domenica 15 novembre 2009

Gentilezza, dove sei finita?

Venerdì 13 Novembre si è celebrata la giornata mondiale della Gentilezza e sembra si sia fatto a gara a raccontare le proprie buone azioni sui siti e nei blog. Fu il Giappone ad inventare, alcuni anni fa, questa nuova festa ed in questi giorni, proprio in questo paese, è stato introdotto il sorrisometro per controllare al meglio la capacità di empatia dei lavoratori della metropolitana di Tokio. In Italia cosa avviene? Qualche articolo sui media e poi nulla. La gentilezza è diventata un optional comportamentale di lusso. Rara da trovare, difficile da esprimere e da riconoscere a causa delle tante imitazioni che ci sono in giro. Eppure non è un prodotto “made in Cina” ma un modo di essere che non c’è più almeno in forma originale. Infatti, è molta diffusa ed in molte forme: esiste la gentilezza falsa, strumentale, fraudolenta perché, forse, tanti hanno dimenticato che un gesto puro aiuta più noi stessi che gli altri.

martedì 10 novembre 2009

Viaggiare con l’influenza A

Viaggio spesso in aereo e metro ed è interessante osservare i comportamenti delle persone, in particolare quando qualcuno, malauguratamente comincia a tossire: i passeggeri si voltano subito ad identificare chi è l’eventuale untore ed a seconda se ci si trova in aereo oppure in metro si possono notare due atteggiamenti diversi. In aereo, l’individuazione avviene allungando il collo e poi rintanandosi nel sedile se l’autore dei colpi di tosse e sufficientemente distante. Se, malauguratamente il disgraziato è in linea (sedili di fianco o dietro) allora lo sguardo si fa truce e minaccioso (proprio qua dovevi sederti!). Poi si volta il viso e se dotati di sciarpa questa magicamente viene issata fino sopra gli occhi più velocemente di una vela in una regata dell’American Cup. In metro, invece, chi tossisce si trova improvvisamente uno spazio vuoto tutt’intorno, diventando come un’isola deserta ed anche in questo caso il malaugurato si trova a vedere solo i crani dei passeggeri che a loro volta si proteggono come possono. Se qualcuno dovesse starnutire è la fine, si rischia prima l’insulto pluralistico e poi la rissa in caso di meschina sequenza: ecco, si può vedere gente che quasi schiatta pur di non starnutire. Influenza come la peste!

domenica 8 novembre 2009

Yoani Sanchez picchiata

Picchiata dalla polizia cubana una delle blogger più famose del mondo. Prima sequestrata, poi aggredita verbalmente e fisicamente ed infine lanciata dall'auto per strada lontana da dove sarebbe stata arrestata. Il tutto è avvenuto per impedire a Yoani Sanchez di partecipare ad una manifestazione contro la violenza. La Sanchez , 34 anni, titolare del «blog esdecuba.com/Generaciòn Y» è stata premiata in Spagna e negli Usa per il suo lavoro di reporter digitale, ma non ha potuto ritirare i riconoscimenti perché non le è stato permesso di uscire dal suo Paese. Nel suo blog denuncia, in maniera sobria e raffinata le difficoltà di un paese e di un popolo che non riesce più a stare al passo con i tempi e che meriterebbe di più.

Ridatemi il Pongo

Oggi i bambini usano prevalentemente le tecnologie:video giochi, computer, telefonini ecc. Sono praticamente spariti, almeno in Italia, i giochi creativi di tipo manuale che scatenano la fantasia, la voglia di sognare con qualcosa di costruito in proprio. Non i personaggi dei cartoni animati o di video giochi con città virtuali da edificare ma vere e proprie creazioni prodotte con mani proprie e plasmate secondo proprie vocazioni. Anni fa, era molto diffuso il Pongo, nome commerciale di un materiale plastico colorato simile alla plastilina fatto di olio, argilla e cera. Inventata nel 1897 da William Harbut, professore d’arte. Il materiale fu distribuito in tutto il mondo dal 1908 e negli anni ’70, almeno in Italia, trovò grande diffusione facilitando i principi elementari della creatività infantile ed adolescenziale. Come era particolare e piacevole sagomare con quel materiale morbido al tatto di un odore rassicurante e di colori vivaci!? Oggi, viene ancora utilizzata in cartoni animati di successo. Era cosa molto diversa da DAS fatto di creta e che si induriva all’aria. In pochi sanno che la sigla DAS è l’acronimo del suo inventore: Dario Sala che la brevettò nel 1962. Meglio il Pongo oppure il DAS. Personalmente ho sempre preferito il Pongo.

martedì 3 novembre 2009

Moralità a confronto

E’ più grave lo scandalo di Piero Marrazzo o quello di Silvio Berlusconi? A sinistra abbiamo un leader dell’opposizione che teneva discorsi sulla questione morale e che di sera lasciava la famiglia per dedicarsi ad orge con transessuali d’importazione. A destra invece abbiamo un presidente del consiglio che fa il dongiovanni in maniera compulsiva ma in linea con una tradizione patriarcale che ha dato prova di stabilità sociale. Frenesie sessuali vissute in modo diverso ma che hanno un comun denominatore: l’immoralità istituzionale. Da un punto di vista personale potranno anche essere fatti loro ma se questi hanno ruoli nell’ambito delle istituzioni forse dovrebbero costituire un esempio per il paese, e proprio così non è. Forse sono più dotate di “moralità” quei transessuali e quelle prostitute che non usano scoop o foto per garantirsi una pensione che non avranno mai.

lunedì 2 novembre 2009

Tecnostress da email.

Quante email arrivano ogni giorno nella nostra posta elettronica? Troppe! Ormai, le persone comunicano con questo strumento, chattano, si rispondono e rispondono alle risposte delle risposte con ogni mezzo, pc, netbook, blackberry. Basterebbe una telefonata di cinque minuti per sostituire dieci email di discussione che spesso si propagano in maniera virale quando si allunga la lista di coloro che sono in cc. Per non parlare dei serpenti che scrivono in ccn. Quelli non li sopporto, perché in maniera subdola ti scrivono in ccn come per dire:”Qui lo dico, qui lo nego” oppure “Te l’ho detto ma come se non l’avessi detto”. Insomma, spazzatura dialettica! Le tecnologie ci isolano! Oggi, le persone preferiscono occuparsi dei loro oggetti elettronici, che in apparenza offrono nuove e più interessanti forme di comunicazione, invece di stare a tavola a chiacchierare o discutere sull’uscio di casa al crepuscolo.

sabato 31 ottobre 2009

Halloween e le cinque regole










  1. Festeggiare Halloween fuori dagli Stati Uniti è una scelta al limite del buongusto.


  2. Se manderai tuo figlio a chiedere caramelle ai vicini, prima avverti e distribuiscile per il condominio.


  3. Halloween non è carnevale, lascia perdere il costume da coniglietta e vestiti da strega vecchia e brutta.


  4. Quando un bambino insiste per una zucca, avvertilo che poi mangerà risotto alla zucca per una settimana.


  5. Non sprecare energie ad essere contro Halloween, ricorda che il vero nemico è sempre e solo San Valentino.

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