da ricerca e da attacco quali pitbull, rottweiller. E' stato introdotto l'uso di richiami "vivi" e zibellini vari. Non esiste limite giornaliero di capi da abbattere. Si consiglia l'abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze. Ogni mille capi abbattuti verrà attribuito un viaggio-premio di una settimana per tutta la famiglia gentilmente offerto dal ministro austriaco Jorg Haider. Al raggiungimento del numero di duemila capi abbattuti, è conferita la cittadinanza onoraria austriaca.
Gli autori di questa bravata dovrebbero essere perseguiti ai fini penali e civili.

lunedì 9 giugno 2008

Gomorra:ora basta!


Gomorra è stata una delle mitiche "cinque città della pianura" (la più nota delle quali è Sodoma), distrutte da Dio, secondo la narrazione della Bibbia, per la "corruzione" dei loro abitanti.
Gomorra, oggi è prima il libro di Roberto Saviano poi il film di Matteo Garrone e quindi Napoli, diventata la capitale del peggio: ora BASTA!
Tutti coloro che incontro mi chiedono con compassione, se ho letto oppure visto il film, quasi fossi un profugo scappato dal Ruanda perché in città c’è la guerra, la mattanza.
Oramai si pensa che a Napoli ci siano: i container pieni di cadaveri congelati sul
porto, gli adolescenti armati con le pistole, i centri di estetica dove si rischia di morire ammazzati ed i rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia scaricati ovunque, anche sotto piazza Plebiscito. Si fanno dotte disquisizioni sui quotidiani (Ernesto Galli della Loggia, Angelo Panebianco, Raffaele La Capria) il Presidente della Repubblica prova a ricordare che la monnezza tossica è stata vomitata dalle aziende del Nord in Campania ma i leghisti recitano, il “Chi se ne frega!”ed inveiscono, contro quella razza inferiore di bonghi del SUD.

Saviano fa i soldi con il suo libro, ma vive sottoscorta, il film è un successo ma è diventato anche un documentario: Scampia è diventata Napoli ed i napoletani sono tutti camorristi: ora BASTA!
Sono stufo di leggere le cazzate di Raffaele La Capria che nasconde il dramma napoletano dietro la Questione Meridionale ma anche di constatare l’immobilismo di una borghesia napoletana che non fa perché non sa fare, non sente perché non sa sentire e non dice perché non sa dire!

Ha ragione Furio Colombo, quando ieri scrive sul Corriere delle Sera “Al Sud, oggi manca la voce del Paese”: è giusto che si faccia una forte riflessione autocritica soprattutto nel Mezzogiorno.
Una riflessione trasversale, che si ponga dal punto di vista di un federalismo non solo solidale ma “
meridionalista” nel senso di un progetto che si ponga nella condizione di “unire dal Sud” il Paese, fidando su una nuova classe dirigente capace di liberarsi dei limiti tristemente noti e di declinare onestà, spirito pubblico ed efficienza: ora BASTA!

domenica 8 giugno 2008

De Magistris: assolto, innocente.


Ricordate l'inchiesta Why not dove fu implicato anche Mastella e le accuse contro il pm di Catanzaro Luigi De Magistris?
La Procura di Salerno le ha definite "denunce strumentali e tentativi di delegittimazione".
Sono insussistenti tutti i reati contestati da quello della calunnia e diffamazione, all'abuso d'ufficio, all'inosservanza agli obblighi di astensione, alla fuga di notizie.
Insomma, tutte accuse inesistenti, quindi innocente!
I mandanti politici di questo atto di diffamazione e di intralcio della giustizia dovranno renderne conto. Non si capisce però, perchè i mezzi di informazione hanno dato, grande risonanza, a suo tempo ai detrattori del pm mentre non hanno dato alcun valore alla notizia dell'archiviazione delle accuse relegandola nelle pagine interne o non parlandone affatto (TG e quotidiani).
Nè parla
Marco Travaglio sull’Unità (6 giugno), Antonio di Pietro sul suo Blog ed il quotidiano Repubblica.

sabato 7 giugno 2008

Pasta con i Totani: una delizia.


Mi è venuta talmente bene che voglio pubblicare la mia ricetta, facile, facile per 4 persone:
500 gr. di tubettoni, 500 gr. di totani, 1/2 cipolla grossa, 1 spicchio di aglio piccolo, 1 Kg di pomodorini vesuviani oppure ciliegini (pomodoro pachino)0,5 dl. d'olio d'oliva, 1 dl. di vino bianco secco, sale. Fare un battuto della cipolla e soffriggere in un tegame ampio con olio d'oliva extra vergine. Aggiungere i totani tagliati a pezzi grossi, compresi i tentacoli ovviamente. A indoratura raggiunta (se piace si sfuma con un bicchiere di vino bianco), aggiungere il pomodoro (cottura circa dieci minuti) non farlo ristretto. Aggiustare di sale e fare cuocere a fuoco molto lento, finche' la salsa non presenta il caratteristico velo di cottura in superficie e non si sia ridotta ad almeno a meta'. Lessare i tubettoni ed appena prossimi alla cottura, scolarli bene poi aggiungerli al tegame con il sugo dei totani. Completare la cottura a fuoco vivace amalgamando il condimento ed infine servire caldo.

A chi piace, il piatto può essere condito con una spruzzata di parmigiano o pecorino romano .

giovedì 5 giugno 2008

Primo volo in mongolfiera: 4 giugno 1783


Ieri, Google ha celebrato il primo volo umano in mongolfiera:il 4 giugno 1783 nella piazza del mercato di Annonay, dove era stato acceso un fuoco di lana e paglia per riempire l’involucro di aria calda. II pallone, che da quel giorno si chiamò, Mongolfiera si sollevò e raggiunse un' altezza di circa 2.000 metri. La storia degli aerostati parte dai primi secoli DC, quando in Cina vennero gonfiati e fatti volare i primi palloni, ma il trasporto umano ha dovuto attendere il 1783 quando i Fratelli Montgolfier riuscirono a far sollevare il primo Pallone aerostatico ad aria riscaldata, che prese il loro nome.
Dopo un mese il Professor Jacques Charles fece il suo primo volo utilizzando un pallone a gas, e tale tipo di pallone (dotato di migliori capacità ascensionali e maggiore autonomia) divenne molto comune dal 1790 fino agli anni 1960.
Il terzo tipo di aerostato fu inventato da Pilâtre de Rozier (da cui
Mongolfiera di Rozier) ed era un ibrido, venendo sollevato sia dall’aria calda che da un gas leggero. Rozier ottenne questo aggiungendo ad un pallone ad idrogeno una camera separata che poteva venir alimentata con aria calda. Nel 1785, Rozier decollò con l’obiettivo di attraversare la Manica, ma l’apparecchio esplose dopo circa mezz’ora di volo. Questo incidente fece dire, di Rozier: “Il primo uomo a volare ed il primo a morire”. Soltanto nella seconda metà degli anni 1980, la Mongolfiera di Rozier divenne sufficientemente sicura da essere praticamente utilizzabile.
Le attuali Mongolfiere sportive sono invece state completamente riprogettate e ridisegnate, nella seconda parte degli anni 1950, da Ed Yost che, per primo, utilizzò nuovi materiali (tessuto di Nylon) e bruciatori moderni (alimentati a propano). Questo gli consentì, nel 1960, di effettuare il primo
volo che avrebbe decretato la nascita di una nuova attività sportiva.

mercoledì 4 giugno 2008

Malati di internet.


Esiste la "internet addiction", cioè la sindrome da dipendenza da internet, considerata un vero disturbo patologico. Si tratta di una dipendenza, come una droga. Il malato ha assolutamente bisogno di stare davanti allo schermo del proprio pc. Se è costretto ad allontanarsi soffre di crisi di astinenza: sta male fisicamente. Non lo interessa più nulla, nemmeno l'attività sessuale che, semmai, preferisce avere in modalità virtuale. Preoccupa che, questa dipendenza, una vera e propria malattia, si sviluppa indipendentemente dal tipo di uso che si fa di internet e dai contenuti esplorati. Navigare in rete è, ormai accertato, un potenziale fattore di patologia mentale. Per arginare il rischio di incappare in questa malattia è necessario non frequentare troppo internet, essere discontinui e governare il desiderio di ricorrere all'uso della tastiera del pc. Bisogna assolutamente vigilare sui ragazzi che sono i più esposti a questo tipo di dipendenza.

martedì 3 giugno 2008

Società civile a Napoli.


Oggi, ad Angelo Panebianco risponde lo scrittore Raffaele La Capria:” Se un politologo vede le cose da un punto di vista politico, uno scrittore le vede dal punto di vista dell’esistenza.” Io mi chiedo: un napoletano da che punta di vista dovrebbe vedere le cose? Perché parlare ancora di corruzione delle mentalità venute, di colpo, in contatto con la modernità ed imputare a queste, la causa dell’ accrescimento di mafia e camorra? Ho già scritto che la borghesia napoletana, storicamente, ha sempre pensato a se stessa; la Capria nobilmente la chiama “abulia” (svogliatezza, pigrizia) sottolineando che la mentalità è più forte della cultura e della ragione… ed allora? Proprio non condivido la risposta che non pronuncia nulla di concreto, se non scomodare, addirittura, la Questione Meridionale. Ecco, la miopia dell’intellighenzia napoletana, sta tutta nell’articolo di oggi sul Corriere della Sera: La Capria, pur essendo un’ autorevole esponente della cultura riesce a fare solo demagogia. Siamo alle solite, a delle domande concrete, si risponde con colte riflessioni e dietrologia spicciola, inutili al napoletano che ogni mattina si alza per andare a lavorare. E’ proprio vero che, come scriveva Anna Maria Ortese, il mare non bagna più Napoli! Il mare, cioè la felicità, non tocca più Napoli a causa della mentalità. (foto reuters)

lunedì 2 giugno 2008

Napoli, se la società civile scendesse in piazza.

Nessuno è in grado di aiutare davvero un’ altro se quest’ultimo non aiuta se stesso per primo. Così si conclude il bell’articolo di Angelo Panebianco, raffinata penna del Corriere della Sera, il 31 Maggio, dove questi ha lanciato un’appello vigoroso alla società civile napoletana.
Ma andiamo per ordine: il 28 Maggio Ernesto Galli della Loggia pubblica un pezzo dove parla, senza mezzi termini, di “disfatta di Napoli”. Il 30 Maggio risponde, nella sezione Cultura, Raffaele La Capria, spiegando che “Napoli alza la voce, ma l’Italia resta sorda”. Quindi, Angelo Panebianco che sollecita la media borghesia a scendere in piazza. Finalmente, si apre un dibattito su uno dei più prestigiosi quotidiani italiani. Ma cosa è successo oggi? Mirella Baracco, presidente della Fondazione Napoli Novantanove, segnala che il tessuto sociale non è torpido perché ci sono decine di associazioni culturali che si muovono sul territorio, elaborano progetti, discutono, ma nulla concludono. Indubbiamente, iniziative istruite, ma che perseguono nella cultura del pensare e non in quella del fare! Non sono un autorevole giornalista ma già il 17 marzo scrissi un post intitolato “Napoli una città spenta” testimoniando il tono dimesso dei napoletani in quei giorni.
La borghesia di Napoli, storicamente non è mai intervenuta per risollevare le vicende del popolo per la sua proverbiale apatia, miopia e cultura del:”facciamoci i cazzi nostri”. Ma continuo a chiedermi: come si fa la mattina ad andare al lavoro facendo lo slalom tra i cumuli di immondizia? Come fanno quelle mamme ad accompagnare i loro figli a scuola tra la puzza e gli insetti? Come fanno quei lavoratori che dall’autobus scendono in una fermata colma di munnezza? Ma dove bisogna arrivare per far scendere in piazza chi è stufo di vivere sepolto dall’immondizia ed urlare a tutti: basta!

domenica 1 giugno 2008

Il Divo... da vedere.



"Se non potete parlar bene di una persona, allora non parlatene»: parole di Rosa Falasca, la madre di Andreotti.

Penso che tutti gli italiani dovrebbero vedere questo grande film di Paolo Sorrentino, napoletano doc, che rispolvera un pezzo di storia del nostro paese:ritornano gli anni '80, Andreotti, la Democrazia Cristiana, gli omicidi di mafia, loggia P2, brigate rosse e l'assasinio dell'onorevole Moro che infrange i sogni già compromessi dall'emicrania di cui ha sempre sofferto "belzebù".
Un essere umano profondamente solo che ha trovato nella moglie l'unica persona che ha creduto di poterlo conoscere. La sequenza in cui i due siedono mano nella mano davanti al televisore e Renato Zero canta "I migliori anni della nostra vita" entra di diritto nella storia del cinema italiano. Maestosa l'interpretazione di Tony Servillo per l'intensità che ha voluto dare al personaggio:brava Anna Bonaiuto che ha interpretato la moglie Livia Andreotti e MITICO Carlo Buccirosso che ha impersonato un Paolo Cirino Pomicino, fedelissimo del Divo, come realmente lo si conosceva a Napoli:guascone, scaltro, intelligente ed amante della bella vita.
Insomma, un film dove, una volta tanto, dei napoletani esprimono il loro straordinario talento (Paolo Sorrentino - regista; Toni Servillo - Giulio Andreotti; Anna Bonaiuto - Livia Andreotti; Carlo Buccirosso - Paolo Cirino Pomicino).

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